Ghosting: quando sparire senza dare nessuna spiegazione diventa l'unica soluzione

Sparire nel nulla senza lasciare praticamente nessuna traccia, se non un mare di dubbi, delusioni, frustrazione, incredulità e rabbia

Ghosting: quando sparire senza dare nessuna spiegazione diventa l'unica soluzione

La parola ghosting significa diventare dei fantasmi (da ghost “fantasma”).

Se la contestualizziamo in un ambiente relazionale significa sparire senza dare nessuna spiegazione. Parliamo di fidanzati, amici, parenti, di persone che anziché affrontare le problematiche di una relazione preferiscono sparire nel nulla senza lasciare praticamente nessuna traccia, se non un mare di dubbi, perplessità, delusioni, frustrazione, incredulità e rabbia.

Subire la sparizione improvvisa di qualcuno, nei casi più gravi può presentarsi quasi come un lutto difficile da elaborare, considerando che non si riesce a spiegarselo e a digerirlo e che non esistono confronti.

Da parte di chi lo attua è una fuga da situazioni emotive forti o complicate che non si è in grado di gestire attivamente.

Non so quanti siano a preferire questo approccio, ma so che tanti, la maggior parte di noi, sono state vittime di persone del genere.

Questo fenomeno è sempre esistito ed internet ha sicuramente dato una mano a renderlo più frequente, considerando che è molto più facile evitare di prendersi le proprie responsabilità in una comunicazione virtuale, piuttosto che in quella reale. A volte basta un click per chiudere una relazione e tutto questo in certi casi può creare molto dolore. E’ molto difficile infatti reagire ad una sparizione talora apparentemente immotivata. Dico “apparentemente” perché non dobbiamo trascurare che ogni relazione è comunque l’esito di una interazione a due. Quindi forse non è vero che “andava tutto bene prima che lui/lei sparisse”. Seppur minima, una crepa nel rapporto esisteva, anche se il ghosting ha tutte le caratteristiche di un vero e proprio abuso emotivo verso chi lo subisce. Mentre assume i connotati di un modo di difendersi dell’autore stesso, in quanto inadeguato e immaturo per prendere di petto determinate situazioni.

Fare il fantasma inizialmente può essere liberatorio, perché permette di fuggire senza dare spiegazioni o prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Ma tutto questo benessere serve solo nell’immediato. Poi occorre gestire tutte le situazioni imbarazzanti che potrebbero crearsi con le persone da cui si è spariti. Senza contare che maggiore è il numero delle vittime, altrettanto maggiore sarà la possibilità di trovarsele di fronte prima o poi. Queste potranno decidere di ignorarlo e allora per il ghoster, tutto sarà più facile, se non che dovrà fare i conti con il suo senso di inadeguatezza e tutto ciò che ne concerne. Oppure, nel doverlo affrontare, lo metterebbero davanti all’atteggiamento “vigliacco” da lui adottato.

Non so a quanto possa contare cercare ad ogni costo una spiegazione del comportamento altrui, quanto trovarlo nelle nostre modalità comportamentali per evitare di rimanere nuovamente vittime di un altro fantasma relazionale.

E se invece dovessimo essere noi i ghoster? Allora sarebbe meglio fare i conti con l’inadeguatezza e l’immaturità emotive che ci spingono ad esserlo.