La chat degli orrori. Perché mancano i confini e i genitori stanno in silenzio

Video pedopornografici, apologia di razzismo e di violenza: sono trecento i ragazzi coinvolti di cui 25 inquisiti, molti i minorenni

La chat degli orrori. Perché mancano i confini e i genitori stanno in silenzio
Foto Pixabay

Lavoriamo da molti anni sui temi dell’educazione emotiva, affettiva e sessuale e troviamo ancora tante difficoltà perché in Italia non esiste una legge su questi importanti argomenti, mentre l’OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) dice che tutti, Governi, Scuole, Enti sportivi, dovrebbero occuparsene perché sta mancando una educazione alla relazione e al rispetto. L’OMS parla di conoscenza del proprio corpo e che il sesso deve essere reciprocamente consensuale, volontario, paritario, adeguato all’età e al contesto, caratterizzato dal rispetto di sé.

Il concetto di sessualità si interpreta come processo di apprendimento con la consapevolezza che ciascuno ha i propri ritmi nello sviluppo sessualela comprensione di emozioni e valori e il rispetto per la privacy altrui, il rispetto della propria soglia del pudore.

Oggi con quello che è stato scoperto è importante continuare a meravigliarsi dell’orrore, ma dobbiamo procedere ad un cambiamento importante sugli schemi educativi e sui valori etici. 

I genitori non possono essere assenti

Per fortuna una madre ha scoperto queste cose oscene e ha denunciato e ha permesso di scoprire che ragazzi molto piccoli diffondevano video pedopornografici, apologia di razzismo e di violenza, trecento ragazzi coinvolti in tante regioni diverse, di cui venticinque inquisiti di cui due amministratori della chat benché minori. Parlavamo da tempo di questo rischio e della mancanza di controllo. 

Troviamo ancora una volta che alcuni ragazzi lo ritengono uno scherzo, lo stesso che abbiamo registrato sul sexthing e sul cyberbullismo, come se fosse tutto alla fine accettato. Ma allora dobbiamo porci il problema di quali giochi i ragazzi usano con il permesso o la tolleranza dei genitori, giochi che anticipano che cacciare persone, ammazzarle può essere un passatempo. 

Nella chat The shoah party compaiono violenze sessuali su minori e animali. Una neonata è stuprata da un adulto, solo alcune delle cose terribili di cui abbiamo notizie. Mi chiedo dove sta il confine e dove la mancanza di responsabilità degli adulti se possiamo ascoltare queste cose orribili e non ci chiediamo perché accadono. 

Ben 300 ragazzi sono entrati in The Shoah Party e le cose contenute sono violenze e apologie, le violenze si iscrivono nella pedopornografia, immagini orribili che solo una madre ha denunciato. Un padre racconta che il figlio non ha pensato all’orrore e nessuno ha chiesto l’aiuto o il consiglio dei genitori. Manca il controllo, la severità educativa, il senso del confine, del proibito e del permesso, manca l’idea che i genitori sono e restano responsabili di minori a cui non prestano educazione e soccorso. Meraviglia che nessuno si batta perché ci siano adulti esperti che parlano alle elementari, medie e medie superiori, di quello che bisogna sapere e conoscere per avere una maturità emotiva e sessuale. 

Superare il concetto di privacy

Dobbiamo superare il concetto di privacy, la frase che “sono grandi abbastanza”, la disattenzione emotiva. Bisogna trovare il tempo per parlare, e riuscire a farsi ascoltare. 

Sono ragazzi di famiglie “normali”, che probabilmente studiano e fanno sport, che nessuno sorveglia rispetto a strumenti così potenti e catturanti. Il tabù di educare è diventato una cattiva indifferenza, una strada di comodo come fosse vero che se la possono cavare da soli. 

La risposta è No, devono essere accompagnati. Ogni volta che ci sediamo accanto, che parliamo con loro negli incontri, hanno voglia di sapere, di condividere le difficoltà, di trovare risorse, di confrontare emozioni. 

Non si può tacere e scegliere l’indifferenza, rifiutare la fatica di condividere chi siamo e chi sono loro, anche se dovessimo riuscire a salvare dall’orrore anche solo uno di loro ci dobbiamo riuscire.