La sindrome della brava ragazza

Quando pensiamo all’adolescenza si mostra nel nostro immaginario le discussioni con i ragazzi, le loro forme di ribellione, i passaggi istantanei dal silenzio alle urla, alle camere chiuse a chiave, la musica ad alto volume, a forme di ribellione varie. A quelle altalene umorali che nelle ragazze vengono identificate con gli “compensi ormonali”.

Quelle sempre calme ed educate

Poi ci sono quelle adolescenti sempre calme, educate, che non replicano mai, che vanno bene a scuola, nello sport, che non lottano per poter rientrare più tardi la sera, che non si pongono mai in contrasto. Idealmente tutti i genitori aspirano a situazioni tali, ma siamo sicuri che per queste ragazze, tutta questa tranquillità, sia sinonimo di felicità?

La censuara delle emozioni

Più volte ho lavorato con adolescenti così, rendendomi conto di quanto non fossero felici, di quanto fossero invece limitate, se non totalmente censurate, nell’espressione dei loro pensieri, emozioni, desideri. Di quanto spesso, la loro personalità venisse celata dietro la necessità di dover essere delle “brave ragazze”. Di quanto avessero bisogno estremo dell’approvazione altrui e che il prezzo da pagare fosse quello di essere perennemente “brave ragazze”, appunto. Tutto a discapito della propria autostima, individualità, autoaffermazione e chi più ne ha, più ne metta.

Ogni volta mi colpisce come si dia loro poca attenzione, perché non si accetta l’idea che possano avere e dare dei problemi. Solitamente quelle problematiche sono più “chiassose”, più visibili, più ribelli.

Anche le brave ragazze possono avere dei problemi la cui radice possiamo trovare in un’educazione e un’influenza sociale poco rispettose dell’individualità di ognuno e pretenziose nel richiedere personalità omologate e di poche, se non nessuna pretesa, senza dare spazio al chiedersi cosa si vorrebbe dalla vita.

La sindrome della brava ragazza

In alcuni casi possiamo parlare della sindrome della brava ragazza. Identificabile in quelle adolescenti e poi donne che sono sempre gentili e sorridenti. Non dicono mai no a nessuna richiesta. Evitano il conflitto per conservare a tutti i costi il quieto vivere e non rischiare di dar torto agli altri. Quando di rado disattendono alle pretese altrui si sentono ferocemente in colpa e di conseguenza pure inadeguate nei confronti di tutto e tutti. Presentano sintomi fisici di carattere psicosomatico come cefalea, mal di stomaco, disturbi intestinali, dermatologici.

Tutti questi “sintomi” si manifestano anche in situazioni che mancano di rispetto in modo palese.

Essere brave ragazze costringe ad una vita soffocante, di costrizioni e rabbia che più volte non viene spiegata.

La ricerca spasmodica della perfezione 

Le brave ragazze sono quelle che assumono anche il ruolo di compagne, mogli e madre perfette. La cui caratteristica comune è quella della ricerca spasmodica della perfezione che si traduce in rigidità e forti crisi nei momenti in cui si è costrette ad uscire dagli schemi prefissati.

Come accettare di non dover e poter essere perfette

L’aspetto positivo di tutto questo è che si può cambiare. Che non si è destinate ad essere brave ragazze per tutta la vita, che un modo per far venire fuori la propria individualità esiste sempre. Non è facile sicuramente dover rivoluzionare tutto quanto, anche perché un tale processo richiede di dover imparare a disattendere le pretese altrui e accettare di non dover e poter essere perfette.

Bisogna poi fare del verbo “voglio” il proprio mantra e sostituirlo al “devo”. Si, è vero, sembra impossibile poter iniziare a cambiare rotta in maniera così radicale, ma come ho detto “sembra”, non “è” impossibile.