Ricerca: meno sesso in quarantena per un terzo delle coppie ma c’è chi ha fatto festa sotto le lenzuola

La fiamma della passione si è ravvivata solo per il 15% dei rispondenti che ha approfittato della clausura per dedicare più tempo alla sessualità

Ricerca: meno sesso in quarantena per un terzo delle coppie ma c’è chi ha fatto festa sotto le lenzuola
TiscaliNews

La Fase 2 è appena iniziata ma gli effetti del lockdown si faranno sentire ancora a lungo, soprattutto sulla vita di coppia messa a dura prova dalla convivenza 24 ore su 24. Nonostante fuori imperversi la pandemia, pare che questo costante contatto fra partner non aiuti la sessualità. Almeno questo è il risultato della ricerca fatta dalla piattaforma Miodottore, che ha coinvolto ad inizio aprile 2020 i propri utenti sul tema. Insomma, secondo il sessuologo Giorgio Quaranta spesso ci si lamenta dei ritmi serrati del lavoro fuori di casa, che lasciano poco spazio da dedicare all’amore, eppure ora che in casa dobbiamo stare per la quarantena gli effetti in camera da letto non sono soddisfacenti. Si va d’accordo e ci si vuole bene, ma il sesso non ha beneficiato affatto della pandemia, anzi.

Per quasi la totalità la convivenza è serena

Durante questo periodo di blocco, un quinto degli italiani (20%) ha litigato più spesso con il compagno oppure ne ha scoperto i lati negativi (2%), ma per tutti gli altri (78%), in casa regnano pace e tranquillità. Infatti, per più della metà dei rispondenti (53%) la quarantena forzata non ha scalfito il menage e il 25% ha riapprezzato nella vicinanza con l’altro gli aspetti positivi della vita a due. Nello specifico, riemerge il piacere di suddividersi più equamente le attività domestiche e al tempo stesso la possibilità di avere più spazi sia singolarmente sia come coppia (12%); c’è maggior affiatamento (8%); si prova gioia nel condividere finalmente attività per le quali non si aveva mai abbastanza tempo; infine addirittura qualcuno rivaluta aspetti positivi del partner che prima erano sfuggiti dalla frenesia (5%).

Meno sesso per quasi un terzo degli intervistati

Eppure qualcosa non torna nel momento in cui si cambia stanza e ci si sposta in camera da letto. Quasi un terzo dei coinvolti nella ricerca (31%) dichiara apertamente di prevedere pochi momenti intimi durante il lockdown. I rapporti sessuali sono diminuiti non consciamente per il 9% e un 5% li ha volontariamente ridotti. Addirittura qualcuno ha preferito passare per misure drastiche e dare uno stop secco alla routine hot interrompendola di comune accordo (6%), benché pare che gli uomini fossero meno predisposti al blocco (37% vs il 63% delle donne). In calo anche effusioni, baci e coccole per oltre 1 italiano su 10 (11%). La fiamma della passione si è invece ravvivata per il 15% dei rispondenti, che approfitta della clausura per trascorrere più tempo sotto le lenzuola. Contrariamente all’immaginario comune sono gli abitanti del Nord Italia i più focosi del momento, ben il 68%.

Il suggerimento del sessuologo

Per fare maggior chiarezza sulle attuali dinamiche sessuali, il dottor Giorgio Quaranta sottolinea che molte volte il crinale che divide la giustificazione dalla scusa è sottile. Se si pensa che i siti porno registrano quotidianamente una frequentazione pari o superiore a quelli di informazione e che vi è un incremento delle visite (senza considerare i single, chi non convive e i frequentatori abituali), forse questo dato è relazionabile a una riduzione dei rapporti sessuali. Lo specialista ricorda quanto sia fondamentale il rapporto fisico e suggerisce: “Il sesso può rappresentare un bel momento di gioco, di gratificazione, piacere e leggerezza. Se si trasforma in fonte d’ansia meglio lasciar perdere o ricorrere ad altre pratiche che non prevedano amplesso o baci. Nello specifico, per i neo conviventi ci si trova di fronte al massimo dell’amore e della passione, quale migliore occasione quindi per scoprirsi meglio? In merito alle coppie consolidate senza figli, questa è l’occasione giusta per svelarsi, giocare e sperimentare, magari anche con qualche pratica un po’ dimenticata. Importante anche che genitori con prole recuperino momenti per sé, magari quando i figli sono a letto o stanno guardano i cartoni, per tornare a ‘sentirsi’ e uscire dalla monotonia dal far l’amore come puro scarico pulsionale”.

Single, attenzione al post quarantena

Chi non vive una relazione di coppia stabile al momento non è particolarmente toccato da tale situazione, ma potrebbe esser preoccupato, al contrario, del ritorno alla “normalità”. Una volta che le attività sociali riprenderanno, è possibile che dating e incontri risultino più freddi e distaccati oppure all’opposto essere eccessivamente diretti e destabilizzanti. A questo proposito il dottor Giorgio Quaranta commenta: “È difficile prevedere a priori come si uscirà da questo momento. Probabilmente il rischio su siti e app di dating sarà per alcuni più spostato su una ricerca spasmodica di incontri diretti e ‘finalizzati’. Occorre tuttavia distinguere tra i single per scelta e per chi lo è a cause di forza maggiore, per chi subisce tale condizione la solitudine rischia di essere dirompente. Ad ogni modo, alla ripresa non bisognerà avere fretta, non farsi prendere dall’ansia di recuperare il tempo perso o trovare subito un partner.”