Quando la scaramanzia e la paura di sapere diventano nemiche delle donne

Ancora oggi troppe donne evitano controlli, visite specialistiche e screening per paura del tumore al seno. Un nodulo, un doloretto, un gonfiore non vanno mai ignorati.

Quando la scaramanzia e la paura di sapere diventano nemiche delle donne
Foto pexel.com
TiscaliNews

Chiudere gli occhi e scegliere di non sapere. Ancora oggi troppe donne evitano controlli, visite specialistiche e screening per paura del tumore al seno. "Ma paura e scaramanzia sono nemiche delle donne. Non possiamo sapere se ci ammaleremo, ma sappiamo che nel corso della vita una donna su 8 farà i conti con un tumore al seno: ogni famiglia, in media, è toccata da questa malattia. E sappiamo che, quanto più precoce è la diagnosi, tanto più questo tumore si può battere. Ecco perché il messaggio alle donne è: fate i controlli". A dirlo all'AdnKronos Salute è Giorgia Garganese, direttore Unità di ginecologia e senologia del Mater Olbia, l'ospedale nato in Sardegna dalla partnership fra Qatar Foundation Endowment e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, che per il 28 settembre organizza il suo primo 'Open Day', con visite specialistiche ed esami diagnostici gratis, dalle 9 alle 17, nella grande struttura di Padrogianus (Olbia).

"La prevenzione - sottolinea Garganese - è una delle armi più potenti per la riuscita del trattamento. E se ormai sappiamo che lo stile di vita, l'alimentazione, l'attività fisica e altri fattori hanno un importante effetto protettivo, specie contro alcuni tumori, la prevenzione secondaria ci permette di scoprirli quando sono più piccoli e più battibili", aggiunge l'esperta. Ecco perché alle donne "chiediamo un piccolo impegno quotidiano: evitare abitudini che possono favorire lo sviluppo del cancro, ma anche di ricordare che una vista, un esame, le possono salvare". 

Mai più chiudere gli occhi per paura. "Anche perché una diagnosi in fase iniziale - evidenzia Garganese - comporta terapie più semplici e interventi conservativi. Se i programmi di screening coinvolgono le donne dopo i 50 anni, le malattie senologiche possono manifestarsi anche prima. L'oncologo o il senologo può indicare esami diagnostici dai 40 anni in poi, magari abbinando la mammografia ad una ecografia, dal momento che a quella età il seno è molto denso".

Un nodulo, un doloretto, un gonfiore non vanno mai ignorati. "Se siamo su una macchina che va a 300 km all'ora, chiudere gli occhi non ci aiuterà. Sapere a quanto andiamo, invece, ci permetterà di allacciare le cinture e, magari, schiacciare il freno". Anche per questo è importante aderire a tutte le occasioni per fare prevenzione, come quella proposta al Mater Olbia. (Fonte Adnkronos)