Sei sessista e non lo sai? Ecco quali sono le frasi rivelatrici e come porre rimedio

Da "Sei acida, hai il ciclo?" a "Guidi abbastanza bene per essere una donna": il pianeta dei pregiudizi e degli stereotipi di genere è ancora affollatissimo. Scopri se ci abiti pure tu

Mancano pochi giorni all'inizio del Festival di Sanremo è la polemica attorno alla frase detta da Amadeus non accenna a placarsi. Questa è la frase incriminata: (…) questa ragazza molto bella, sappiamo tutti essere la fidanzata di un grande Valentino Rossi, ma è stata scelta da me perché vedevo, intanto la bellezza, ma la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro (…).

Questa frase va contestualizzata nella presentazione fatta da Amadeus per tutti coloro che lo avrebbero accompagnato in questa avventura. Durante tutto il discorso il presentatore ha introdotto ciascuna donna, chiamata ad affiancarlo sul palco, sottolineandone la bellezza e poi l'aspetto professionale: “ovviamente sono tutte molto belle; “Laura Chimenti è uno dei volti storici e più belli del Tg1 (…); Diletta Leotta (…) è una bellissima ragazza, giornalista sportiva (…); Emma D'Aquino sempre per quanto riguarda il tg1 (...), è una donna bellissima (…)”.

Amadeus si difende dicendo che voleva fare un complimento, ma è stato frainteso. Il conduttore spiega che: “Quel passo indietro si riferiva alla scelta di Francesca di stare fuori da riflettori che inevitabilmente sono puntati su un campione come Valentino. Un'altra ragazza avrebbe forse potuto cavalcare tanta popolarità e invece Francesca ha scelto di essere più discreta, di rimanere più defilata” (La Stampa, 17 gennaio 2020).

Era davvero così importante sottolineare la bellezza delle donne al suo fianco? Una professionista avrebbe più piacere di essere presentata per la sua bellezza o per la sua bravura e i suoi meriti professionali? Anche comprendendo le spiegazioni di Amadeus su un fraintendimento delle sue parole, perché usare così tante volte il termine “bella” per presentare una donna? In sostanza, se non sei bella non vai a Sanremo?

Siamo nel 2020 ma nonostante ciò il sessimo è ancora ben presente nella nostra società. Tradizionalmente, il sessismo viene definito come un atteggiamento pregiudiziale o un comportamento discriminatorio basato sulla credenza che le donne siano inferiori agli uomini (Cameron, 1977). Nel corso degli anni il costrutto è stato ampliato e rivisitato nell'ambito psicosociale fino alla costruzione della teoria probabilmente più importante proposta dai due studiosi Glick e Fiske (1996, 2001) sul sessismo ambivalente ovvero ostile e benevolo. Il sessismo ostile è inteso come una valutazione apertamente negativa del genere femminile. Il sessismo benevolo comprende un insieme di atteggiamenti solo apparentemente positivi basati sulla credenza che le donne siano più deboli e bisognose degli uomini (Cinicola, 2015).

Come si comporta il sessista? Ad esempio, manifestando il pensiero, basato su stereotipi, secondo cui vi è una presunta superiorità di un genere o sesso rispetto all'altro. Sessista è anche chi rifiuta di riconoscere l'identità di persone che non aderiscono al ruolo assegnato loro in base al sesso, come transessuali e omosessuali, volendo dividere la società esclusivamente in uomini e donne (Alibani, 2018).

Uno dei casi internazionali più suggestivi di sessismo è stato quello di Harvey Weinstein, uno dei più grandi impresari degli Stati Uniti accusato da innumerevoli donne di averle molestate sessualmente. Molti analisti ne parlano come di una discriminazione sessista sul posto di lavoro che promuove un autentico cambiamento culturale.

Il sessismo si manifesta tutti i giorni in ogni ambito, come la scuola, il lavoro, la politica, i mass media.

Sono tantissimi i modi di dire (e di pensare) che levano libertà alle donne: da "sei acida, hai il ciclo?" a "cosa gli fai stasera da mangiare a tuo marito?", come se fosse ovvio che la cucina sia compito esclusivo della donna. Di seguito alcune espressioni sessiste comunemente usate (Lonigro, La Repubblica, 13 gennaio 2017):

  • un uomo che pulisce è la donna di casa.
  • Se un uomo aiuta nei lavori domestici, una donna si sente dire: ma che bravo ti aiuta nei lavori di casa.
  • Avevamo un problema idraulico, vedi cosa voleva dire avere un uomo in casa.
  • In casa è lei che porta i pantaloni.
  • Sono avvocato. Eppure il mio collega viene chiamato dottore o avvocato, mentre io signora o signorina.
  • Quando torna dal lavoro lui vuole il piatto in tavola.
  • Passavo l'aspirapolvere in casa e mi sono sentita dire: sei da sposare.
  • Oggi esco con le amiche e lascio il papà a fare da mammo (come se fare il papà non implicasse accudire i figli).
  • In negozio: vorrei uno zainetto. La commessa risponde: da maschio o da femmina?
  • Come stai bene, per una volta sei vestita da femmina.
  • In estate quando indosso la gonna e sorpasso camion guidati da uomini, questi mi fanno gli abbaglianti o mi suonano.
  • Guidi abbastanza bene per essere una donna.
  • Meno male che non c'eri, non era una cosa da donne.
  • Le femministe sono solo donne insoddisfatte e invidiose.
  • Se lui la picchia, ci sarà un motivo, no?
  • Se reagisci ad un commento sessista, ti senti dire – e fattela una risata”-.
  • Come sei acida, ti deve venire il ciclo?
  • Un bambino con i capelli lunghi è una femminuccia, una bambina con i capelli corti è un maschiaccio.
  • Non puoi giocare a calcio, sei una ragazza.
  • Ma tuo marito non è geloso a farti viaggiare da sola?
  • Di un atleta maschio si dice soprattutto se è bravo e potente. Di un'atleta femmina prima di tutto se è bella e poi brava.
  • Al colloquio di lavoro: il responsabile non vuole donne.

 

Come riconoscere una frase o un'azione sessista? Per capire se sei sessista e non lo sai, prova a cambiare il genere di frasi che utilizzi. Ad esempio, i modi di dire: "l'uomo di casa" o la "donna di casa"; "aiuto mio marito con le faccende domestiche" o "aiuto mia moglie con le faccende domestiche"? Quale frase ti sembra meno comune? Ma soprattutto, perché in una coppia si dovrebbe "aiutare" e non "dividersi" le pulizie della casa?

Per concludere basta pensare ai colori rosa e azzurro già assegnati rispettivamente alle femmine e ai maschi alla nascita. Una classificazione tra maschi e femmine che inizia già da neonati e continua da bambini con i giochi “da maschi” e “da femmine” fino a radicalizzarsi negli anni successivi.

In tal senso il genere è il sesso costruito socialmente. Proprio per questo motivo, risulta quanto mai importante educare i bambini e gli adolescenti, sia in famiglia sia nelle scuole, sul significato di stereotipo associato al genere, per prevenire comportamenti volti al sessismo.

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