Smart Working: strategie per lavorare al meglio da casa

Il cartone animato fornisce un buon esempio di ciò che potrebbe succedere fra le pareti domestiche

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che consente di lavorare da remoto attraverso l'utilizzo di computer, tablet, smartphone e una connessione internet performante, caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorisce la crescita della sua produttività (Legge n. 81/2017). In sostanza si può lavorare da casa o comunque fuori sede.

Oggi con l'emergenza sanitaria del Coronavirus in corso moltissime aziende hanno optato per questa scelta lavorativa. E pensare che fino a poco tempo fa chi faceva smart working in Italia era un'esigua minoranza: 4,8% di persone che lavoravano da casa rispetto al resto dell'Europa. Altrove, come nei Paesi Bassi e in Svezia, invece, si raggiungono cifre record: rispettivamente 35,7% e 34,7%. E si supera comunque il 30% in Finlandia e il 20% in molti Paesi occidentali, come Regno Unito, Francia, Belgio, Austria (Linkiesta, 25 febbraio 2020).

All'apparenza sembra che ci siano solo risvolti positivi nel gestire il proprio lavoro da casa, ma non è necessariamente così, anzi è un'arma a doppio taglio.

Tra gli aspetti positivi vi è il fatto di non doversi più recare fisicamente sul posto di lavoro, evitando  lunghi spostamenti in auto o con altri mezzi, code, traffico ecc. ed anche lo stress per il timore di arrivare tardi al lavoro.

Inoltre a casa si può organizzare la propria postazione lavorativa in base alle proprie esigenze, ponendo attenzione anche al benessere fisico, curando quindi l'ordine, la luminosità e l'areazione della stanza che aiutano a lavorare in modo efficiente e con il buonumore. Se in ufficio ci potevano essere difficoltà di relazione con alcuni colleghi, con lo smart working questo problema non sussiste.

Lo smart working si rivela molto utile per chi ha una famiglia e vuole gestire gli impegni familiari e le faccende domestiche organizzandosi al meglio. La qualità di vita in questo modo migliora notevolmente.

Di contro ci sono anche molte criticità.

Lavorando da casa è più facile distrarsi, soprattutto quando i familiari non sono usciti. Lavorare nella confusione, mentre gli altri parlano o fanno richieste, rende molto difficile la concentrazione, rallentando il lavoro e generando stress nella persona che cerca in tutti i modi di mantenere la calma e portare a termine il lavoro che sta svolgendo. 

Purtroppo il confine tra vita privata e reperibilità lavorativa di chi lavora da casa è molto labile. Spesso si viene contattati fuori dal consueto orario lavorativo, come per esempio la sera o nel fine settimana.

Se poi il rapporto con i colleghi sul posto di lavoro non solo era positivo, ma anche fonte di confronto e di collaborazione, purtroppo con la lontananza questi aspetti scompaiono, venendo meno i fattori positivi del lavoro di gruppo. Soprattutto in questo periodo dove lo smart working è “forzato”, è importante mantenere dei momenti di socialità e di confronto come avveniva durante una pausa tra colleghi.

Inoltre, qualcuno può avere difficoltà nel pianificare le attività e nel rispettare i tempi di consegna.

Un altro problema di chi lavora da casa è la difficoltà di staccare la spina quando ha finito di lavorare: la postazione ben visibile, i documenti e il resto possono rendere più complicato mettere da parte gli impegni professionali una volta che l'orario lavorativo quotidiano si è concluso.

Ecco di seguito un elenco di cose da mettere in pratica per migliorare la qualità del lavoro da casa:

- trovare un angolo della casa dedicato alla propria postazione e lontano dalle interferenze altrui;

- dotare la postazione di tutti gli elementi utili al proprio lavoro: scrivania, lampada, sedia ergonomica, computer, ecc. possibilmente con una buona illuminazione naturale;

- fissare un orario di lavoro e cercare di rispettarlo;

- i parenti vanno informati sul lavoro che si fa e sull'importanza di mantenere la concentrazione, così da non dover ricominciare ogni volta se si viene interrotti;

- preparare un cartello con un simbolo comprensibile ai bambini cosicché possano capire immediatamente di non disturbare;

- finito l'orario di lavoro, chiudere tutto e dedicarsi completamente ai propri parenti;

- organizzare piccoli intervalli e la pausa pranzo durante l'orario lavorativo;

se si ha necessità di un confronto con uno o più colleghi, fissare un appuntamento per una riunione virtuale oppure un semplice confronto attraverso la webcam;

- darsi degli obiettivi quotidiani da rispettare;

- non controllare continuamente il cellulare per essere aggiornati sulla situazione di emergenza sanitaria. Altrimenti ne risentirà la concentrazione e conseguentemente il senso di autoefficacia.

- L'impostazione del lavoro in Italia potrebbe prendere spunto dagli altri Paesi europei e cambiare in funzione di una scrivania “senza catene”. La persona stessa diventerebbe il valore aggiunto di un'azienda, premiando così la qualità del suo lavoro e non la quantità di tempo che ha passato seduta ad una scrivania (E. Verga, Il Sole 24 ore, 3 luglio 2019).

Alla luce di queste considerazioni, lo smart working potrebbe diventare una fondamentale risorsa lavorativa per il futuro.