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Il presidente di Coldiretti getta l’allarme sul tentativo di arrivare a una dieta globalizzata fatta di cibo artificiale

Quello italiano è un modello virtuoso che va difeso soprattutto contro il tentativo di “arrivare a una dieta globalizzata" , queste le parole del presidente di Coldiretti Ettore Prandini

Il presidente di Coldiretti getta l’allarme sul tentativo di arrivare a una dieta globalizzata fatta di cibo artificiale
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TiscaliNews

L'Italia deve rappresentare un modello virtuoso di sviluppo per gli altri Paesi. E deve farlo non pensando all'oggi ma costruendo per il futuro, senza cancellare ciò che è stato fatto dai governi precedenti. Non possiamo sprecare il 17% del cibo per le varie inefficienze, a cominciare da quelle nella catena del freddo. Uno dei modi per combattere la fame è innanzitutto quello di impedire che il cibo possa deperire, ed è per questo che penso per esempio a un'associazione mondiale dei farmers market. In Italia costituiscono un valore complessivo di oltre 6 miliardi, con 12mila imprese coinvolte”. Lo ha detto al Meeting di Rimini il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. E ancora, nell'ambito della riflessione sui cambiamenti climatici, la zootecnia: “Il settore zootecnico italiano inquina due volte meno di quello della Germania e tre volte meno di quello della Francia”.

Difendere il modello italiano

Questo è il modello da difendere, secondo Prandini, soprattutto contro il tentativo di “arrivare a una dieta globalizzata in tutto il mondo che ha il suo perno nel cibo artificiale”, e che viene gestita da “due o tre multinazionali” che operano un'enorme “concentrazione della ricchezza”. Tentativi che cominciano a essere supportati anche a livello europeo con risorse pubbliche. 

“Il problema del cibo - evidenzia Prandini - non è dunque solo dall'altra parte del mondo ma riguarda le nostre popolazioni e le nostre famiglie”. E a proposito di famiglie, il presidente Coldiretti afferma che “bisogna smetterla di prendersela con le imprese familiari, che rappresentano il 90% del tessuto economico italiano” e che, anch'esse, possono rappresentare un modello da esportare per garantire la sicurezza alimentare.

Fonte Adnkronos