Anemia da carenza di ferro: come contrastarla con rimedi naturali e medici

L'anemia da mancanza di ferro si cura con una sana e variegata alimentazione, integrazione di ferro e sport moderato. L'organismo manda molti segnali se si trova in uno stato di mancanza di ferro.

di Anna Simone

Pallore, tachicardia, stanchezza, irritabilità, insonnia? Potrebbero essere dei segnali di un’anemia da carenza di ferro in corso. Nella maggior parte dei casi questa patologia può essere prevenuta e curata con una correzione dello stile di vita e con l’arricchimento di alcune sostanze nell’alimentazione.

C’è sempre una causa

La carenza di ferro nell'organismo può essere legata a specifiche malattie oppure essere fisiologica, cioè dipendente da una serie di condizioni normali che possono determinare un maggior bisogno di ferro da parte dell’organismo come, ad esempio, il ciclo mestruale, la gravidanza, l’allattamento o il periodo dell’infanzia.
In presenza di disturbi riconducibili all'anemia da carenza di ferro il medico di base, esegue la visita e prescrive alcune analisi del sangue e/o indirizza il paziente dallo specialista per approfondimenti.

Sintomi

I disturbi dell'anemia da carenza di ferro sono vari perché il ferro è un componente fondamentale sia dell'emoglobina sia di numerose sostanze che favoriscono e aumentano la velocità delle reazioni chimiche (enzimi) e sono coinvolte in altri processi metabolici, così bassi livelli di ferro possono provocare una riduzione del metabolismo energetico in generale.
Ci sono delle forme di anemia che non causano disturbi e vengono scoperte con le analisi di laboratorio eseguite per altri motivi e ci sono altre forme, invece, che provocano fastidi. I sintomi più comuni sono mal di testa ed emicranie frequenti e prolungate, colorito pallido della pelle e delle mucose, affaticamento e spossatezza anche a riposo, difficoltà respiratorie senza esercizio fisico.
Tra i disturbi meno comuni compaiono: la perdita dei capelli, l’infiammazione e gonfiore della lingua, la secchezza e la fragilità della pelle, delle unghie e dei capelli, tachicardia, stress, calo delle prestazioni fisiche e mentali, mancanza di concentrazione, angina pectoris, vertigini e acufeni a una o entrambe le orecchie.

Cure mediche

La cura risolutiva dell’anemia è collegata alla patologia che l’ha causata.Per prima cosa vanno ripristinate le riserve di ferro e la terapia migliore è prendere questa sostanza per bocca. Di solito viene prescritto il solfato ferroso in pasticche, da assumere preferibilmente a digiuno, il che assicura un efficace assorbimento e quindi un recupero dei livelli di emoglobina. La cura dovrà continuare fino a riportare a livelli normali la quantità di ferro nei depositi, potrebbero essere necessari da 4 a 6 mesi.
Le alternative al solfato ferroso sono il gluconato ferroso e il fumarato ferroso, sostanze che però contengono una minore concentrazione di ferro e favoriscono un recupero più lento delle riserve nell'organismo.

Come agire sulla dieta

Per prevenire alcune forme di anemie da carenza di vitamine bisogna impegnarsi a mangiare una grande varietà di alimenti.
La verdura a foglia scura è ricca di vitamina C (che facilita l’assorbimento di ferro), acido folico, calcio e ferro. Altri cibi ricchi di folati sono i prodotti a base di grano arricchiti, come pane, cereali, pasta e riso, la frutta e i succhi di frutta. I cibi ricchi di vitamina B-12 sono, invece, le uova, il latte, i formaggi e lo yogurt, le carni rosse e bianche e i crostacei. Fra i cibi ricchi di vitamina C spiccano le arance, i broccoli, le fragole, peperoni e i kiwi a polpa gialla.

Sport sì, ma moderato

Fare attività fisica fa bene, ma senza esagerare. Praticare sport riduce il rischio di molte malattie croniche, di contro le attività sportive molto pesanti, come per esempio le maratone, a lungo andare possono aumentare il rischio di sviluppare un tipo di anemia detta “anemia dell’atleta”, legata alla distruzione traumatica dei globuli rossi che, per l’intensità dell’attività fisica, vengono danneggiati.
Quando compare, è bene ridurre l’intensità dello sport e consultare il proprio medico.