Animali esotici in casa: una moda che può essere dannosa per la salute umana

L’iguana in soggiorno, il boa da coccolare, il maialino nano da baciare, se gli animali esotici diventano un serbatoio di malattie pericolose per l’uomo

Quella per gli animali esotici è vero amore o solo una moda passeggera? Se lo chiedono periodicamente gli istituti di sondaggi nell’analizzare il rapporto degli italiani con gli animali. Come da tradizione vincono cani e gatti e, tra gli animali esotici, tartarughe, pesci rossi, conigli nani, criceti, canarini, pappagalli. Da qualche tempo nelle case degli italiani hanno fatto il loro ingresso anche furetti, cavie, ricci africani, porcellini d’India, cincillà, cani della prateria, topi, ratti, scoiattoli, marsupiali come il petauro dello zucchero, pesci tropicali, piraña, uccelli tropicali d’ogni specie, rane, scorpioni, ragni, iguane, camaleonti, gechi, serpenti, coccodrilli, alligatori, galline da compagnia, scimmiette, galline di Giava, maialini nani.

UN IMPEGNO SERIO 

Pensando agli animali esotici più particolari – non tutti i giorni si vedono iguane in soggiorno o i vicini che entrano in ascensore con un boa – è vero amore? O solo una moda per imitare le celebrità o le pellicole di grido? Di pari passo crescono i veterinari specializzati in animali esotici che non mancano di fornire consigli e raccomandazioni sul loro benessere, ricordando che prima di acquistarne uno o accettarlo in regalo bisogna pensarci bene perché questi animali necessitano di costanti cure e grande attenzione.

Un esempio classico è il maialino nano. La moda nacque negli anni Ottanta in Canada per poi diffondersi negli Stati Uniti e altrove. Un’associazione di animali esotici ne ricorda sì l’intelligenza, la pulizia, il suo essere affettuoso e però, perché nelle cose c’è sempre un però, soffre maledettamente il caldo tanto che per termoregolarsi ha bisogno, oltre che immergersi nell’acqua, di rotolarsi nel fango. Il maialino nano ama la pulizia, gli va fatto sempre il bagno, gli vanno tagliate le zanne, limate le unghie, gli vanno puliti occhi e orecchi, va portato dal veterinario non solo perché va vaccinato o, a seconda, sterilizzato, ma anche perché può perdere l’appetito, perché gli colano occhi e naso, perché può avere lesioni alla pelle, perché ha la diarrea, perché zoppica o si sente debole. I maialini nani, molto spesso comprati per moda ed esibiti sui social con tanto di foto con i proprietari che incuranti dell’igiene li sbaciucchiano, sono un impegno così come tutti gli altri animali esotici e allora quando non è possibile curarli vengono abbandonati o fatti ammalare, con il rischio di creare in casa un ambiente malsano anche per i proprietari.

ANNUNCI DI ANIMALI ESOTICI

Un tranello sono gli annunci di privati che in rete vendono o regalano animali esotici, rassicurando sul loro stato di salute. Tante le scuse accampate. C’è chi, ad esempio, vende un boa, un’anaconda e sei pitoni perché il figlio si traferisce per lavoro e non può portare i serpenti con sé. C’è chi vende “a malincuore” un camaleonte di soli 5 mesi “bello vispo e cresciuto con amore” perché per vari trasferimenti non lo può tenere con sé, in compenso lo vende con il suo terrario, il terriccio, i tronchi, le piante sintetiche, la lampada con riflettore da 100 watt, i suoi grilli, le sue vitamine. C’è chi, causa lavoro, deve disfarsi di un’iguana di soli 4 mesi, però con l’iguana cede anche l’acquario pensato per lei. 

Diversi gli annunci sui piraña, i temibili pesci d’acqua dolce del Sud America: in vendita o regalati con annunci che tradiscono il senso dell’urgenza, se non quando uno spirito tragicomico come l’annuncio di un proprietario che spera di liberarsi del suo piraña, di un rostro di pescespada e di un pesce palla: “Vendo separatamente o insieme. Il piranha è stato acquistato in Brasile, il rostro di pesce spada è molto vecchio, apparteneva a una vecchia zia. Il pesce palla ha una cordicella per appenderlo, non ricordo la provenienza”. C’è chi vende ricci africani, lusigando i potenziali acquirenti che tutto sommato non è che la loro alimentazione sia poi così complicata basta comprargli, che sarà mai?, tarme della farina, caimani, grilli, mole del miele e se proprio non si può anche il cibo per cani e gatti va bene, croccantini o umido, va bene tutto. C’è chi cede, invece, volentieri galline sacre di Giava, migali, ragni, scorpioni, tartarughe, decandantone l’ottimo stato di salute (anche dei ragni!).

Un genere a sé sono gli annunci di chi vuole disfarsi dei serpenti. C’è chi, ad esempio, vende una “magnifica coppia” di pitoni reali ancestrali “12 anni lei e 7 lui”, belli e pacifici, abituati alla convivenza, capaci di riprodursi e con “pasti e mute regolari”. Perché venderli, allora? Per i soliti motivi personali, mentre chi vende accetta ben volentieri uno scambio con una coppia, sempre maschio e femmina, di ricci africani purché non consanguinei o albini. Frequenti anche gli annunci con la vendita di boa, di cui vengono decantate le qualità: buoni, abituati al contatto umano, non schifiltosi con il cibo, in perfetta salute.

In generale nessuno di questi annunci parla mai di certificati veterinari. L’acquisto o il dono si pretendono sulla parola. Ci sono poi i negozi di animali esotici che non sempre, come denunciato da diversi veterinari, informano sui rischi per la salute dell’animale e dei proprietari. Animali esotici, anche di specie protette, vengono acquistati sul mercato nero, un mercato che arricchisce ecomafie o contrabbandieri senza scrupoli.

ANIMALI ESOTICI E ZOONOSI

Se in generale è semplice informarsi sulla corretta gestione e il benessere degli animali esotici grazie a manuali pensati non solo per i veterinari ma anche per i proprietari, un esempio è il manuale della Società Italiana Veterinari per Animali Esotici, rare sono, invece, le informazioni sulle zoonosi, sulle malattie, cioè, che questi animali possono trasmettere all’uomo. 

Un esempio sono gli uccelli ornamentali, fra cui i pappagalli. Come spiega l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie diverse sono le malattie che li possono colpire dovute ad errori di gestione dell’animale o dell’allevamento, ad un’alimentazione non adeguata, ad ambienti di stabulazione non idonei. Un ruolo è giocato anche dalle malattie di tipo diffusivo come quelle di origine batterica (salmonellosi, colibacillosi, campilobatteriosi, stafilococcosi), virale (vaiolo, malattia di Pacheco, malattia del becco e delle penne, poliomavirosi, malattia di Newcastle, circovirosi, reovirosi), parassitaria (acariasi, rogna del becco, giardiasi, coccidiosi, toxoplasmosi, coclosomiasi), di origine fungina (candidosi, macrorabdosi, aspergillosi). Anche se la trasmissione di malattie dagli uccelli ornamentali all’uomo è un evento alquanto raro, spiega l’istituto veneto, il rischio c’è a causa dello “stretto rapporto uomo-animale” o di una loro cattiva gestione, un rischio di trasmissione che aumenta in “soggetti con sistema immunitario poco sviluppato o compromesso come bambini, anziani, pazienti affetti da HIV, soggetti sottoposti a chemioterapia o trapiantati”. Il consiglio? Consultare un medico veterinario specializzato in volatili con cui verificare lo stato di salute di un soggetto, nonché modalità di gestione dell’animale. Tra le zoonosi che gli uccelli ornamentali possono trasmettere all’uomo c’è la psittacosi, causata dal patogeno Chlamydia psittaci e chiamata anche febbre del pappagallo. Sintomi dell’animale infetto, spiega l’istituto veneto, sono arruffamento delle penne, congiuntivite, diarrea verdastra, dimagrimento, problemi respiratori.

Un interessante contributo sulle zoonosi trasmesse dagli animali esotici è quello dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale di Teramo. Conigli e roditori come topi, ratti, cavie, ad esempio, possono trasmettere malattie di natura virale, batterica, parassitaria, micotica. Un esempio sono la pasteurellosi e la tularemia. La prima, causata da un batterio del genere Pasteurella, può essere trasmessa con un morso da conigli, topi, ratti, cavie. Gli animali colpiti dal batterio, spiega l’istituto di Teramo, presentano scolo nasale, starnuti, congiuntiviti, mentre nell’uomo morso dall’animale malato si possono presentare artriti e tenosinoviti e nelle persone immunodepresse o con malattie debilitanti gravi forme di broncopolmoniti e meningiti. La tularemia è, invece, una malattia febbrile causata dal batterio Francisella tularensis “spesso evocato come arma biologica per la sua grande infettività e per la capacità di dare una forma di malattia molto grave, anche mortale nell’uomo”. La malattia può essere trasmessa per contatto diretto con un morso o per contatto indiretto attraverso le zecche. Gli animali colpiti dal batterio presentano lesioni granulomatose cardiache, renali, polmonari. Nell’uomo, invece, spiega l’istituto di Teramo, la malattia esordisce con una forma simil-influenzale fino a sviluppare linfadenopatia suppurativa, sistemica, ulcerosa, nonché ascessi cerebrali e meningiti.

L’istituto di Teramo ricorda anche le zoonosi trasmesse dai rettili, zoonosi che possono essere di origine batterica, parasittaria, micotica. Tra quelle di origine batterica ci sono le salmonellosi e la micobatteriosi, i cui rispettivi agenti sono la Salmonella enterica e i micobatteri atipici. Questi agenti solitamente non causano patologie nei rettili tranne in caso di stress, cattiva alimentazione, patologie sottostanti. Non solo, spesso animali “apparentemente sani” possono eliminare “microrganismi potenzialmente patogeni per l’uomo”. La Salmonella enterica, che s’annida nell’intestino dei rettili e da questi espulsa periodicamente, nell’uomo, spiega l’istituto d Teramo, può portare a problemi dell’apparato gastroenterico la cui gravità dipende dall’età e dallo stato fisiologico della persona colpita, evolvendo in forme gravi in bambini, anziani, donne in stato di gravidanza. Nell’uomo i micobatteri atipici possono, invece, causare lesioni polmonari, cutanee, ossee, articolari con un quadro clinico che può sovrapporsi a quello classico della tubercolosi. Tra i parassiti che i rettili possono trasmettere all’uomo ci sono acari e zecche, che sono parassiti esterni, nonché i pentastomi, parassiti interni che nell’uomo causano la pentastomiasi. I pentastomi adulti, spiega l’istituto di Teramo, vivono nelle vie respiratorie interne dei rettili, in particolare dei serpenti, mentre le larve possono svilupparsi negli organi interni, anche dell’uomo, dove si localizzano nella regione nasofaringea. Tra le micosi che i rettili possono trasmettere ci sono le coccidioidomicosi, che possono causare polmoniti micotiche, nonché la cripticoccosi, un’infezione, anche questa polmonare, causata dai miceti Cryptococcus neoformans e Cryptococcus gattii.

Gli uccelli possono, invece, trasmettere malattie virali da virus influenzali Bornavirus aviari e da virus della malattia di Newcastle; malattie batteriche come clamidiosi, salmonellosi, micobatteriosi, campilobbatteriosi; parasittarie come criptosporidosi e giardasi; micotiche come la criptococcosi. 

Infine, i pesci responsabili di zoonosi di origine virale con la trasmissione del calcivirus; di origine batterica cui diversi sono gli agenti responsabili; di origine parassitaria cui responsabili sono strongili, cestodi, trematodi, protozoi, giardiasi; quindi, di origine micotica cui agente è la candida. L’istituto di Teramo illustra, ad esempio, i potenziali pericoli dietro i pesci esotici: “I pesci sono comuni nelle nostre abitazioni e, negli ultimi anni, si sono sempre più affermate specie esotiche, spesso di elevato valore economico, anche grazie alla commercializzazione di acquari dotati di tecnologie che permettono il mantenimento delle più disparate condizioni ambientali. Tra i pesci esotici più richiesti vi sono quelli della famiglia degli scorpenidi e tra questi la specie Pterois volitans, detto comunemente pesce scorpione o pesce leone o Scorpena volante, particolarmente apprezzato per la sua spettacolare bellezza. Questi pesci sono dotati di aculei veleniferi che, al contatto con la cute dell’uomo, possono provocare reazioni infiammatorie anche molto dolorose e gravi, pertanto richiedono particolari accorgimenti, soprattutto nelle operazioni di pulizia degli acquari. Particolare importanza ha anche l’acqua nella quale sono trasportati i pesci che potrebbe essere stata prelevata, nei luoghi d’origine, da siti contaminati da agenti zoonotici quali salmonelle e vibrioni. Tra gli agenti patogeni che i pesci possono trasmettere all’uomo, alcuni non danno una sintomatologia conclamata nei pesci, che pertanto appaiono perfettamente sani. I patogeni sono molteplici e diversi in relazione alle specie coinvolte e all’acqua in cui sono allevati (acqua dolce o acqua marina)”.

PREVENZIONE 

Prima di portare in casa un animale esotico è importante conoscere i rischi. Igiene e giusta gestione possono arginare i pericoli: “Far controllare periodicamente i propri animali da compagnia non convenzionali” spiega l’Istituto di Teramo “presso ambulatori veterinari, dove lavorano medici veterinari che abbiano esperienza nel settore; lavarsi accuratamente le mani dopo ogni contatto; tenere ben puliti i terrai, le gabbie e tutti i luoghi frequentati dagli animali; precludere i luoghi e soprattutto le superfici utilizzate per la preparazione del cibo; mantenere gli animali in buona salute tramite una corretta gestione degli spazi, una accurata igiene e una idonea alimentazione”. In caso di animali esotici il rischio zoonosi deve essere tenuto ben presente qualora questi animali convivano con persone immunodepresse come “pazienti oncologici in chemioterapia, organo trapiantati, pazienti con AIDS, bambini, donne in stato di gravidanza e anziani”. 

Importanti anche le modalità di acquisto: “È buona norma acquistare solo animali che abbiano già superato favorevolmente controlli veterinari approfonditi e portare il proprio animale dal veterinario subito dopo l’acquisto. Ciò anche al fine di ricevere tutte le informazioni inerenti la sua corretta gestione, e di mettere a punto un piano di profilassi contro le parassitosi e stabilire un corretto piano vaccinale”.

Abbiamo parlato di:

SIVAE – Società Italiana Veterinari per Animali Esotici Website | Facebook

Linee guida per la corretta gestione e il benessere degli animali non convenzionali Manuale

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