Cachi il frutto che viene dall’Oriente simbolo di bellezza, salute e piaceri della gola

Frutto dalle tante virtù, elisir di giovinezza, amico del cuore e del sistema immunitario, grazie a zuccheri e potassio è un toccasana nella stagione fredda

di Stefania Elena Carnemolla - Giornalista pubblicista   -   Twitter

Tra l’autunno e l’inverno c’è un frutto che rallegra le tavole con il suo colore arancione: il cachi. Il colore arancione, che con verde, rosso, viola e bianco, è uno dei cinque colori della salute, si deve al betacarotene, un pigmento vegetale precursore della vitamina A o retinolo. Il betacarotene, spiega un opuscolo sulla sana alimentazione della regione Emilia Romagna, svolge una “potente azione provitaminica e antiossidante” intervenendo nella crescita, riproduzione e mantenimento dei tessuti epiteliali e nella visione, mantenendo integri i vasi sanguigni, stimolando le difese immunitarie e la cicatrizzazione delle ferite, favorendo, infine, l’assorbimento del ferro contenuto nei vegetali.

Cachi © PxHere

Il cachi messicano contro i cambiamenti climatici

I frutti consumati in Italia sono della specie Diospyros kaki L., pianta delle Ebenacee, di cui esistono diverse varietà, mentre a causa dei cambiamenti climatici e della conseguente necessità di diversificare le coltivazioni, spiega Coldiretti, oltre a canna da zucchero, banana, avocado, mango, papaya, frutto della passione, sapodilla, melanzana Thay, macadamia, annona, litchi, nell’ambito del boom della coltivazione di frutti, ortaggi e piante esotiche, in Sicilia, tra Messina, Acireale e le falde dell’Etna oggi si coltiva anche il Diospyros nigra, lo zapote o sapote nero, il cachi scuro di origini messicane al sapore di cioccolato e dalla consistenza di un budino.

Zapote nero © YouTube

Una pianta orientale

Il Diospyros kaki L. è, invece, una specie originaria della Cina giunta, quindi, in Giappone e introdotta in Europa e negli Stati Uniti intorno al 1870 allorquando vennero importate le migliori varietà di diospiri e diospiro - insieme a kaki, come botanici e agronomi chiamano il kaki pianta e frutto, cachi, loto del Giappone, mela d’Oriente e cibo o frumento degli dèi - è, in Italia, uno dei nomi del frutto, in alcune regioni chiamato anche caco o pomo.In Giappone il cachi è, ad esempio, conosciuto come l’albero delle sette virtù perchè offre ombra e riparo, ospita  gli uccelli con il loro nido, è longevo, resiste ai parassiti, la sua legna alimenta focolari e camini, le sue foglie sono elemento decorativo, mentra il suo fogliame, una volta caduto, diventa concime per il terreno.

Pianta di cachi © PxHere

Già nel 1939 l’agronomo Alessandro Morettini nel suo articolo La coltura dei diospiri o cachi pubblicato sulla Rivista della Società Toscana di Orticoltura parlava della pianta del cachi ricordandone la pregevolezza “dal punto di vista decorativo, per la forma armonica della chioma, la foltezza e la lucentezza del suo bel fogliame che, dal colore verde durante l’estate, passa al rossastro nell’ottobre” quindi “per la forma e colorazione dei frutti che a maturazione ricordano le arancie”. Una pianta interessante anche sotto il profilo economico “per la quantità e la qualità della frutta che alcune varietà producono” e “per l’epoca in cui giungono a maturazione”.

Pianta di cachi © PxHere

Maturazione e conservazione

Raccolto ancora acerbo, durante la fase della maturazione, spiega la Fondazione Campagna Amica di Coldiretti, “si riduce fortemente il contenuto di tannini, responsabili del sapore astringente, a vantaggio degli zuccheri che rendono, invece, questo frutto molto dolce e più gradevole al palato. Allo stesso modo, essendo il tempo di conservazione del cachi molto breve, è preferibile acquistare il frutto ancora acerbo per poi invece accelerarne la maturazione accostandolo a frutti in grado di sviluppare etilene, come ad esempio mele e pere”.

Cachi © Wikipedia

Proprietà nutrizionali e controindicazioni

Il cachi, che contiene grassi polinsaturi come Omega-3 e Omega-6, è una fonte di vitamine (A, B3, B6, B9, C, E, J, K) e sali minerali (calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio, rame, selenio, sodio, zinco). Il potassio, ad esempio, oltre a contribuire alle sue proprietà diuretiche, aiuta a prevenire i crampi muscolari. Ricco di fruttosio, glucosio e saccarioso, la sua polpa zuccherina aiuta a neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici tanto che il cachi è indicato per chi soffre di gastrite, mentre le sue fibre aiutano in caso di stipsi. Zuccheri e potassio ne fanno, invece, un frutto ideale per i più piccoli e per chi pratica sport, nonché adatto alla stagione fredda.

Cachi © PxHere

Il cachi possiede anche polifenoli, catechine e pro-antocianidine che riducono il rischio cardiovascolare agendo sulla pressione sanguigna e sulla coagulazione. Studi ne hanno anche confermato le proprietà depurative con benefici sul fegato, il potere calmante, le proprietà astringenti della corteccia degli steli, quelle del calice come rimedio contro la tosse e delle foglie contro ipertensione, disturbi di stomaco, allergie e dermatiti. Il frutto ha, comunque, controindicazioni: controindicato per chi soffre di diabete o di pressione bassa o è in sovrappeso, può scatenare reazioni allergiche, stitichezza se mangiato poco maturo, mentre la sua polpa, ricca di fibre, non digerita, può causare la comparsa di bezoari, concrezioni, nello stomaco.

I consigli dei Frati Carmelitani Scalzi   

L’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi fondata a Genova nel 1650 insegna, ad esempio, come trattare il frutto fresco, ricavarne succo e polvere e prepare un decotto con le sue foglie. “Frutto fresco: raccogliere il frutto a completa maturazione, assicurarsi che non vi siano segni di evidente alterazione sulla buccia, lavarlo bene e consumare secondo le indicazioni. Succo fresco: raccogliere la quantità desiderata di frutti quando ancora sono acerbi; lavarli bene e passarli alla centrifuga (non utilizzare il frullatore) fino ad ottenerne il succo fresco. Se ne prendono 1-2 bicchieri al giorno a seconda del caso. Polvere: pestare in un mortaio la quantità desiderata di frutti maturi essiccati e sminuzzati grossolanamente fino ad ottenere una polvere fine. La dose è di 2-3 cucchiaini al giorno, pura o mescolata a miele, marmellata o disciolta in una bevanda a piacere. Decotto di foglie: fare bollire in un litro di acqua 20-30 g di foglie (preferibilmente i calici) essiccate e sminuzzate grossolanamente. Dopo 15 minuti dall’inizio dell’ebollizione, togliere dal fuoco, lasciare riposare ancora per 10 minuti, quindi colare. Se ne bevono 2-3 tazze al giorno, se il gusto è troppo sgradevole, dolcificare con miele”.

Pianta di cachi © PxHere

L’antica farmacia genovese spiega anche come consumare il cachi o parte della pianta in caso di diarrea e dissenteria; contro i disturbi bronchiali, raffreddore e tosse secca; contro i disturbi gastrointestinali, emorroidi, flatulenza, metorismo, stipsi e stitichezza cronica; contro emorragie interne; contro, infine, l’ipertensione per conciliare il sonno e combattere ansia e angoscia: “Attacchi di diarrea, dissenteria: con azione astringente e antispasmodica, consumare all’occorrenza durante il corso della giornata uno o due frutti freschi di caco; in casi particolarmente ostinati mangiare al mattino a digiuno e alla sera prima di coricarsi un frutto maturo ben cotto. Se i sintomi persistono, è preferibile consultare il medico. Disturbi bronchiali, raffreddore, tosse secca: con azione espettorante e antispasmodica, consumare durante il giorno 1-2 frutti maturi essiccati. In alternativa assumere 2-3 cucchiaini di polvere mescolati con un poco di miele di acacia, oppure disciolti in un bicchiere di latte caldo dolcificato con un cucchiaino di miele. In caso di singhiozzo bere una tazzina di decotto di foglie; per un effetto più immediato assumere il preparato insieme chiodi di garofano e zenzero. Disturbi gastrointestinali, emorroidi, flatulenza, meteorismo, stipsi, stitichezza cronica, per regolarizzare le funzioni intestinali di intestini delicati: con azione antispasmodica, assumere quando necessario nel corso della giornata 2-3 tazze di decotto di foglie dolcificate con miele di tiglio. Per una blanda azione lassativa e in caso di emorroidi, consumare 1-2 frutti freschi crudi al giorno. Se la situazione non migliora, rivolgersi al medico, per evitare complicazioni. Emorragie interne: con azione antiemorragica e astringente, assumere all’occorrenza 2-3 tazze al giorno di decotto di foglie; se lo si desidera, dolcificare con miele. In questi casi chiamare immediatamente il medico. Pressione sanguigna elevata, per conciliare il sonno, per attenuare gli stati di ansia e di angoscia: con azione ipotensiva e calmante, prendere durante il corso della giornata 2-3 tazze di decotto di foglie; assumere inoltre 1-2 bicchieri di succo fresco di frutti acerbi. Se il gusto è troppo sgradevole dolcificare con miele di castagno. Se la situazione non mostra alcun segno di miglioramento, consultare il medico”.

Usi in cucina

Il cachi è molto apprezzato in cucina, con il frutto fresco tagliato a metà e la polpa mangiata con un cucchiaino, così la Fondazione Campagna Amica, mentre il suo sapore dolce, spiega, ne fa l’ingrediente ideale di conserve, ricette salate, risotti come il risotto al cachi, gorgonzola e noci, dessert, torte come la torta ai cachi e cioccolato, crostate come la crostata con confettura di cachi e castagne o come ingrediente di una crema di cachi, che s’ottiene frullando la polpa unita a mascarpone, guarnita con amaretti sbriciolati grossolanamente e una spolverata di cioccolato. I monaci della Certosa di Firenze producono, ad esempio, utilizzando 65 g di frutta ogni 100 g di prodotto, una confettura di cachi pensata per la prima colazione, per accompagnare formaggi stagionati o farcire torte e crostate.

Cortilia mercato agricolo, e non solo agricolo, online propone, ad esempio, due dessert facili e veloci al cachi. Come il bicchierino ai cachi e con questi ingredienti: 2 cachi ben maturi, 250 g di ricotta, 1 cucchiaio di zucchero a velo, 1 cucchiaio di gocce di cioccolato e, a piacere, una bacca di vaniglia o un pizzico di cannella. “Spellate i cachi” spiega Cortilia “e mettete la polpa in un frullatore. Frullate fino ad ottenere un composto liscio. Passate la ricotta al setaccio, mescolatela con lo zucchero a velo e con i semini della bacca di vaniglia o con la cannella. Mettete in ogni bicchiere un paio di cucchiai di ricotta, e coprite con la polpa di cachi frullata. Lasciate qualche minuto in frigorifero e gustate coperta con qualche goccia di cioccolato per dare un po’ di croccantezza”.

Bicchierini ai cachi © Cortilia

Variante del primo dessert sono i bicchierini al cachi e cioccolato e con questi ingredienti: 300 ml di panna da montare, 3 cachi ben maturi, 50 g di cioccolato fondente, 1 cucchiaino di cannella. “Per la crema di cachi” spiega Cortilia “montate 250 ml di panna, unite i cachi frullati ed un pizzico di cannella e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. Scaldate la panna restante e versatela sul cioccolato spezzettato; mescolate fino ad ottenere un composto liscio e lasciate freddare. Montate la ganache fino ad ottenere una crema densa. Versate la crema di cachi nei bicchierini e decorate con la ganache. Servite fredda”.

Bicchierini cachi e cioccolato © Cortilia

L’aceto di cachi di Eleonora

Dall’Oriente è, invece, arrivato in Italia, grazie a Eleonora Farinazzo, una giovane imprenditrice agricola veneta finalista con il suo aceto agli Oscar Green edizione 2018 di Coldiretti, l’aceto di cachi, molto popolare in Asia, in particolare Corea del Sud e Giappone, dove è apprezzato come tonico salutare (in Giappone il frutto viene utilizzato anche per produrre vino a bassa gradazione e il succo come chiarificante nella preparazione del saké, bevanda analcoolica tipica giapponese ottenuta dalla fermentazione di riso, acqua e spore koji, l’Aspergillus oryzae, una muffa impiegata nelle cucine dell’Asia orientale). Studi hanno, infatti, confermato il ruolo dell’aceto di cachi nell’aumento alla resistenza fisica con la diminuzione dei tempi nelle attività sportive, nonché quello nella purificazione del sangue, nella disintossicazione del fegato, nell’abbassamento dei trigliceridi, contro il colesterolo cattivo e lo stress ossidativo e nella prevenzione dell’obesità.

L’input per la produzione dell’aceto di cachi è venuto da Mirco, padre di Eleonora, che grazie ai suoi frequenti viaggi in Oriente ha scoperto un uso differente degli aceti, in particolare come integratori alimentari usati dagli sportivi. A Eleonora, che ha deciso di “non sradicare” le piante di cachi dell’azienda di famiglia, l’intuizione, invece, di utilizzarne i frutti per produrre, con l’aiuto del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia, un aceto adatto a palati giovani e alle famiglie e prodotto secondo il metodo a lenta acetificazione spontanea senza l’aiuto, cioè, di chimica e macchinari. L’aceto di cachi, consiglia Saporea, l’azienda della famiglia Farinazzo che, oltre a quello di cachi produce aceto alla melagrana, al kiwi e all’aronia, può essere diluito come tonico salutare in 1 o 2 cucchiaini in un bicchiere d’acqua, tè alla frutta o sport drink, mentre in cucina può essere utilizzato come condimento di verdure crude o cotte, salse o per cucinare.

Piante di cachi © Saporea

Cosmesi

Il cachi è molto apprezzato anche in cosmesi perché, proteggendo la qualità delle fibre di collagene, preserva l’elasticità della pelle. Le sue foglie, essiccate e utilizzate, ad esempio, per la preparazione di tè verdi, sono presenti anche in diversi preparati erboristici e cosmetici per ridurre l’invecchiamento della pelle. “L’estratto di cachi è utilizzato per la capacità di inibire la glicazione, il fenomeno di degradazione dei tessuti cutanei. Inoltre, protegge la pelle dall’invecchiamento, favorendone morbidezza ed elasticità” spiega una famosa casa cosmetica che per le over 50 ha pensato a una crema antirughe colorata per tutti i tipi di pelle a base di estratto vegetale di pueraria, pianta delle Fabacee, per riattivare le cellule e le loro funzioni vitali, e di cachi per preservare la qualità delle fibre di collagene. Una combinazione che aiuta anche a proteggere la pelle dal sole, prevenendo la comparsa delle macchie, nonché dagli effetti nocivi dell’inquinamento ambientale.

Cachi © 1zoom.net

Il cachi è anche l’ingrediente di maschere per il viso dalla semplice maschera rivitalizzante a base di polpa di cachi, olio d’oliva e farina per illuminare la pelle, alla maschera anti-age a base di cachi, miele e caffè a quella purificante con cachi e argilla bianca caolino alla maschera, infine, idratante con cachi e olio di rosa mosqueta. Tra le soluzioni cosmetiche c’è anche l’acqua stillata al cachi ottenuta, con una lenta evaporazione, dal frutto e usata per purificare in profondità la pelle senza intaccarne la barriera idro-lipdica. L’acqua, indicata per viso e collo, è una soluzione struccante e idratante.

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