Cari genitori parlate di sesso con le figlie e i figli

Cari genitori parlate di sesso con le figlie e i figli

Nel 1985 il nostro Istituto ha cominciato la formazione degli Esperti in educazione sessuale e abbiamo supervisionato per varie Regioni la creazione degli “Spazi giovani e dei Consultori giovani”.

Eravamo considerati velleitari, ma ora sappiamo con certezza che le informazioni mancano, che i ragazzi e le ragazze hanno bisogno di parlare con persone esperte e vicine, che è utilissimo passare loro le informazioni e aprire un confronto diretto con le loro domande, placando le ansie così facili nel percorso di crescita. Ogni incontro con loro è importante: è importante rassicurare e prevenire, occuparci dei maschi in crescita, permettere sia ai ragazzi che alle ragazze di fare un dialogo sulla sicurezza e sulle funzione dei loro organi sessuali con esperti come ostetriche, ginecologi e andrologi, ricevere informazioni corrette su come si fa igiene, come ci si salva dalle malattie, come si fa contraccezione. Ci sono ancora tante false notizie, leggende metropolitane, trascuratezze, incompetenze. I bambini e le bambine di tre e sei anni hanno già tante domande da fare, sono curiosi di tutto e chiedono cose  sul loro corpo, sul corpo dei genitori, sulla nascita, sui fratellini, sull’amore e sulle parole strane di cui avvertono un  significato sessuale. Si comincia a parlare da loro, con parole e immagini che permettono di iniziare a costruire il senso dell’autostima, del rispetto, della sensorialità, del significato relazionale del sesso.  Le ragazze e  i ragazzi già dalla quinta  elementare vogliono sapere tante cose ed è crescendo con loro, costruendo le tappe giuste, che si può assumere un ruolo di esperti e di adulti autorevoli capaci di accompagnare nella crescita. Ogni anno incontro più di 600 genitori. Gli Esperti in sessuologia raccontano questo bisogno dei ragazzi e delle ragazze di ricevere le notizie giuste. Nel test di uscita dai corsi le ragazze e i ragazzi dicono sempre che sono stati felici di parlare e che desiderano sapere a chi rivolgersi se ci sono problemi. Noi adulti siamo tentati di dire che i giovani sono per loro natura incoscienti dei pericoli, ma la mia esperienza di consulenza sessuale dimostra che la mancanza di prevenzione è molto diffusa anche tra i grandi. I maschi hanno molto bisogno di informazioni, mentre le ragazze ne sanno di più grazie alle loro madri, mentre i padri si occupano poco dei loro figli nel guidarli o portarli alle visite di controllo. Anche il sesso fatto male e in fretta, spesso sotto sballo, viene esercitato per la mancanza di educazione emotiva, della competenza a gustare, condividere e difendersi.

Se parliamo con loro, da vicino, svolgiamo un compito importante e riusciamo a farci capire.  Molte organizzazioni mondiali, ed europee, ci stanno dicendo insieme all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che si deve fare una educazione sessuale estensiva, che va ripetuta nel tempo, che bisogna scommettere sul progetto di salute, che si deve aiutare alla creazione di incontri educativi che costruiscano una competenza relazionale e comportamentale. In questo compito devono essere coinvolti gli Stati con le loro leggi, le organizzazioni sportive e chi si occupa di età evolutiva.

Carlotta mi chiede cosa deve fare perché ha avuto rapporti a rischio con più ragazzi nella stessa sera e sta aspettando con paura le mestruazioni. Non pensa di poter affrontare una gravidanza e non ha capito che deve parlare ai genitori o rivolgersi al consultorio giovani. Le chiedo perché ha avuto più rapporti e tutti senza tutela e mi dice che voleva essere accettata perché si vede brutta e invece con il sesso viene scelta e si sente importante. Parliamo con calma e provo sgomento a pensare che sono passati tanti anni da quando sono nati i consultori giovani e ancora non si sa come coniugare il desiderio di essere liberi nel sesso e la protezione. A Giulia e al suo ragazzo si è rotto il preservativo e hanno parlato con la mamma di lui, più disponibile e attenta che li ha accompagnati nella ricerca di risposte. Un gruppo di ragazze parla di contraccezione e subito nascono preoccupazioni perché il luogo comune è che la pillola fa ingrassare e poi per le malattie si deve usare in ogni modo il preservativo. In classe si confrontano in gruppo i problemi e si cerca di coinvolgere maschi e femmine perché la protezione è un problema di tutti, anche nei diversi orientamenti sessuali, infatti  se il sesso viene fatto in serate in cui si cerca di essere disinibiti è meglio pensare prima a come costruire un giusto rapporto tra libertà e protezione. Ci confrontiamo sui giorni fertili, sulla capacità di dire NO a situazioni che possono creare cattivi risvegli. Diventa urgente parlare con i genitori che ai figli dicono di tutto, ma poco o niente del valore delle esperienze buone e della capacità di vivere la sessualità con consapevolezza. L’altra falsa credenza è  che il sesso orale sia meno pericoloso e dobbiamo chiarire che non è così per le malattie sessualmente trasmesse.  La contraccezione come cultura di base, come risorsa, come competenza richiede costanza e consapevolezza, un pensiero sulla prevenzione che l’OMS raccomanda.

Parlare con figlie e figli è anche scoprire che si misurano spesso con esperienze destabilizzanti come il sexting.Sexting”è la comunione dei termini “sex” (sesso)e “texting” (invio di messaggi virtuali). Tra gli adolescenti, 1 su 4 fa "sexting"

In un anno è più che raddoppiato il numero di giovani che ricevono foto e video "hot" sul proprio cellulare.

Quasi il 60% dei ragazzi, infatti, non ha problemi nel dichiarare di essersi divertito ed aver provato piacere ad inviare immagini ad alto contenuto sessuale e solo un adolescente su sei è rimasto indifferente.Ragazzi/e sempre più spesso soli/e, nonostante le centinaia di amicizie su Facebook, e alla ricerca di qualcuno di cui fidarsi veramente, anche in rete, a dispetto di una più apparente caccia al “mi piace”.

Adolescenti che dimostrano così di essere allo stesso livello degli altri, ragazzi/e che l’utilizzano per farsi accettare restando poi vittime attraverso il cyberbullismo. Ragazze che lo fanno per affermarsi attraverso la loro capacità di seduzione. Partner che si piegano ad una sorta di ricatto affettivo.

Il sexting  è una pratica che segue un suo rituale ben preciso: si fotografano o filmano col telefonino nudi o in pose provocanti,  lo fanno di nascosto dai genitori, inviano le immagini.

Il 25% degli adolescenti che pratica il sexting, in maniera assolutamente irresponsabile per le conseguenze, invia le proprie immagini non solo al partner o all’amico in cui ripone piena fiducia, ma a più persone. Senza drammatizzare niente si devono affrontare i problemi in modo aperto, perché il silenzio e il tabù possono produrre danni importanti.