Come difendersi dai leoni da tastiera

Come difendersi dai leoni da tastiera
Foto Pexel.com

Tempo fa ho parlato del fenomeno dei leoni da tastiera, oggi vedremo come potersi difendere da tali soggetti.

Con certi individui sicuramente il dialogo non può essere contemplato, se non in rari casi in cui vengono costretti a venire allo scoperto. Ma se si vuole fare un tentativo nessuno lo vieta. Consiglio di non viverlo come una mission di vita, perché la frustrazione potrebbe diventare davvero importante. In fin dei conti la ricerca di un dialogo civile e ragionato presuppone la reciprocità tra due menti con un livello cognitivo tale da consentire confronti costruttivi. Ma questo non è all’altezza dei leoni da tastiera, spesso antisociali, che godono nel ferire gli altri e fanno dell’aggressività il loro modus operandi. Quindi, sarebbe praticamente utopistico arrivare ad un certo tipo di discussione con essi.

Cercano la sofferenza delle vittime

Meglio non cadere nella trappola delle loro provocazioni cercando semplicemente di ignorarli per non fomentare gli attacchi. Loro abbisognano della sofferenza emotiva delle vittime, le provocano fino allo sfinimento, aspettano una reazione per continuare ad attaccare e offendere. Tuttavia, a lungo andare, se non dovessero trovare risposta sarebbero costretti a mollare la presa.

Se si viene attaccati da tali figure, quando i precedenti tentativi non vanno a buon fine, è meglio bloccarle e non permettere loro di intrufolarsi nei propri spazi virtuali, anche se non perderanno occasione di tacciare le vittime di codardia.

Il consiglio

Io personalmente consiglio sempre a tutti di segnalare queste persone alla piattaforma dei social, in modo tale che vengano bloccate da essa. In casi gravi si può anche decidere di denunciare alla Polizia Postale, per fare questo naturalmente servono le testimonianze delle aggressioni.

I leoni da tastiera nella maggior parte dei casi non sono individui che possono far del male fisico. Paradossalmente non ne avrebbero il coraggio. Si sentono invincibili solo dietro ad uno schermo e nella realtà hanno grosse difficoltà a relazionarsi e a rivelarsi.

Se ad un certo punto le aggressioni avvengono in modo privato, attraverso ad esempio messaggi non visibili ad altri e se ciò persiste per del tempo, si può arrivare a denunciare per reato di stalking.

Certi attacchi, anche se vengono bloccati, lasciano ferite emotive e psicologiche profonde in chi li subisce che talvolta può somatizzare attraverso emicranie, insonnia, nervosismo, ansia, depressione, paura di uscire da casa, peggioramento dell’autostima, scarso rendimento a scuola o a lavoro e altro ancora.

La vergogna

Molte vittime si vergognano di parlarne non permettendo al fenomeno di uscire allo scoperto e questo rischia di fomentarne il disagio. Altre invece ne parlano e chiedono aiuto. Occorre quindi essere subito disposti a concederglielo.

Tutti possono dare il proprio contributo per aiutare le vittime degli attacchi virtuali, prima di tutto facendo notare loro di non avere colpe riguardo a ciò che sta succedendo e in base alla gravità della situazione bisogna essere consapevoli che l’aiuto può avvenire a diversi livelli, dalla famiglia alla scuola, dalla Polizia Postale agli Psicologi. Ma per rendere possibile tutto questo è fondamentale far venire allo scoperto il fenomeno.