Igiene orale: i consigli per adulti e bambini su come lavarsi correttamente i denti

Dentifricio, spazzolino e filo interdentale devono essere i nostri migliori amici, se ci vogliamo tenere lontani da problemi alla lingua, ai denti e alle gengive. Le buone pratiche di igiene dentale vanno apprese fin da piccoli.

Non solo carie. Senza un’accurata igiene orale aumentano le probabilità di sviluppare alcune malattie del cavo orale, strettamente legate agli stili di vita igienici e alimentari, e provocate in larga misura dai batteri contenuti nella placca dentaria. Pulire correttamente denti, lingua e gengive allontana il rischio di aprire di frequente il portafoglio dal dentista. Esiste evidenza scientifica che le abitudini di igiene orale vadano acquisite durante l'infanzia, per poi essere rafforzate nel periodo adolescenziale. Vediamo come e cosa tener presente.

Spazzolamento verticale

Una buona igiene orale prevede innanzitutto il corretto spazzolamento dei denti, che deve avvenire almeno tre volte al giorno (dopo i pasti principali), e l’uso quotidiano del filo interdentale. Questo per eliminare meccanicamente la placca batterica dalle superfici dei denti, allontanando eventuali residui di cibo. “Il consiglio è di spazzolare i denti dopo ogni pasto per circa 3 minuti; usare uno spazzolino dalla testina medio-piccola in modo da arrivare in tutte le zone della bocca; optare per uno spazzolino con setole artificiali di durezza media, da sostituire almeno ogni due mesi; spazzolare accuratamente tutti i denti sia quelli anteriori sia quelli posteriori”, si legge sul sito del ministero della Salute.
Come passare dalla teoria alla pratica? L’andamento corretto dello spazzolino è verticale e cioè dalla gengiva al dente, con una pressione moderata per rimuovere la placca senza danneggiare le gengive. Bisogna lavare tutti i denti sia sulla superficie interna sia esterna. I denti si lavano circa mezz’ora dopo ogni pasto o spuntino, soprattutto se si sono consumati cibi con elementi acidi perché il movimento dello spazzolino potrebbe aumentare l’effetto dannoso di questi fluidi sullo smalto. Nel mentre, per tamponare l’azione acida è buona norma sciacquare la bocca con acqua.
Dopo aver lavato i denti bisogna spazzolare anche la lingua, per una decina di secondi: è la zona su cui si annida la maggior parte delle colonie batteriche e quella principalmente responsabile dell’alitosi.

Spazzolino elettrico

Meglio puntare su tradizione o modernità? Il migliore spazzolino è quello che più risponde alle proprie esigenze. Lo spazzolino elettrico è più pratico, ma non migliore. Basta posizionarlo in corrispondenza di ogni superficie del dente (esterna, linguale/palatale e occlusale nei denti posteriori) e tenerlo in posizione per 2-3 secondi, dopodiché si passa al dente successivo. Va solo prestata attenzione alla testina, che va posizionata al confine tra la porzione di dente e della gengiva, se posizionata troppo lontana dalla gengiva, non viene accuratamente pulita la zona del colletto (dove si accumula la placca), se al contrario viene posizionata sopra la gengiva, c’è il rischio di favorire la comparsa di una recessione gengivale.
Ultimamente, sta avendo un certo successo l’idropulsore, noto anche come “doccetta gengivale”, che spara acqua ovunque, ma non è un sostituto dello spazzolino. Non è sufficiente usarlo per pulire i denti perché il getto, anche se potente, non rimuovere la placca; è indicato usarlo come complemento dello spazzolino per rimuovere i residui interdentali che difficilmente vengono intercettati dalle setole, soprattutto in zone dove si ha difficoltà a passare il filo.

Filo interdentale

Per pulire al meglio la bocca, almeno una volta al giorno vanno detersi anche gli spazi interdentali con il filo interdentale: è un sistema insostituibile per eliminare la placca batterica dalle zone tra un dente e altro, non raggiunte dalle setole dello spazzolino. Il consiglio è di passare lo spazzolino, a seguire il filo interdentale e poi di nuovo lo spazzolino, così da eliminare eventuali residui di cibo tirati fuori con il filo.

Dentifricio ideale

Molti acquistano il dentifricio in modo casuale, magari condizionati dalle offerte, dal sapore, dalla confeziona accattivante e così via. In realtà, il dentifricio deve soddisfare le esigenze del paziente, da chi ha i denti normali a chi ha sensibilità dentinale, passando per chi ha bisogno di un’azione antinfiammatoria.
In genere, è utile valutare la presenza del fluoro ed evitare quelli sbiancanti perché hanno forte azione abrasiva sui denti.

Igiene orale del neonato

Spesso è sottovalutata, eppure la cura dell’igiene orale del neonato e del bambino è molto importante per lo sviluppo di una bocca sana.
“La pulizia quotidiana delle gengive del lattante è un’ottima abitudine perché permette di rimuovere i residui di latte e i microrganismi che giornalmente si depositano nella bocca. Questa pratica deve essere compiuta con la massima delicatezza: si deve utilizzare una garza umida avvolta attorno all’indice ed eseguire piccoli movimenti rotatori sulle gengive. In commercio esistono anche appositi strumenti per l’igiene delle gengive (ditali di gomma e guanti di spugna) che permettono di pulire in modo ancora più semplice le gengive e la lingua dei neonati”, consigliano gli esperti della Società Italiana di Odontoiatria Infantile.
La pulizia delle gengive andrebbe effettuata dopo ogni poppata, soprattutto dopo quelle notturne quando il flusso salivare del bambino si riduce durante il sonno e di conseguenza diminuisce il potere di detersione naturale della saliva.
Con lo spuntare dei primi dentini (6-8 mesi) si consiglia di cominciare a pulire con delicatezza queste nuove superfici, ricorrendo a uno spazzolino con setole morbide e con una testina piccola e adatta alle ridotte dimensioni della bocca del bambino.

Igiene orale nei bambini

Intorno ai 6-7 anni il bambino ha la manualità adatta per iniziare a lavare i denti da solo, ma con la supervisione di un adulto affinché venga rispettata la frequenza, la durata e la tecnica di spazzolamento, in modo da responsabilizzarlo a una buona igiene orale, giorno dopo giorno.
Anche per i più piccoli il corretto spazzolino è importante. La scelta è tra quello manuale e quello elettrico. Con il primo, il corretto movimento da eseguire è di tipo rotatorio, ossia va posizionato a circa 45 gradi rispetto alla gengiva e usato “disegnando” dei piccoli cerchi sovrapposti; con lo spazzolino elettrico, il modello ad hoc per bambini, basta passare la testina rotatnte su tutte le superfici dentali, soffermandosi per qualche secondo su ciascuna di esse.
In ultimo, non bisogna tralasciare il dentifricio, la dose da mettere sullo spazzolino deve essere minima (una quantità simile per dimensioni a quella di un piccolo cecio) ed è bene utilizzare un dentifricio per bambini, che contenga fluoro, sostanza che rinforza lo smalto e favorisce la remineralizzazione delle superfici dentarie attaccate sia dagli acidi introdotti con i cibi e le bevande sia dai batteri della carie.