Con la diarrea si deve mangiare in bianco? Uova e antibiotici, fegato e caffè sono nemici?

I falsi miti interessano sempre più il settore dell’alimentazione a causa, in particolare, di credenze e abitudini passate che persistono ai nostri giorni

Con la diarrea devo digiunare o mangiare in bianco? Disturbo molto diffuso, anche sulla diarrea esistono falsi miti, senza dimenticare che le cause non sono dovute solo a una cattiva alimentazione. Come ricorda un’azienda di prodotti per il benessere intestinale la diarrea, che può essere scatenata da batteri nocivi, virus, parassiti, tossine, può, infatti, essere causata anche da lassativi, antibiotici, chemioterapici, antiacidi, che sono a base di magnesio, farmaci per il controllo della pressione arteriosa, intolleranze, come quella al lattosio o a dolcificanti artificiali, ma anche da ansia, stress e freddo.

MISURE INUTILI

La diarrea è la croce di molte mamme, che per i piccoli di casa pensano a digiuno, diete restrittive o in bianco, che è poi quello che fanno anche i grandi. A smontare il falso mito ci ha pensato la Società Italiana di Pediatria, parlando di gastroenterite acuta, spiegando: “In caso di gastroenterite acuta la normale alimentazione non va interrotta; comunque non deve essere forzata e può riprendere non appena l’appetito migliora. Il digiuno, le diete restrittive o in bianco si sono dimostrate inutili. È opportuno offrire pasti piccoli e frequenti, aumentando progressivamente l’apporto calorico. Meglio evitare cibi ad alto contenuto di zuccheri semplici (dolci, bevande gassate, succhi di frutta) perché la carica osmotica può peggiorare la diarrea. L’allattamento al seno o con formule non deve essere interrotto. È inutile diluire le formule e, di solito, non sono necessari latti privi di lattosio”.

Cosa non devono dimenticare i grandi? Primo passo è il reintegro dei liquidi perduti, bevendo, consigliano gli esperti di benessere intestinale, acqua, ma anche succhi, bevande per lo sport, mentre in caso di diarrea severa si possono assumere soluzioni reidratanti orali, facilmente reperibili in farmacia ed evitando, invece, fritture, salse piccanti, caffè, bevande gassate e cibi ricchi di fibre, mentre per ripristinare la flora batterica aiuteranno i classici fermenti lattici.

UOVA E ANTIBIOTICI

C’è chi, mentre assume antibiotici, non mangia uova perché pensa che le uova possano annullare l’azione dei farmaci, appesantendo il fegato. Vero o falso? In parte un falso mito, questo perché il discorso cambia se si assumono sulfamidici che, spiega ISSalute, sono “antibiotici sintetici ad azione antibatterica che agiscono su un’ampia gamma di batteri”, ecco, in questo caso è “consigliabile” non mangiare uova perché alcune loro componenti “si possono legare ai sulfamidici nell’intestino, limitando il loro assorbimento e influenzandone l’attività”.

ISSalute spiega che l’origine della (prima) falsa credenza è dovuta probabilmente al fatto che per la produzione degli antibiotici agli inizi venisse utilizzata l’albumina, proteina dell’uovo, tanto da far pensare che “mangiare uova potesse, in qualche modo, interferire con l’efficacia degli antibiotici”, mentre oggi, con la produzione su scala industriale “il principio attivo viene creato con una sintesi chimica o con metodi di coltura sperimentale” e che anche quando in passato si fossero registrate interazioni “non ci sono problemi a consumare uova durante la terapia antibiotica”, tranne, per l’appunto, in caso di assunzione di sulfamidici. 

CAFFÈ E FEGATO

Il caffè causa cirrosi epatica, un altro falso mito senza alcuna base scientifica che, tuttavia, continua a persistere, complice la demonizzazione della bevanda da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che nel 1991, cosa smentita nel tempo, inserì il caffè tra le sostanze cancerogene. Al contrario, spiega ISSalute, il caffè, bevuto con moderazione, “risulterebbe essere un ottimo protettore contro la cirrosi epatica” oltre a essere una buona fonte di antiossidanti. ISSalute raccomanda, tuttavia, di non cadere nel tranello, pensando che il rischio di danno al fegato possa essere ridotto grazie a qualche tazzina: “Per mantenere il nostro fegato in salute” spiega “è molto importante ridurre il consumo di alcool, del fumo di sigarette e seguire una dieta equilibrata e varia insieme a regolare esercizio fisico. Inoltre, i tumori primari del fegato sono ampiamente evitabili sia con il vaccino contro il virus dell’epatite B, che eradicando il virus dell’epatite C. Infine, è fondamentale assumere farmaci solo dopo aver consultato il proprio medico e, in ogni caso, non abusarne mai”.

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