Controllo dei nei: cosa non sottovalutare per non rischiare un melanoma

Sottoporsi a controlli annuali dei nei e conoscere i fattori di rischio aiuta a prevenire o diagnosticare per tempo il melanoma cutaneo in adulti e bambini

di Anna Simone

Del melanoma si sente parlare sempre più spesso. Se il rischio di sviluppare questa forma tumorale della pelle esisteva anche negli anni passati, oggi tra lampade abbronzanti artificiali, creme solari non adatte e raggi ultravioletti UVA e UVB più “potenti”, i casi stanno aumentando in tutti i Paesi occidentali. Il melanoma può essere scoperto tempestivamente grazie al controllo dei nei e può essere curato con terapie efficaci. Nessuno di noi è immune e l’arma più potente è quella della prevenzione, ossia dello screening annuale eseguito dal dermatologo.

Dal sospetto alla visita

I nei sono delle macchie della pelle costituiti da un accumulo di melanociti, cioè le cellule che producono la melanina, conosciuta da tutti noi perché tra le sue funzioni c’è quella responsabile dell’abbronzatura.
La comparsa dei nei è legata a fattori genetici oppure ormonali, come avviene ad esempio durante il periodo della gravidanza. In generale, si sviluppano a partire dall’infanzia, si stabilizzano in numero entro i quarant’anni e poi tendono a ridursi con il passare degli anni.
Quando un neo deve insospettirci? Ci sono alcuni di noi che ne hanno numerosi sulla pelle, di contro altri ne hanno pochissimi, ma per tutti il consiglio è lo stesso: se cresce di dimensioni, aumenta o diminuisce di pigmentazione, se diventa di più colori, se compaiono delle alterazioni di forma o di contorno, se si ulcera o se sanguina bisogna rivolgersi al dermatologo, o in prima istanza al medico di base.

Non dimentichiamo che il melanoma maligno può confondersi con i nei sani e solo il medico può riconoscerlo. Tra l’altro, i nei non sono tutti uguali, ce ne sono di piccoli e tondi, di grandi e frastagliati, di piani non palpabili, di lisci o rugosi, senza peli o con i peli. Quindi è un errore affidarsi solo alla autodiagnosi, ma bisogna fare uno screening dal dermatologo una volta l’anno, mentre se si notano dei cambiamenti bisogna recarsi subito.  

La mappatura

La mappatura dei nei è un controllo non invasivo che andrebbe fatto almeno una volta nella vita. Si tratta di una mappatura innocua, appunto, eseguita dal dermatologo con uno strumento che ispeziona la pelle del paziente e scatta con una sorta di telecamera una serie di immagini digitali macroscopiche, che servono sia per individuare strutture del nei non visibili sia come parametro di confronto per i controlli successivi, così da identificare precocemente i melanomi.
Di solito è il dermatologo a prescriverla dopo la prima visita di controllo dei nei, ma ad ogni modo è particolarmente indicata per il paziente che ha pelle e occhi chiari, se ha più di 50 nei, se la pelle ha vari nei atipici, se ci sono stati casi di melanomi in famiglia, se si sono avute delle scottature solari importanti in passato e se si ha il sistema immunitario depresso.

Quando e come fare la visita di controllo dei nei

La visita per il controllo dei nei va fatta quando non si è abbronzati, quindi è sconsigliata al ritorno da una vacanza al mare. Inoltre, non bisogna avere trucco sul viso che potrebbe coprire eventuali anomalie legate ai nei e nemmeno lo smalto colorato perché i nei possono crescere anche sotto le unghie. Il dermatologo controllerà anche l’eventuale presenza di lesioni pigmentate sulle mucose di palato e gengive e dell’area genitale. Utile, poi, è portare l’esame istologico di eventuali precedenti asportazioni.

Accortezze

La regola è unica per tutti: serve cautela nell’esporsi al sole. Come? Evitando sempre le ore centrali del giorno, d’estate utilizzare delle creme con fattore di protezione alta SPF 50+, durante l’anno non scendere sotto SPF 30, usare dei cappelli coprenti e degli occhiali da sole ben schermanti. Fa bene prendere il sole, ma senza mettere a rischio la salute della pelle.

Un ulteriore accortezza nella prevenzione è legata ai tatuaggi: le persone che hanno molti nei o che hanno familiarità per il melanoma non dovrebbero farsi tatuare, perché il pigmento nasconde le alterazioni dei nei rendendo più difficile una diagnosi precoce.

Età pediatrica e pubertà

Nei bambini, a differenza degli adulti, il cambiamento dei nei è inevitabile, considerando che compaiono in età pediatrica e si sviluppano con il passare degli anni. Non esiste un'età precisa in cui si iniziare il controllo dei nei perché questo dipende da caso a caso. Tutti i bambini dovrebbero però essere valutati per la presenza di nevi congeniti al momento della nascita e, per i nei acquisiti, poco prima della pubertà per l'eventuale asportazione di nei a rischio.
L’epiluminescenza è lo strumento più utile per una prevenzione efficace delle lesioni pigmentate: utilizza una sorgente luminosa collegata a un microscopio o a una telecamera per illuminare e visualizzare le strutture interne della lesione pigmentata. In particolare, è utile per valutare i nevi congeniti e le loro frequenti modificazioni durante la crescita del bambino e tutti i nei acquisiti che presentino delle caratteristiche cliniche atipiche. Questo esame deve essere richiesto esclusivamente dal dermatologo poiché non tutti i nei necessitano di approfondimento e solo lo specialista è in grado di identificare le lesioni pigmentate veramente a rischio.
La pubertà è il momento della vita in cui si assiste a un aumento molto rapido dei rischi legati ai nei. Per questo motivo è opportuno procedere all'asportazione chirurgica di eventuali lesioni pigmentate atipiche prima che il bambino raggiunga un'età a rischio. Anche in questo caso sarà il dermatologo a indicare cosa fare”, si legge sul portale dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.