Postumi da quarantena per coppie in crisi: chi ha dimenticato il sesso e chi lo fa solo online. E i single?

In assenza di spazi individuali dove rifugiarsi, è cresciuta per alcune coppie la difficoltà della parola e del sesso

Postumi da quarantena per coppie in crisi: chi ha dimenticato il sesso e chi lo fa solo online. E i single?

Le paure e le speranze

Questo è un periodo in cui si muovono contemporaneamente le paure e le speranze. Possiamo valutare questi due atteggiamenti per leggere le scelte diverse. In un momento in cui si esalta il pessimismo si può tendere a disinvestire rispetto ai progetti o al contrario esaltare la ricerca di un cambiamento.

In genere le persone si sono mosse tra questi due atteggiamenti: ritenere che non è  giusto progettare perché siamo aggrediti dal caso e dal caos e quindi conviene di più lasciare andare la vita come vuole e altre persone che si sono trovate difronte alle difficoltà e hanno pensato che la cosa migliore era costruire nuovi progetti.

Mentre nel primo caso si sono create situazioni depressive, questo secondo modo ha trovato diverse espressioni.

Per alcune coppie è come se fosse esplosa la verità, in assenza di spazi individuali dove rifugiarsi per compensare le mancanze, i partner o uno solo dei due, hanno deciso che era  bene interrompere il rapporto e costruire nuove storie o potenziare quelle laterali messe in crisi dalla lontananza.

E’ come se nell’eccesso di convivenza il Covid 19 avesse mostrato per alcune coppie la difficoltà della parola e del sesso e la richiesta di uno dei due di una maggiore intimità verbale e fisica avesse mostrato in modo evidente l’assenza o la superficialità del legame.  

Queste coppie sono venute in consultazione per ricercare una strada possibile, un ritorno di comprensione e di intimità.

L’altra consultazione ha riguardato chi ha esasperato il sesso online nella speranza di diventare interessanti e sedurre usando un modo spregiudicato di presentarsi. Frasi, immagini, si sono moltiplicate insieme a dichiarazioni forti per persone che hanno usato la loro esasperazione per la  paura della solitudine e per il  timore ansiogeno di non trovare facilmente rapporti e risorse per un futuro minaccioso.  Le persone che superato giugno si sono realmente incontrate hanno dovuto costatare l’inganno di dichiarazioni e disponibilità, come se la realtà e la presenza impedissero di fingere in modo così forte.

Resta per i single  il timore di dover fare i conti con l’organizzazione dei tempi e dei legami e la solitudine ha esasperato questi sentimenti come se fosse necessario pensare che da soli non è così facile mettersi in gioco.

Le paure hanno spinto verso il cambiamento con le speranze di poter rimettersi in gioco con meno pretese e con delle voglie nuove o con una maggiore disponibilità a rischiare.

La consultazione psicologica e sessuologica ha avuto come protagonisti i confusi, i preoccupati e gli impulsivi. L’invito è stato per tutti  di usare la calma perché la paura non ha mai una vera forza ed è spesso motivata dalla speranza di annullare l’ansia. Per ambedue le categorie paurosi e pieni di speranze deve essere chiaro che confrontarsi con la morte e con la malattia è stato pesante e per alcuni  ha messo in moto una ricerca di altre espressioni di carattere e di desiderio. Il consiglio è di non abbandonare le nuove scoperte ma darsi anche il tempo per unire pancia e testa, empatia e riflessione con una consapevolezza semplice che per essere sicuri delle nostre decisioni vale sempre  la pena di valutare di quali risorse possiamo disporre.