Creme solari: come, dove e quando usarle

Come scegliere le protezioni solari migliori per la nostra pelle e quali sono le informazioni più importanti da leggere in etichetta  

Creme solari: come, dove e quando usarle
Foto di Mateo Almendares da Pexels

Ogni anno a primavera iniziamo a porci molte domande sulle migliori creme solari per proteggere la pelle, abbronzarci e non scottarci. Un buon solare deve proteggere sia dai raggi UVA sia da quelli UVB, deve avere un fattore di protezione solare adeguato alla nostra carnagione, deve essere spalmato con criterio e non deve essere scaduto.

La potenza dei raggi solari

Sono due i tipi di raggi ultravioletti che possono danneggiare la pelle del viso e del corpo: UVA e UVB. Una protezione solare ad ampio spettro protegge da entrambi, caratteristica specificata sull’etichetta del prodotto.
I raggi UVA penetrano in profondità nella pelle, promuovono il rilascio della melanina e contribuiscono a invecchiare prematuramente la pelle, causando rughe e macchie di età.
I raggi UVB sono potenzialmente più dannosi e cancerogeni degli UVA, ma hanno dalla loro la capacità di attivare il metabolismo della vitamina D.
Usando i prodotti solari si evitano le conseguenze negative legate all’esposizione prolungata della pelle ai raggi UV.
Chi ha la carnagione scura, ha una concentrazione naturale di melanina più alta, ed è meno sensibile agli effetti dei raggi UV, rispetto a chi ha una pelle chiara.

Fototipi

Chi ha la carnagione scura ha una concentrazione naturale di melanina più alta, ed è meno sensibile agli effetti dei raggi UV, rispetto a chi ha una pelle chiara.
La melanina è un insieme di pigmenti della pelle prodotti da alcune cellule, i melanociti, e va sia a influenzare il colore della pelle, dei capelli e delle iridi degli occhi sia a proteggere il DNA dai raggi UV del sole.
Quando ci si espone alle radiazioni solari i melanconici si attivano per produrre maggiori quantità di melanina, ma non tutte le persone ne producono le stesse quantità: i fototipi chiari sono ne producono meno rispetto ai fototipi bruno e nero.
Le persone con la pelle chiara non si abbronzano (fototipo I), si abbronzano poco e con grande difficoltà (fototipo II), oppure si abbronzano a un livello medio (fototipo III), ma dopo un iniziale eritema.
Le persone di pelle bruna (fototipi IV e V) riescono ad abbronzarsi più facilmente e senza arrossamenti iniziali.Le persone di pelle nera (fototipo VI) si abbronzano senza rischi.

Fattore di protezione solare

Sfp è l’acronimo di fattore di protezione solare, che vediamo riportato su tutte le creme solari. È il rapporto tra la radiazione solare filtrata e la radiazione trasmessa alla pelle, ad esempio Spf 30 significa che passa 1/30 della radiazione solare (il 3,3%), mentre Spf 50 è uguale a 1/50 (cioè il 2%), il primo filtra il 96,7% dei raggi ultravioletti (UVB) mentre il secondo il 98%.
Se applicata correttamente, una crema solare con Spf 30 fornirà una protezione leggermente maggiore dai raggi UVB rispetto ad esempio una crema solare con un fattore di protezione solare 15. Ma ciò non vuol dire che il prodotto Spf 30 è due volte più protettivo del prodotto Spf 15.
Le caratteristiche dei valori Spf e Uv sono calcolate in laboratorio applicando 2mg di prodotto per centimetro quadrato di pelle, all’incirca un cucchiaino di crema per 2 cm quadrati, riducendo la quantità applicata, i valori calano sensibilmente.

Quando e come applicare la crema solare

Il sole va evitato nelle ore di punta, quindi dalle 11:00 alle 15:00. Una buona norma d’estate è spalmare generosamente la crema solare ad ampio spettro mezz’ora prima dell’esposizione, ripetendo l’applicazione frequentemente (circa ogni  tre ore).
Inoltre, ogni volta che si fa il bagno andrebbe riapplicata tenendo conto che se in etichetta c’è scritto “resistente all’acqua” significa che l’Spf viene mantenuto per un massimo di 40 minuti durante il nuoto o la sudorazione, mentre se è riportata la scritta “molto resistente all’acqua" significa che l’Spf viene mantenuto per 80 minuti circa.

Creme solari con filtri fisici e chimici

Le creme solari contengono filtri che riflettono o assorbono i raggi UV. Esistono due tipi principali di filtri solari: chimici e fisici.
I principi attivi nei cosiddetti filtri solari chimici hanno a capacità di assorbire la luce UV. Mentre i filtri fisici (biossido di titanio, ossido di zinco, carbonato di magnesio, talco, caolino) hanno un forte potere coprente, che riflettono fisicamente la luce del sole e costituiscono una sorta di schermi fisici.
Fino a qualche anno fa le creme con quest’ultimo tipo di filtri davano la colorazione tipicamente biancastra quando venivano applicate sulla pelle, inconveniente che le formulazioni più moderne hanno risolto.
Oltre a filtri, la formulazione del prodotto solare ha eccipienti a cui è legata la consistenza, la resistenza all'acqua e alla sudorazione, la facilità di applicazione, la rapidità di assorbimento e la permanenza del prodotto sulla pelle e la presenza di repellente contro gli insetti.

Come utilizzare le creme solari avanzate dall’anno prima

Le creme solari dell’anno prima,se non scadute, possono essere utilizzate, ma tenendo presente che il fattore protettivo è più basso. Di solito hanno una validità di circa 12 mesi dopo l’apertura della confezione (indicata con il simbolo del vasetto aperto con il numero di mesi di validità oppure con la scritta PAO, dall’inglese Period After Opening, vale a dire periodo dopo l’apertura).
La crema residua della stagione estiva precedente non garantisce l’attività di protezione dalle radiazioni ultraviolette emesse dai raggi solari, anche se l’odore, l’aspetto e la consistenza non sono cambiati. La raccomandazione è usarle tenendo conto che il Sfp è minore. In alternativa si possono usare come creme idratanti.