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Dopo il Covid la guerra, sei consigli chiave per gestire e convivere con la paura senza farsene sopraffare

L'angoscia che ha condizionato e dominato la nostra vita negli ultimi due anni, la ritroviamo oggi ancora più potente con il rischio di una diffusione del conflitto

Dopo il Covid la guerra, sei consigli chiave per gestire e convivere con la paura senza farsene sopraffare
Foto shutterstock.com

Dopo due anni faticosi di una vita vissuta con il filtro della paura legata al Covid sembrava che si potesse pian piano recuperare una vita normale. Purtroppo sta prendendo forma una paura ancora più grande, quella della guerra alle porte di casa.

La mente, già messa a dura prova dall'ansia e dalla sofferenza a causa delle ondate del Coronavirus, è costretta ad affrontare un altro grande ostacolo. Ovviamente questo è nulla rispetto a chi sta vivendo la guerra sulla propria pelle.

La situazione di stanchezza psicologica pregressa dovuta al Covid rende difficile farsi carico di quest'altra emergenza (Lazzari, 5 marzo 2022). Emotivamente parlando, il parallelismo tra i due eventi è molto forte: la paura che ha condizionato e dominato la nostra vita negli ultimi due anni, la ritroviamo oggi ancora più potente.

La perdita di controllo sulla propria vita

Il ciclo di notizie che ci bombarda di negatività da due anni a questa parte, sta avendo un forte impatto a livello psicologico. Incertezza, paura, sconforto sono termini ormai all'ordine del giorno per la nostra mente. Di fronte a situazioni così inaspettate, la prima reazione emotiva è di avere perso il controllo della propria vita. Gli esperti evidenziano come siano emerse tantissime fragilità e siano aumentati il consumo di tranquillanti e di alcol (Bartolomei, 5 marzo 2022).

C'è chi, assorbito dalla paura, ha preso in considerazione l'idea di farsi costruire un bunker sotto la propria villa (La Stampa, 2 marzo 2022). C'è chi ha iniziato ad acquistare pillole a base di iodio contro le eventuali radiazioni che potrebbero disperdersi a causa dei combattimenti intorno alla centrale nucleare ucraina (Giornale di Sicilia, 6 marzo 2022).

La continua esposizione all'imprevedibilità, prima del virus, ora degli scenari di guerra alle porte, genera una profonda reazione di ansia che si sta sempre più diffondendo fino a trasformarsi, per molte persone, in una patologia. Tutte queste situazioni di pericolo, paura, incertezza stanno influendo pesantemente sulla capacità di ciascuno di far fronte ai pericoli e di resistere alle difficoltà ordinarie o straordinarie.

Eventi che si susseguono da più di due anni rappresentano una condizione di traumatica cronicità le cui conseguenze fisiche e psichiche non sono ancora del tutto valutabili. La guerra potrebbe aggravare i problemi economici delle persone già provate dall'impatto del Covid, incrementando così l'esposizione alla povertà e alla disoccupazione, miscela che potrebbe rivelarsi esplosiva facendo aumentare i casi di depressione e dei disturbi d'ansia (La Repubblica, 25 febbraio 2022).

Consigli su come convivere con la paura

Se queste difficoltà comuni coincidono con periodi di vita già faticosi in sé, come l'adolescenza ed il passaggio all'età adulta, l'effetto si amplifica pericolosamente.

Di seguito alcuni consigli su come convivere con la paura:

- non sovraccaricarsi di informazioni: evitare l'effetto ipnotico, dato ad esempio dalla voglia di avere un flusso continuo di informazioni;

- consultare fonti attendibili: acquisire molte informazioni può dare una sensazione di controllo. Tuttavia, quando queste vengono cercate freneticamente, possono portare a leggere notizie sbagliate o che generano la sensazione opposta. È bene verificare le fonti e non lasciarsi influenzare da tutto ciò che circola in Rete;

- confrontarsi: ascoltare le opinioni altrui, avere un punto di vista diverso e riuscire a normalizzare le proprie preoccupazioni aiuta a stabilizzarsi quando si è in uno stato di allarme;

- vivere il momento presente: la preoccupazione, lo stato di allerta o la paura, sono emozioni molto spiacevoli e si tende a volerle eliminare o a ridurle a tutti i costi. Ma un altro dei meccanismi di difesa che può apparire è l'anticipazione: vista la mancanza di informazioni può essere la propria mente a cercare di riempirle pensando a tutte le situazioni peggiori e alle possibili soluzioni aspirando ad un maggiore controllo della situazione. Il rischio è di raggiungere altissimi livelli di preoccupazione e ansia difficilmente gestibili (Salsi, 18 marzo 2022);

- accettare l'imprevedibilità degli eventi: l'imprevedibilità e l'impotenza sono sentimenti che possono essere gestiti provando ad accettare che molte vicende, purtroppo, sono fuori dal proprio controllo;

- aiutare gli altri: l'ansia diminuisce se si prova ad aiutare gli altri. Basta chiedersi: “Cosa posso fare io di concreto in questa situazione?” e mettersi in contatto con associazioni di volontariato. Ed in virtù dei tanti aiuti che stanno arrivando alle persone colpite dalla guerra, è giusto rimarcare che l'umanità non si rispecchia solo nel desiderio di dominio e di prevaricazione, ma anche e soprattutto nelle azioni positive di solidarietà e sostegno nei confronti di chi ha bisogno.

In conclusione, non si può cancellare la paura, ma è possibile accettarla ed affrontarla con la speranza che si possa raggiungere quanto prima una situazione di pace.