Gambe gonfie, pesanti, doloranti: cause e soluzioni

Cattiva circolazione, fragilità capillare, vene varicose, perché è importante curare lo stile di vita. Terapie mediche e chirurgiche

di Stefania Elena Carnemolla

In estate a soffrire sono in genere le gambe, che si presentano gonfie, pesanti, doloranti. Un disturbo che colpisce, in particolare, chi soffre di stasi venosa, di ristagno, cioè, del sangue nelle vene, non più elastiche, e spia della difficoltà che ha il sangue nel risalire verso il cuore. La stasi venosa è uno dei sintomi dell’insufficienza venosa, un disturbo circolatorio, spiega Assosalute, collegato ad alterazioni patologiche delle vene come le varici, dermatite da stasi, trombosi venosa, sovraccarichi funzionali.

Sintomi caratteristici dell’insufficienza venosa sono gambe pesanti, formicolio, senso di affaticamento, caviglie e polpacci gonfi, teleangectasie, antiestetici ingrossamenti dei vasi sanguigni. In estate le vene soffrono per il caldo che, favorisce la vasodilatazione, ciò che rallenta il ritorno del sangue venoso al cuore e, quindi, la circolazione. Un problema accentuato in chi combatte con l’insufficienza venosa.

CONSIGLI PER GAMBE IN SALUTE

Per gambe leggere e in salute e anche per prevenire le vene varicose o contrOllarne l’evoluzione, Assosalute consiglia, pensando in particolare all’estate, alcune semplici mosse come fare movimento fisico, una buona premessa per migliorare la circolazione. Consigliati nuoto, jogging, bicicletta, golf, stretching, trekking, passeggiate questo perché il lavoro dei muscoli delle gambe aiuta a pompare il sangue dalle estremità verso il cuore. Al mare, ad esempio, si può camminare tra le onde con le gambe immerse fino al ginocchio per “sfruttare il benefico idromassaggio della risacca”. Un errore da non fare è, invece, quello di trascorrere troppo tempo con le gambe esposte al sole, che andranno, invece, bagnate spesso. Per chi ama sdraiarsi, meglio allora il bagnasciuga. Le gambe, infine, non vanno mai coperte con il telo da mare per non creare un ambiente caldo che stimolerebbe la vasodilatazione.

Tenere le gambe sollevate. Tra le soluzioni pedane ergonomiche sotto la scrivania o dormire con le gambe leggermente sollevate, posizionando un cuscino sotto il materasso o un rialzo sotto il letto. Un esercizio consigliato è anche quello di sollevarsi sulle punte dei piedi per far lavorare le caviglie o, ancora, quello di muovere spesso le dita dei piedi o fare qualche passo se si è costretti a stare seduti o a lungo in piedi. Sconsigliato, invece, accavallare le gambe.

Assicurarsi una buona idratazione, bevendo almeno due litri di acqua al giorno, e ridurre il consumo di sale, causa di ritenzione idrica e ristagno venoso.

Scegliere il giusto abbigliamento, evitando abiti stretti e aderenti, veri e propri nemici della circolazione – un esempio sono i fuseaux e i pantaloni fascianti –, optando per tessuti leggeri e traspiranti, mentre non bisogna mai stringere eccessivamente cinture o altro all’addome. Anche le calzature sono importanti, sconsigliati, infatti, tacchi alti, zeppe, scarpe strette.

Non fumare, perché il fumo danneggia i vasi sanguigni, con riflessi sulla circolazione.

Curare l’alimentazione privilegiando agrumi, fragole, frutti di bosco, anguria, ciliegie, cereali, legumi, tuorlo d’uovo, pomodori, spinaci, peperoni, zenzero, rosmarino. Moderare alcool e grassi. Consigliati integratori a base di potassio. Si segnalano anche contro varici e gambe stanche o per favorire la circolazione meliloto, pungitopo, tè, sambuco, timo, vite rossa, zenzero, biancospino, carvi, cannella, curcuma, coriandolo, miele, centella asiatica. Controllare il peso questo perché i chili in più possono causare problemi alla circolazione per via del “grasso in eccesso che crea cellule adipose più grosse”, rendendo, così, difficile la circolazione sanguigna. I chili di troppo sono dannosi perché schiacciano letteralmente i vasi sanguigni, ostacolando la circolazione.

Praticare, con movimento dal basso verso l’alto, massaggi drenanti e linfodrenanti, particolarmente indicati per chi soffre di gambe e caviglie gonfie. Una buona tecnica è quella di aiutarsi con il getto della doccia, utilizzando acqua tiepida e partendo dal piede per risalire verso le gambe. Consigliati anche pediluvi e gel defaticanti. Bagno caldo o doccia? La doccia, questo perché il calore causa vasodilatazione ai danni delle pareti delle vene.

Indossare, quando possibile, abbigliamento e accessori a compressione graduata, questo perché, esercitando una pressione decrescente dal basso verso l’alto, “aiutano il corretto flusso sanguigno, favorendo la circolazione venosa”. Un esempio sono le calze elastiche a compressione graduata o elastocompressive, che, comprimendo le vene, contrastano il ristagno di sangue. Non indossarle senza prescrizione del medico.

Utilizzare farmaci di automedicazione per alleviare i sintomi delle gambe gonfie e combattere la fragilità capillare: “Applicati localmente, sotto forma di creme o gel per un sollievo immediato, oppure assunti per via generale, sotto forma di granulati solubili o compresse” spiega Assosalute “offrono all’organismo sostanze capillaroprotettrici – a base di diosmina, anche in associazione oppure a base di flavonoidi (oxerutina, troxerutina, mirtillina) o di composti tripterpenici (escina, ippocastano, centella) – che aiutano a ridurre il gonfiore agendo sulla circolazione e, in particolare, sui capillari venosi, proteggendoli e rendendoli maggiormente elastici”.

ECOCOLORDROPPLER

Quando le vene degli arti inferiori sono sofferenti e si vuole indagare sulle cause, un esame è quello con l’ecocolordroppler per verificare l’eventuale presenza di trombi o accertarsi dello stato del flusso sanguigno: “L’esame” spiega ISSalute “è consigliato alle persone che abbiano delle vene non più in grado di spingere (drenare) il sangue verso l’alto, ossia alle persone con insufficienza o incontinenza venosa, condizione che si manifesta con gambe gonfie e vene dilatate e sfiancate (vene varicose)”.

TERAPIE ALL’AVANGUARDIA

Esistono, quindi, le terapie mediche o chirurgiche. Le più comuni sono l’ablazione endotermica, la scleroterapia, la legatura e lo stripping. 

La prima utilizza il calore per sigillare le vene varicose impiegando la radiofrequenza o il laser. Nel primo caso, spiega ISSalute, viene riscaldata la parete della vena varicosa con energia a radiofrequenza, accedendo alla vena praticando un piccolo taglio poco sopra o poc sotto il ginocchio. 

Più complessa, invece, l’operazione con il laser: “Il trattamento laser endovenoso” spiega ISSalute “richiede l’inserimento di un catetere nella vena e l’utilizzo di un’ecografia per guidarlo nella posizione corretta. Successivamente un piccolo laser viene fatto passare attraverso il catetere e posizionato nella parte superiore della vena varicosa dove emette brevi scariche di energia che riscaldano la vena e la sigillano. Poi viene trascinato lentamente lungo la vena, usando la scansione ad ultrasuoni per guidarlo, per chiudere man mano tutta la lunghezza della vena. Il trattamento laser endovenoso è eseguito in anestesia locale o generale. Dopo l’applicazione si potrebbe sentire un senso di oppressione alle gambe e le aree interessate potrebbero apparire livide e doloranti. Esiste la possibilità che venga danneggiato il nervo ma, di solito, in modo temporaneo”.

La scleroterapia, con cui vengono chiuse le vene, consiste nell’iniezione di schiuma a ultrasuoni. L’intervento, controindicato per chi abbia sofferto di trombosi venosa profonda, può, tuttavia, presentare, spiega ISSalute, effetti collaterali come “coaguli di sangue nelle altre vene delle gambe, mal di testa, mal di schiena lombare, cambiamenti del colore della pelle, ad esempio macchie marroni sulle aree trattate, svenimenti, problemi visivi temporanei”.

Con la legatura e lo stripping si procede, invece, all’eliminazione chirurgica delle vene varicose, che vengono legate e, quindi, rimosse. L’intervento” spiega ISSalute “prevede due piccole incisioni. La prima vicino all’inguine, nella parte superiore della vena varicosa, di diametro pari a circa 5 cm; la seconda, più piccola, più in basso, di solito intorno al ginocchio. La parte superiore della vena (vicino all’inguine) viene legata e sigillata. Un filo sottile e flessibile viene fatto passare attraverso il fondo della vena e poi estratto con cura e rimosso attraverso il taglio inferiore che si trova sulla gamba. Il flusso di sangue nelle gambe non sarà influenzato dall'intervento perché le vene situate in profondità prenderanno il posto delle vene danneggiate e eliminate”. L’intervento, ricorda ISSalute, non è, tuttavia, esente da complicazioni come dolore, lividi, sanguinamenti a complicazioni più gravi, anche se rare, come danni ai nervi o trombosi venosa profonda.

MEDICINA ESTETICA

Anche la chirurgia estetica offre delle soluzioni contro l’insufficienza veno-linfatica, teleangectasie, vene varicose. Una di queste, spiega la dottoressa Patrizia Gilardino, chirurgo plastico ed estetico, è la carbossiterapia, un trattamento per gambe più leggere pensato per la cellulite ma con benefici anche sulla circolazione sanguigna: “L’anidride carbonica, che è alla base di questo trattamento” spiega la dottoressa Gilardino “influisce sulla circolazione sanguigna, aumentandone il flusso, oltre ad avere un effetto che possiamo definire brucia grassi. L’effetto è, quindi, duplice: è un trattamento che permette di intervenire sulla cellulite, riducendo così l’effetto buccia d’arancia, ma anche migliora il flusso sanguigno dalle zone periferiche del nostro corpo, riducendo, quindi, le sensazioni di pesantezza e dolorabilità delle gambe”. Il trattamento, che non ha controindicazioni, può, tuttavia, causare qualche leggero disturbo.

Una soluzione alternativa alla carbossiterapia è il TriActive. Si tratta, spiega la dottoressa Gilardino, di una tecnica che utilizza il freddo, il massaggio, il laser, che tutti insieme “migliorano l’ossigenazione dei tessuti restituendo alla pelle elasticità e tono”. Il trattamento, ch’è indolore, è in più sedute, in compenso, commenta la dottoressa Gilardino, “si prende cura delle gambe sia sotto il profilo estetico sia funzionale”.

Contro varici e teleangectasie, fastidiose anche sotto il profilo estetico, la dottoressa Gilardino consiglia la scleroterapia con soluzione salina: “È un trattamento naturale che, senza l’uso di farmaci, comporta dei vantaggi: innanzitutto, l’uso di una soluzione fisiologica ipertonica, oltre ad evitare il pericolo di allergie, permette di chiudere i capillari intervenendo su un’area più estesa. Non certo secondo, il fatto che per la paziente non c’è l’obbligo di portare calze elastiche”. Ricordando, infine, che il benessere delle gambe passa anche da piccole azioni quotidiane come bere molto, controllare il peso, seguire una dieta bilancia, fare attività fisica.

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