Gelosia tra fratelli, quando è normale e quando diventa patologica

Tutti i primogeniti si trovano ad affrontare questo sentimento, è possibile organizzare il cambiamento di vita per tempo con dovuti accorgimenti

Quando nasce un fratellino o una sorellina, il figlio che pensava di avere l'amore esclusivo dei genitori sperimenta, probabilmente per la prima volta, la gelosia.

La gelosia è un sentimento di frustrazione dovuto alla paura di non essere amati dalle persone a cui si tiene.

“La gelosia è normale e salutare. La gelosia nasce dal fatto che i bambini amano. Se non sono capaci di amore, non dimostrano nemmeno gelosia”, è ciò che affermava Winnicott, psicologo e psicoanalista inglese.

La gelosia, come l'amore, non è un tratto costitutivo della personalità, ma un sentimento: non si nasce gelosi, lo si diventa. Come l'amore, la gelosia cresce, si rafforza, soffoca altri sentimenti. Nonostante ciò non va repressa, in quanto provare gelosia per il fratello o la sorella, avere la possibilità di esprimerla e poi superarla è una tappa della crescita. Prima del nuovo arrivo, la relazione familiare è di tipo triangolare: madre, padre e figlio. Con la comparsa del nuovo bambino le dinamiche familiari si arricchiscono e si complicano allo stesso tempo. Il primogenito è costretto a confrontarsi, negoziare, lottare e perdere con un nuovo concorrente (Laniado, 2014).

La nascita di un fratellino

L'impatto che può avere la nascita di un fratellino dipende anche dalla fase evolutiva del primogenito. I bambini tra i 2 e i 5 anni che si trovano ad accogliere un nuovo arrivato possono trovarsi più in difficoltà in quanto ancora nella fase di attaccamento. I sintomi che un bambino geloso del fratello può manifestare sono: pianto immotivato, pipì a letto, sbalzi di umore, negazione dei propri errori, ecc.

Tutti i primogeniti si trovano a dover affrontare questo sentimento. Esemplificative e molto tenere sono le espressioni di Leone Ferragni pubblicate sui social dai genitori quando si trova a dover accogliere la sorellina ed inizia a capire di non essere più figlio unico.

Come affrontare il cambiamento

In realtà è possibile organizzare il cambiamento di vita per tempo con dovuti accorgimenti. Ad esempio, se i bambini sono vicini di età, anche se si dispone di due stanze la soluzione che propongono molti esperti è di farli dormire insieme in una camera, usando l'altra come sala giochi. In questo modo impareranno molto presto a farsi compagnia, soprattutto durante il momento critico del prendere sonno. Condividendo lo spazio, è più facile che si crei tra loro un profondo senso di complicità e di intimità. Ciò che caratterizza il legame fraterno infatti è la possibilità di provare complicità e rivalità, litigando ma addormentandosi abbracciati la sera, senza mettere in pericolo il loro legame profondo. Se invece il piccolo dorme nella camera dei genitori o nel lettone, è più facile che si scateni la gelosia e che il primo rivendichi per sé un uguale diritto (Laniado, 2014).

Le raccomandazioni per i genitori

La prima raccomandazione è che i genitori dovranno evitare il più possibile di modificare le precedenti abitudini e rituali messi in atto con il primogenito in funzione dell'arrivo del secondo figlio. In caso di cambiamenti necessari, ogni spostamento o modifica vanno comunicati evidenziando una valenza positiva per il figlio e non come rinuncia a cui il bambino si deve rassegnare per fare posto all'altro.

Peraltro, diversi studiosi hanno evidenziato che se la gelosia nata durante l'infanzia non viene espressa liberamente, ma bloccata, quasi sicuramente emergerà in età adulta, in maniera ossessiva e patologica. Infatti, la gelosia può anche trasformarsi in invidia e risentimento, sentimenti che se protratti nel tempo e irrisolti rischiano di inficiare lo sviluppo di sane e corrette relazioni interpersonali future.

Proprio per questo motivo, la cosa più importante è non sottovalutare mai questo sentimento. Non passa semplicemente con il tempo, ma è necessario gestirlo nel modo corretto per evitare di lasciare una ferita aperta a livello affettivo nei figli e per permettere loro di costruire un rapporto fraterno sereno in età adulta.

Le strategie

I genitori hanno il difficile compito di adottare delle strategie per fare in modo che la gelosia possa essere incanalata nella giusta direzione e correttamente elaborata, affinché questo sentimento diventi più gestibile e comprensibile per il bambino.

Ecco alcune indicazioni:

- rassicurare il proprio figlio del fatto che l'amore per lui non è diminuito dalla presenza di un altro figlio;

- comprendere le difficoltà e la sofferenza del figlio affrontando il problema;

- rinforzare positivamente tutti i comportamenti di confronto sereno che il figlio mette in atto verso il fratello o la sorella;

- evitare di punire eventuali regressioni nel comportamento del figlio;

- in caso di comportamenti aggressivi del figlio, incanalare tale energia in attività fisiche e creative come il disegno, attività fisica, ecc.

- mettere in evidenza gli aspetti positivi dell'avere un fratello o una sorella così da imparare ad apprezzare questo rapporto.

Un altro elemento molto importante da ricordare è che non sempre i figli vanno trattati necessariamente allo stesso modo. Il genitore può percepire di cosa ha bisogno ciascun figlio in un determinato periodo, differenziando quindi le sue azioni e le sue risposte in base alle necessità e alle risorse di ciascun bambino in quella particolare fase della sua vita. D'altra parte non solo i genitori influiscono sulla crescita e sull'educazione dei figli, ma i fratelli stessi incidono sul loro sviluppo vicendevolmente.

Pertanto, se gestita correttamente, la gelosia lascerà lentamente spazio ad un rapporto importante e solido tra fratelli e sorelle per tutta la vita.