Se i genitori sono vegani anche i figli devono esserlo?

Se i genitori sono vegani anche i figli devono esserlo?

Giorni fa è scoppiato il caso del bambino di circa un anno finito in ospedale a Firenze per denutrizione. Il medico intervistato, Giovanni Federico, Docente di pediatria all’Università di Pisa e responsabile di Diabetologia pediatrica all’Ospedale di Cisanello, ha affermato che: “Non riusciva ne a gattonare, ne a stare seduto. Il motivo? Una dieta inappropriata che avevano deciso per lui i genitori, una coppia di vegani “integralisti”, convinti che il piccolo potesse fare a meno di molti alimenti. (Corriere della sera – corriere.it) -

Lungi da me fare il processo e giudicare ciò che è successo al bimbo, soprattutto vista la mia NON conoscenza dei fatti. La situazione però mi fa riflettere su un argomento trattato parecchie volte anche con amici vegetariani e vegani a cui ho posto le mie domande: “Se dovessi avere figli li cresceresti con una dieta come la tua?”

Con queste richieste ho dato inizio a discussioni molto interessanti in cui si sono inevitabilmente mostrate due linee di pensiero principali:

·         la prima dice che se i genitori sono vegani o vegetariani, i figli dovranno essere cresciuti come tali.

·         La seconda vuole dare ai figli la decisione di poter sperimentare tutto e decidere in totale autonomia quali posizioni prendere.

Entrambi i fronti portano molte e valide motivazioni al loro riguardo.

Nel caso del vegetarianesimo (tanto più del veganesimo), l’argomento potrebbe essere spinoso, in quanto le conseguenze di certe scelte, soprattutto quando non controllate, potrebbero indurre stati di malessere e conseguenze molto forti.

I figli di coppie vegetariane/vegane hanno sicuramente bisogno di più attenzioni nella loro dieta. Il problema a volte può essere la rigidità e le motivazioni “ortodosse” dei genitori che spesso sono cause di complicanze serie per i figli.

Oltre che alle conseguenze strettamente organiche, occorre dare uno sguardo anche a quelle socio-culturali. Facciamo parte di una società in cui qualsiasi tipo di cibo ci viene offerto in modo appetitoso e a molti bambini potrebbe venire la voglia di provarlo, anche se è vero che non possiamo dire si a tutto ciò che ci chiedono e che viene loro offerto in ogni momento della giornata. D’altra parte mi viene da pensare che con il cibo l’argomento sia sempre più delicato, rispetto al giocattolo di una determinata marca, piuttosto che un’altra.

Quanto sia giusto quindi decidere in modo “integralista per chi non ha la possibilità di farlo? E soprattutto, quanto sono dannose le diete “fai da te”, soprattutto nell’età dello sviluppo?

Sarebbe meglio condividere con il bambino, appena si può, la propria scelta ma accontentarlo nel momento stesso in cui dovesse chiedere altro. Se ci pensate, l’uomo è un onnivoro e come tale la natura lo spinge a mangiare di tutto e a decidere poi cosa preferisce o meno.

Purtroppo molti genitori sono convinti che i figli debbano crescere a loro immagine e somiglianza e non accettano di buon grado un’alternativa al loro modo di essere. I figli non sono un'appendìce dei genitori, sono individui con una personalità e modi di essere unici.

Mi vien da pensare che la scelta giusta sarebbe dare ai bimbi la possibilità di capire e scegliere in autonomia, quando avranno l’età idonea per fare le loro personali valutazioni, in base alla maturità personale, che varia da bambino a bambino. Intanto sarebbe il caso di affidarsi a medici competenti che possano aiutare a prendere le decisioni giuste senza pericolose improvvisazioni o convinzioni.