Igiene in casa: cosa fare se ci sono persone malate?

Dal bucato alla pulizia delle superfici con un’accortezza in più se si condividono gli spazi con chi è affetto da Covid-19 o è sospettato di soffrirne

L’igiene degli ambienti domestici è fondamentale per il benessere ma cosa fare se in casa ci sono persone malate? Dal bucato alla pulizia delle superfici è importante seguire alcune raccomandazioni. Indumenti, asciugamani, biancheria della persona malata, spiega, ad esempio, AISE, l’associazione internazionale di saponi, detergenti e prodotti di manutenzione, vanno lavati separatamente dal resto del bucato, preferibilmente a 60° C o a temperature superiori, scegliendo detergenti con ossigeno attivo. Dopo aver caricato i panni sporchi in lavatrice è importante lavare le mani.

Ambiente domestico e salute © Pixabay

Chi vive in casa con persone malate non deve dimenticare di lavare frequentamente le mani con acqua e sapone o disinfettarle con prodotti a base di alcool 70%, in alternativa perossido, ipoclorito e altri principi attivi. Importante anche la salubrità delle superfici da quelle più piccole a quelle più grandi come la tastiera di un computer, il telecomando della TV, telefono, cellulari, maniglie di porte e finestre, rubinetti, sedili del WC, maniglia dello sciacquone. Per le grandi superfici vanno scelti prodotti adatti, mentre per quelle più piccole andranno bene le salviette con alcool al 70%.

Il bagno è in comune? Allora la toilette va pulita e disinfettata quotidianamente, disinfettando sempre dopo l’uso panni e spugne o utilizzando in alternativa panni e salviette monouso. Se si usa, invece, un panno classico, va fatto asciugare prima di ogni nuovo impiego. Le persone malate non devono, inoltre, mai condividere con gli altri asciugamani, salviette, spazzolini da denti. Ognuno per sé anche in cucina: piatti, utensili, posate, tazze, bicchieri. La persona malata, inoltre, non dovrà mai cucinare per gli altri mentre le stoviglia andranno sempre lavate con acqua calda e insaponata.

IN CASA AI TEMPI DELLA PANDEMIA 

Come comportarsi, invece, se in casa c’è una persona con Covid-19 o sospettata d’aver contratto il nuovo coronavirus? Molto spesso familiari o conviventi non hanno una bussola da seguire, commettendo alcuni errori nella gestione della situazione. Una bussola è, ad esempio, quella dello Istituto Superiore di Sanità che spiega passo passo cosa fare.

La persona infetta o sospettata d’essere stata infettata dal virus non deve stare a contatto con gli altri, né ricevere visite, soggiornando possibilmente in una stanza singola e ben ventilata. In caso non sia possibile per le persone sane soggiornare in altre stanze, è importante mantenere la distanza di almeno un metro dalla persona malata e dormire in un letto diverso. Chi assiste la persona malata dev’essere in buona salute per evitare complicazioni. La prima dovrà sempre indossare una mascherina chirurgica – non altre mascherine – se si trova nella stessa stanza, sostituendola qualora sia “bagnata o sporca per secrezioni” e lavando le mani subito dopo averla rimossa dal volto.

Disinfettare © Pixabay

Fondamentale è l’igiene delle mani: “Le mani” spiega l’Istituto Superiore di Sanità “vanno accuratamente lavate con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo ambiente circostante, prima e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani appaiono sporche. Le mani vanno asciugate utilizzando asciugamani di carta usa e getta. Se ciò non è possibile, utilizzare asciugamani riservati e sostituirli quando sono bagnati”.

Tossire e starnutire senza prendere alcuna precauzione quando s’assiste una persona una persona malata, può essere dannoso. Quando si tossisce o si starnutisce, ricorda, infatti, l’Istiuto Superiore di Sanità bisogna sempre coprire la bocca e il naso “utilizzando fazzoletti possibilmente monouso o il gomito piegato” per poi lavarsi le mani. Un’alternativa ai fazzoletti monouso sono quelli di tessuto da lavare con sapone o il classico detergente per bucato.

Chi assiste una persona malata deve, inoltre, evitare il “contatto diretto” con i fludi corporei come secrezioni orali o respiratorie, feci e urine, da qui l’importanza dei guanti monouso, che andranno gettati insieme a fazzoletti, maschere e altri rifiuti in contenitori a pedale, con doppio sacchetto, da posizionare nella stanza della persona malata. Un’accortezza, in caso di isolamento domiciliare, riguarda la raccolta differenziata che, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, va sospesa per “evitare l’accumulo di materiali potenzialmente pericolosi”, che andranno, invece, conferiti nel bidone dell’indifferenziata. Un sacchetto aiuterà, invece, a raccogliere, indossando i guanti, la biancheria della persona malata. La banchiera sporca non va mai agitata, evitandone anche il contatto con pelle e indumenti.

Con la persona malata, ricorda l’Istituto Superiore di Sanità, non vanno condivisi spazzolini da denti, sigarette, utensili da cucina, asciugamani, biancheria da letto e così via. Attenzione dovrà essere prestata anche quando si rassetta la stanza e si cambia la biancheria: “Pulire e disinfettare quotidianamente le superfici come comodini, reti e altri mobili della camera da letto del malato, servizi igienici e superfici dei bagni con un normale disinfettante domestico, o con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5% di cloro attivo oppure con alcol 70%, indossando i guanti e indumenti protettivi (es. un grembiule di plastica). Utilizzare la mascherina quando si cambiano le lenzuola del letto del malato. Lavare vestiti, lenzuola, asciugamani, ecc. del malato in lavatrice a 60-90°C usando un normale detersivo oppure a mano con un normale detersivo e acqua, e asciugarli accuratamente”.

SINTOMI SOSPETTI

La guida dell’Istituto Superiore di Sanità spiega anche come comportarsi qualora qualcuno in famiglia manifesti i primi sintomi di un’infezione respiratoria acuta come febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie. In tal caso bisognerà contattare il medico curante, la guardia medica o i numeri regionali. Per raggiungere la struttura sanitaria designata bisogna evitare il trasporto pubblico. Due le alternative: chiamare un’ambulanza o trasportare la persona malata, facendole indossare una mascherina chirurgica, con un mezzo privato, aprendo possibilmente i finestrini. Il mezzo andrà, quindi, disinfettato seguendo queste istruzioni: “Qualsiasi superficie contaminata da secrezioni respiratorie o fluidi corporei durante il trasporto deve essere pulita e disinfettata usando un normale disinfettante domestico con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5% di cloro attivo oppure con alcol 70%”.

A sua volta il Ministero della Salute ha riunito in un'infografica le raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e i familiari che le assistono. 

Isolamento domiciliare norme di comportamento © Ministero della Salute

ISOLAMENTO E QUARANTENA

Quanto dura la quarantena? Quanto l’isolamento? Come devono regolarsi i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi a lungo termine, i contatti stretti asintomatici? La risposta è ad oggi, nel senso che potrebbero intervenire modifiche, nella circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre – consultabile qui – che ha aggiornato, di pari passo con l’evoluzione della situazione epidemiologica, le indicazioni sulla durata e sulla fine dell’isolamento e della quarantena. La circolare, parole del Ministero della Salute, oltre che l’evoluzione della situazione epidemiologica,  si è basata sulle nuove evidenze scientifiche, sulle indicazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità, e dello ECDC, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nonchè sul parere formulato l’11 ottobre dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito il 5 febbraio 2020 con decreto del capo dipartimento della Protezione Civile.  

ABBIAMO PARLATO DI

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ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control Website | Twitter | Facebook | YouTube | Vimeo | LinkedIn

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