L’impennata del gossip estivo tra significati positivi e negativi

Come tutti gli anni con l’arrivo dell’estate arriva anche il boom del gossip. In realtà ciò che aumenta durante la bella stagione è l’interesse dei lettori per le notizie sui vip.

Complici sono il tempo libero e il caldo, la voglia di riposo fisico e mentale e spesso anche il bisogno di emulare i personaggi famosi.

La parola gossip deriva dall’espressione anglossassone to go sip usata inizialmente dai politici che mandavano i loro fidati a bere qualcosa nei bar e a tendere l’orecchio verso i discorsi che ruotavano attorno agli affari pubblici e sociali. Da lì è nata la parola gossip riguardante l’attività di ricerca di notizie soprattutto inerente i personaggi noti.

In realtà il meccanismo gossiparo riguarda anche i non vip, dal vicino di casa a quello di ombrellone, dal collega al parente.

Gli argomenti più trattati sono soprattutto quelli di carattere sessuale o inerenti l’aspetto estetico. L’attività del gossip non interessa solo il genere femminile, ma anche quello maschile, nonostante gli uomini siano più restii ad ammettere di interessarsi a certi argomenti.

Il pettegolezzo è molto diffuso anche negli ambienti lavorativi. Spesso è la scusa per cercare una pausa. Secondo una ricerca del Georgia Institute of Technology il 15% delle e-mail professionali riguarda pettegolezzi sui colleghi.

La psicologia della comunicazione e vari studiosi del campo definiscono il pettegolezzo una forma di coesione sociale. A quanto pare pure gli uomini primitivi, per proteggere la propria vita e quella dei loro cari dovevano “informarsi” sugli appartenenti al loro gruppo. Un vero e proprio meccanismo di controllo e conoscenza della comunità alimentato dal passaparola che permetteva di identificare gli altri con le loro risorse, i limiti e gli eventuali pericoli.

Anche lo spettegolare sotto l’ombrellone può essere causa di coesione sociale. Parlare di terze persone rende più complici gli interlocutori che sono esterni all’argomento.

Altra connotazione positiva del pettegolezzo è che, se usato a dosi moderate, costituisce un vero e proprio antistress. Forse è per questo che in estate vi è più interesse verso gli argomenti “leggeri”. Con il caldo e il bisogno di vacanze si accentua anche il bisogno di tagliare con lo stress.

A proposito del potere antistress del pettegolezzo, una ricerca della University of California (2012, January 17), ha messo in evidenza come diffondere le informazioni su persone che hanno mal agito e della cui azione si è stati testimoni tende a far stare meglio, a diminuire la frustrazione e il senso di impotenza perchè è molto forte il bisogno di mettere in guardia gli altri da individui di cui non ci si fida. Questo studio si è incentrato sul pettegolezzo “sociale” quello che interessa le persone comuni.

Un’altra caratteristica del gossip è il suo lato divertente. Soprattutto quando si parla di personaggi famosi si cerca spesso di metterne in evidenza i lati più deboli, più umani, quelli che li rendono più simili ai “comuni mortali” che spesso li ridicolizzano e danno loro una connotazione spassosa.

Come tutte le cose, che se vissute in modo esagerato rischiano di non avere più una connotazione positiva, anche la ricerca di notizie sugli altri deve avere un limite. Se così non fosse rischierebbe di diventare una fissazione, quasi una ragione di vita. Un tale comportamento costituirebbe un campanello di allarme di un vuoto personale che deve per forza essere colmato sparlando degli altri o cercando di sapere il più possibile sulla loro esistenza.

Bisogna poi saper distinguere tra il pettegolezzo che è fine a se stesso e quello che nasce da invidia o cattiveria che potrebbe portare a diffamazione e maldicenza.

Soprattutto per i più giovani il gossip è una fucina di modelli di apprendimento che riguardano il linguaggio, il modo di vestirsi, la scelta della musica e altre aree di vita e che purtroppo possono avere più influenza della realtà dei fatti. Per questo occorre rendere i ragazzi più sensibili alla distinzione tra gossip, maldicenza e calunnia perché un uso sbagliato e spinto può causare gravi conseguenze.

Al giorno d’oggi è d’obbligo aggiungere che un uso improprio del gossip può essere causato da un altrettanto uso inadeguato dei social network che spesso spinge ad esporsi con troppa leggerezza tramite aggiornamenti di stato, commenti e foto e ad essere oggetto di facili interpretazioni comportamentali e morali altrui.