Le chiavi motivazionali per smettere e per non cominciare a fumare

di Elisabetta Rotriquenz

In occasione della giornata mondiale senza tabacco tenutasi il 31 maggio, si è fatto il punto sul consumo del fumo nel mondo. In Italia quasi una persona su quattro fuma. Un minore su dieci è consumatore abituale di sigarette e fra loro più della metà fuma anche cannabis. Non accenna a diminuire invece il numero totale dei tabagisti nel nostro paese che appare in leggero aumento. I ragazzi tra i 14 e i 17 anni, infatti, accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale inizia addirittura alle elementari. L'identikit del ragazzo con la sigaretta riguarda soprattutto i maschi. In genere frequentano istituti professionali e licei artistici, i genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e non controllano le spese dei figli, risultano propensi al rischio e hanno una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente. I giovani tabagisti abituali, inoltre, sono quelli che fanno meno sport e che bevono più energy drink. Il dato preoccupante, inoltre, fotografa un maggiore consumo di alcolici tra loro, fino a quattro consumazioni di birra e super alcolici a settimana (La Repubblica, 30 maggio 2018).

Le modalità per smettere di fumare sono molteplici e possono essere usate singolarmente o in combinazione tra loro.

Il percorso indubbiamente non è facile. Bisogna considerare che le ricadute capitano frequentemente ma per questo non bisogna mai mollare e che l'abitudine al fumo ha sia caratteristiche psicologiche che fisiologiche da abbattere.

Una prima motivazione, che può apparire secondaria, è l'aspetto economico. Chi fuma ha mai provato a calcolare con meticolosità che impatto ha sul suo portafoglio l'acquisto di sigarette? Qual è la spesa annua? Calcolando da quanti anni si fuma, qual è il costo totale che si è affrontato per acquistare sigarette? La risposta potrebbe lasciare davvero sbalorditi.

Per smettere di fumare bisogna essere determinati, convinti ed avere un piano d'attacco. È bene avere chiaro l'obiettivo, decidere una data d'inizio, buttare tutte le sigarette che si hanno in casa, avvisare amici e parenti così da poter contare sulla loro collaborazione.

La parte più difficile è imparare a gestire gli aspetti psicologici, comportamentali e fisiologici legati alla mancanza del fumo. Per far fronte a queste sfaccettature è fondamentale ripercorrere le proprie abitudini legate all'uso del tabacco. Quando si era abituati a fumare? Dopo colazione, dopo pranzo, al computer, ecc.? È necessario sostituire quel momento in cui si era avvezzi a fumare con un'altra attività ugualmente o più attraente. Lo scopo è inserire nuove attività più sane che distraggano dalla voglia di fumare. A volte la resistenza alla voglia impellente di fumare è questione di pochi minuti che se si superano danno un input positivo alla propria autostima e alla voglia di riuscita. La determinazione e la forza di volontà, soprattutto nei primi giorni, sono fondamentali. E anche se capitano le ricadute, che peraltro vanno sempre messe in conto, non vanno prese come dei fallimenti, ma come parti necessarie di un percorso per un grande, duraturo e definitivo cambiamento.

In abbinamento ad un percorso psicologico e comportamentale per smettere di fumare, ci può essere un trattamento farmacologico attraverso l'uso dei sostitutivi della nicotina (cerotti, gomme da masticare e compresse) che servono a mitigare la sensazione di assenza di nicotina nel corpo.

Recenti ricerche che riguardano l'uso delle sigarette elettroniche confermano le loro potenzialità in quanto possono essere utili per controllare la dipendenza da nicotina nei fumatori, ma non è chiaro se siano efficace per smettere di fumare. Tuttavia, rispetto alle rassicurazioni iniziali dei produttori sulla totale innocuità delle sigarette elettroniche e sulla loro efficacia come strumento per sconfiggere la dipendenza dalla nicotina, rimangono aperti alcuni punti interrogativi che richiedono ulteriori ricerche (AIRC, 8 giugno 2017).

Evidentemente il percorso per smettere di fumare non è semplice.

Quindi, un consiglio per chi ancora non ha mai fumato: non cominciate e soprattutto non fatevi tentare dal provare anche solo a fare qualche tiro!

Infatti alcune ricerche hanno dimostrato che il 68% di chi ha provato almeno una volta ha poi sviluppato dipendenza. In sostanza è la prima sigaretta che ti “aggancia”(La Repubblica, 11 gennaio 2018).

Vorrei concludere con una frase di Luciana Littizzetto:“Una volta ho beccato mio figlio quindicenne a fumare. «Fumano tutti, mi ha detto, se dico di no faccio la figura del pirla». Guarda che uno è pirla a prescindere, non è certo una sigaretta che fa la differenza”.