Le meduse nel Mediterraneo, bellissime e pericolose creature

Quest’anno l’estate è molto calda e l’acqua marina sta risentendo del termometro che sale. Gli esperti del settore parlano di tropicalizzazione del mar Mediterraneo tanto che quest’ultimo sta diventando un habitat ideale anche per nuove specie di meduse.

Il maggior afflusso di acqua dal mar Rosso, ad esempio, ha portato l'ingresso della Cephea blue red sea, una medusa di origine tropicale che nel Mediterraneo si trova a proprio agio. Nell'Adriatico è abbondante l’Aurelia aurita, dal veleno innocuo per l’uomo, che fino a qualche anno fa viveva principalmente negli oceani dell’emisfero settentrionale.  Più pericolosa, invece, è la Rophilema, segnalata a Malta e a Tunisi, specie molto urticante che tende a diffondersi soprattutto lungo le coste e potrebbe arrivare anche vicino al Belpaese. Nel mar Ligure e Tirreno è bene non fare il bagno con la presenza della Pelagia, medusa che nel pieno della bella stagione può formare dei banchi estesi, dall’ombrello di circa 10 centimetri e lunghi tentacoli.

Le meduse diffuse nei nostri mari sono decine, un’utile mappatura per i cittadini è quella data da Meteo Meduse (disponibile anche in versione app) che permette di visualizzare la presenza delle varie specie lungo le coste italiane, approfondirne la pericolosità, inviare segnalazioni. Non manca poi la sezione del cosa se si viene punti, ovvero stare calmi, respirare normalmente, uscire subito dall’acqua e lavare la parte colpita con l'acqua di mare, fondamentale per pulire la pelle da parti di medusa rimaste attaccate e per diluire la tossina non ancora penetrata. Il consiglio per eccelenza, invece, è quello di non entrare in mare se si avvistano meduse.

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