Ludopatia e crisi economica

Domenica 28 aprile scorso al programma “Le Iene” ho visto un servizio riguardante la ludopatia e la crisi economica. La conduttrice ha detto che nonostante la crisi economica la dipendenza da gioco è un fenomeno in forte espansione.

La ludopatia o gioco d’azzardo patologico ha delle caratteristiche tali da rientrare fra le dipendenze senza droghe.

Vedendo il servizio e sapendo quanto il fenomeno sia in continua espansione, mi viene da pensare che questa sia dovuta soprattutto alla crisi economica.

Riflettendoci, le persone prive di lavoro hanno molto tempo a disposizione da dedicare al gioco, hanno più bisogno di soldi e tendono ad affidarsi maggiormente alla “fortuna” per cercare di risanare la propria situazione. La crisi economica mi pare un ulteriore imput alla diffusione della ludopatia. Senza contare che (al di là di tutte le varie ragioni di cui parla il servizio), in ogni angolo è possibile poter giocare e i messaggi discutibilmente subliminari che vengono lanciati non fanno altro che attirare nella rete chi sente il bisogno di tentare la fortuna e di colmare il vuoto delle proprie giornate.

I centri adibiti a sale da gioco si prestano benissimo a far perdere la concezione del tempo: all’interno sembra sempre la stessa ora perché la luce solare non viene fatta filtrare. Musica, luci e rumori vari in sottofondo catapultano il giocatore quasi in una situazione di trance ipnotico da cui sicuramente è difficile riprendersi. E’ molto più facile poter rifugiarsi in un ambiente in cui ci si può allontanare o almeno illudersi di farlo, dai soliti problemi quotidiani.

Il guaio è che la probabilità di sviluppare una dipendenza da gioco è veramente alta e nonostante ci si renda conto di non vincere pressoché nulla e di far andare in rosso i risparmi personali, si perde il controllo e non si riesce più a smettere aumentando la frequenza e il tempo delle giocate (trascurando i normali impegni personali e professionali), la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite (spesso cifre che vanno al di là delle proprie possibilità economiche).

Oltre al servizio de Le Iene, un fenomeno che mi colpisce ancora è vedere i pensionati in fila di fronte ai banchi da gioco a grattare i famigerati Gratta e vinci. Ognuno sta là tutto preso dal desiderio di vincere mentre rischia di perdere tutto il resto.

Purtroppo le dipendenze senza droghe sono in continua espansione. Non c’è da stupirsi che lo sia soprattutto tra le classi più svantaggiate. La precarietà economica e culturale porta spesso a cercare di risolvere i problemi cercando aiuti esterni (fortuna, fato, destino) e non tra le proprie risorse personali.