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Mastoplastica additiva: istruzioni per l'uso (anche per lui)

Tutti i segreti dell’aumento del seno, un intervento che può unire, ma anche dividere

Mastoplastica additiva: istruzioni per l'uso (anche per lui)

Oggi vi parliamo dell’intervento di Chirurgia Estetica che in assoluto a livello planetario è più richiesto ed eseguito: la mastoplastica additiva. Lo raccontiamo, però, da un punto di vista psicologico e relazionale, considerando in particolar modo quelle donne che stanno vivendo una relazione. Cerchiamo, pertanto, di sviscerare i motivi per cui sempre di più ci si rivolge a noi per questo tipo di intervento e che impatto esso può avere sulla sfera personale e di coppia.

Il disagio che spinge le donne ad aumentare le dimensioni del seno

In questi ultimi anni, abbiamo operato centinaia di donne che hanno espresso il desiderio di aumentare il volume del proprio seno e tutte sono state da noi aiutate nel prendere contatto con il disagio più profondo che le portava a farne richiesta. La paura di denudarsi, la sensazione di essere prive di un elemento visto come “troppo importante” per la loro femminilità, la difficoltà nel trovare indumenti che valorizzassero le forme, la vergogna provata sia nella sfera sociale, per esempio al mare, che in quella intima, col proprio partner. Non sono rare le donne che ci raccontano mestamente di non riuscire a mostrarsi nude, di non riuscire a farsi toccare, di essere evitanti nei confronti dell’atto sessuale.

Tutto ciò è estremamente svilito dall’immagine mediatica che troppo spesso viene proposta di questo intervento (come forse della chirurgia estetica in generale) e che lo rappresenta come futile e innecessario, come un esempio di ricerca dell’effimero. Di questa idea distorta sono complici varie soubrette e, ahinoi, medici che ne contribuiscono alla diffusione.

La realtà è ben altra e ci rende ogni giorno testimoni del disagio, nonché depositari dei segreti, anche più intimi, di donne che a noi si rivolgono col cuore in mano.

Il ruolo dell'uomo

La prima cosa che è bene chiarire (ed è bene che l’uomo stia ad ascoltare!) è che la donna lo fa sempre per sé. D’altronde, tutte le donne che volessero farlo per accontentare il partner o che lo facessero col pensiero magico di riottenere l’amore di qualcuno, sono da noi studiate con attenzione, perché questa condizione di partenza rappresenta una controindicazione all’intervento.

Chiarito ciò, se la donna lo fa per sé, qual è o deve essere il ruolo dell’uomo?

Qui possiamo distinguere diversi tipi di coppia. C’è la coppia ideale, in cui l’intervento è vissuto davvero con complicità ed in cui l’uomo diventa elemento di sostegno di una donna che desidera portare un valore da condividere. In questo caso l’uomo accetta la decisione della partner, la condivide, gioisce per il prospetto di un aumento dell’autostima femminile, che non potrà che portare nutrimento all’amore coniugale.

Rarissimamente abbiamo assistito alla separazione di una coppia di questo tipo. L’intervento diventa un elemento che cementa, fortifica, aumenta la complicità e l’intesa sessuale.

C’è poi l’uomo timoroso, quello che “a me vai bene così”, il quale, per carità, ha un atteggiamento tutto sommato carino nei confronti di lei, ma non arriva ad empatizzare, a comprendere il disagio, ad accettare a pieno la decisione. Un uomo che non si propone come sostegno in fase di decisione, che “te lo lascio fare, ma non sono troppo d’accordo”, pronto a dire “te l’avevo detto, lo sapevo” al primo problema postoperatorio. Questo è un uomo a rischio, nella nostra esperienza. Non è infrequente che coppie di questo tipo dopo l’intervento perdano la complicità e l’intesa intima.

Abbiamo poi l’uomo che fa harakiri, ovvero colui che palesemente si mette di traverso, che ostacola la decisione della donna, che teme questo suo desiderio valutandolo negativamente, come un volersi rimettere in gioco, e che mal cela il suo fastidio nei confronti di colei che cerca la sua nuova femminilità ed indipendenza emotiva.

Qui, purtroppo, nella nostra esperienza la coppia non ha scampo.

Mastoplastica additiva come espressione di un gesto catartico

Dovete sapere che l’intervento di mastoplastica additiva è sempre espressione di un gesto catartico della donna, che trova questa maniera per dare una sterzata alla propria vita, per autodeterminarsi, per riprendersi un ruolo decisionale per se stessa, per amarsi di più, per poter amare di più.

L’uomo che abbraccia senza paura questo desiderio della donna può star certo che sta regalando qualcosa alla sua partner, ma anche a se stesso ed alla coppia. Colui che invece non accoglie questa decisione femminile, che non fornisce adeguato sostegno, che si mette palesemente di traverso, oltre a perdere una grossa chance, rischia anche di perdere l’amore.

Davvero, vi confidiamo che dopo anni di esperienza e tantissime donne operate abbiamo sviluppato la capacità di prevedere con precisione quali sono le coppie che andranno avanti e quelle che sono arrivate al capolinea.

Davvero, se la scelta catartica della donna di sottoporsi ad intervento “per se stessa” aiuta ad uscire da una situazione incancrenita, beh, ben venga la chirurgia estetica ed il suo effetto catalizzatore! Ben venga che la Chirurgia Estetica si faccia Psicochirurgia!

L'importanza dell'empatia

Fuori da ogni giudizio morale, che sicuramente questa nostra narrazione può suscitare, vorremmo, come spesso facciamo, invitare tutti ad esercitare sempre quella potentissima arma d’unione che si chiama empatia, ad ascoltare ed accogliere prima di trinciare giudizi affrettati e spesso anche un po’ banali.

Un uomo che vede la propria donna patire la mancanza di una parte vissuta come importantissima per l’espressione della femminilità, non può e non deve girarsi dall’altra parte, ignorarla, sminuirla, biasimarla, ostacolarla.

Il comportamento dell’uomo nella coppia può essere discriminante di fronte a quel bivio psicochirurgico che determinerà se la mastoplastica additiva porterà unione o divisione.

Uomo, mangia la foglia!