Miopia nei bambini, attenzione perché è sempre più diffusa

Questo difetto visivo va diagnosticato quanto prima per compensarlo con delle lenti adatte. Corrono un maggiore rischio di svilupparla i bambini che passano molto tempo davanti gli schermi dei dispositivi elettronici

di Anna Simone

Le ore passate davanti agli schermi della televisione, dei videogame e degli smartphone affaticano la vista di adulti e bambini. Nei più piccoli queste abitudini quotidiane stanno contribuendo alla diffusione esponenziale della miopia, un difetto della vista che fa vedere sfuocati gli oggetti lontani. La crescita non risolve da sola la problematica, che invece va curata con l'utilizzo di lenti negative.

Miopia

Questo disturbo della vista è causato dal fatto che i raggi luminosi provenienti dall'ambiente circostante non sono messi a fuoco sulla parte centrale della retina, come dovrebbe naturalmente accadere, ma nella parte anteriore a essa. Il risultato è che da lontano si vede sfocato, mentre la visione da vicino può essere buona. In genere la miopia insorge in età scolare, aumenta nel periodo dello sviluppo e tende a stabilizzarsi intorno ai 20-25 anni, aumentando solo lievemente dopo quell’età.
Il difetto si misura in diottrie e il potere di una diottria è quello necessario per riuscire a mettere a fuoco un oggetto posto alla distanza di un metro. Nella prescrizione degli occhiali, la miopia si indica con un numero preceduto da un segno negativo, ad esempio possiamo avere -1.75 sf, che sta a significare che il paziente ha una miopia di quasi 2 diottrie.

Cause

Perché si può diventare miopi? A pesare sono i fattori predispondenti, come la familiarità. I bambini con uno o entrambi i genitori miopi, hanno una maggiore probabilità di sviluppare il disturbo rispetto ai loro coetanei. Accanto alla predisposizione genetica, influiscono i fattori ambientali. I monitor dei dispositivi elettronici con cui si gioca possono favorire l'insorgenza della miopia, perché portano a “regolare” il sistema di focalizzazione dell'occhio su una distanza ravvicinata, come è caratteristico appunto della miopia. Da non sottovalutare, poi, il tempo trascorso all’aria aperta, perché c’è una correlazione con l’incidenza della miopia: più ore trascorse all’aria aperta portano a una maggiore produzione di un neurotrasmettitore chiamato dopamina, che sembra avere una funzione “protettiva” nei riguardi della miopia. I bambini che trascorrono molto tempo all’aria aperta e al sole tendono a sviluppare con meno frequenza questo disturbo. Di contro i bambini che passano più tempo libero al chiuso possono avere maggiori probabilità di sviluppare la miopia.

Come si manifesta

Per diagnosticare la miopia è sufficiente una visita oculistica, ma trattandosi di bambini non sempre avvertono i genitori del fastidio oculare che avvertono. Di solito i pazienti miopi tendono a 'strizzare gli occhi', perché la chiusura parziale delle palpebre instaura un meccanismo di compenso e migliora leggermente la percezione visiva. In contemporanea c’è anche la tendenza ad avvicinarsi agli oggetti, ad esempio al televisore, o a portare gli oggetti molto vicini a sé così da poterli vedere meglio, come l’avvicinarsi al foglio quando si disegna. In questi casi una visita specialistica è raccomandata.

Rimedi

Non è sempre necessario ricorrere agli occhiali per la miopia: quando il difetto visivo è al di sotto di una diottria, se il bambino non avverte disagi, si può anche evitare di correggerlo. Ma quando si va oltre è probabile che il rendimento scolastico del bambino possa risentirne e quindi gli occhiali sono la scelta giusta. In ogni caso, vanno seguiti dei controlli periodici per monitorare l’evolvere della problematica, ma senza inseguire ogni minimo aumento di gradazione: le lenti vanno cambiante quando se ne ha effettivamente bisogno, senza ritoccarle per una differenza di 0,25.
Non tutti i modelli degli occhiali sono adatti, bisogna optare per uno il cui margine superiore della montatura arrivi al sopracciglio per evitare che il bambino, quando alza lo sguardo verso l’alto, veda fuori dalle lenti, che devono essere infrangibili. Nei bambini e negli adolescenti fino a 14-16 anni non sono indicate le lenti a contatto sia perché la manutenzione e la pulizia sarebbero complicate, sia perché nell’età infantile si ha un maggiore rischio di sensibilizzazione al materiale delle lenti a contatto.