Pancetta addio: i trattamenti per un ventre armonioso a prova di jeans

Gli addominali, la chirurgia estetica, le nuove tecniche per sciogliere o frantumare il grasso, la tentazione delle coppette cinesi amate dai vip

Pancia piatta, chi non la desidera? E quella sensazione di non dover più lottare contro gonfiore, rotolini, ciambelle di grasso e tornare a indossare quel paio di jeans che piacevano tanto o quella bella gonna così alla moda. 

Fare gli addominali aiuta? Solo se associati a un corretto stile di vita, a cominciare dalla dieta: “La pancetta” spiega ISSalute “dipende da fattori genetici, ormonali, scorretta alimentazione e sedentarietà. È importante, quindi, adottare uno stile di vita attivo e seguire un’alimentazione di tipo mediterraneo, con elevato consumo di frutta, verdura, cereali, pesce, legumi, poca carne e pochi grassi. Questo non significa che eseguire regolarmente gli esercizi addominali non serva, ma per avere muscoli addominali ben definiti bisogna abbinare anche un’attività aerobica, come la marcia, il jogging, il nuoto, la bicicletta eccetera, che aiuti a bruciare il grasso in eccesso. Rinforzare e tonificare i muscoli addominali, inoltre, ha benefici sulla postura e aiuta ad evitare il mal di schiena. È importante, però, un allenamento regolare, iniziando lentamente e aumentando gradualmente il numero delle ripetizioni, tenendo conto sempre della propria corporatura e delle proprie esigenze”.

COPPETTE CINESI

Sconsigliata, invece, per i danni che può provocare alla pelle, è la coppettazione, una tecnica utilizzata sin dall’antichità nella medicina cinese e tornata di gran moda tra sportivi e star del cinema che la usano per rilassare e distendere i muscoli e, sulla scia della fama tra i vip, venduta in kit per uso casalingo. Funziona così: sul dorso, ventre, glutei si applicano dei bicchierini o coppette, a seconda, di vetro, plastica, porcellana, bambù. “All'interno di questi recipienti” spiega ISSalute “viene creata una depressione, succhiando via l’aria mediante pompette, oppure bruciandoci dentro un pezzetto di carta o un fiammifero: in questo modo l’aria si scalda e si espande temporaneamente, per poi creare una depressione nel recipiente quando si raffredda di nuovo e torna al suo volume normale. Nella pelle sottostante, a causa della depressione, si crea un accumulo di sangue e la rottura di capillari, così il trattamento lascia dei tipici lividi (ematomi) rotondi, rossi o violacei”. Questa pratica può causare bruciature, infezioni, cicatrici, pannicoliti, infiammazioni, cioè, del tessuto adiposo.

LIPOSUZIONE

Quando lo stile di vita non è sufficiente, un aiuto per tornare ad avere una pancia piatta e correggere la silhouette rovinata da accumuli di cute e grasso addominale è la chirurgia estetica. Gli interventi per correggere l’addome sono la liposuzione, la mini addominoplastica e l’addominoplastica completa. La liposuzione è indicata nei casi di aumento dell’adipe, ma con tessuto cutaneo ancora sufficientemente tonico ed elastico. Questo intervento, che non è pensato contro obesità o sovrappeso, agisce contro i depositi localizzati di tessuto adiposo che, oltre a fianchi, cosce, ginocchia, braccia, glutei, possono interessare l’addome e che non vanno via nonostante sport e una dieta sana.

MINI ADDOMINOPLASTICA

Con la mini addominoplastica s’interviene, invece, al di sopra del pube purché, spiegano i chirurghi estetici, l’eccesso cutaneo sia minimo, l’adiposità addominale modesta, buono il tono muscolare della parete addominale. Questo intervento è, ad esempio, indicato per i soggetti magri con eccesso di cute nella parte inferiore dell’addome, è il tipico effetto delle pelle a rotolini, a causa di notevoli perdite di peso o dopo una gravidanza. Questo trattamento, infine, può essere associato a uno di liposuzione. 

ADDOMINOPLASTICA

L’addominoplastica serve, invece, a correggere la pancia particolarmente rilassata, rinforzando e tonificando i muscoli addominali; a rimuovere la cute o il tessuto adiposo in eccesso, responsabili di pieghe e ondulazioni e, nei casi più gravi, del grembiule, eccesso di tessuti che può arrivare a coprire la regione del pube; a eliminare eventuali cicatrici o smagliature sotto l’ombelico; a ricostruire l’ombelico, restituendogli la sua forma originaria. L’addominoplastica serve, in buona sostanza, solo a migliorare l’aspetto estetico della regione addominale e non a perdere peso, tanto che viene negata a chi soffre di obesità o è in forte sovrappeso. L’addominoplastica, inoltre, ch’è indicata contro gli accumuli adiposi dell’addome visibili all’esterno, non è adatta contro il grasso viscerale, ch’è, invece, interno e la cui spia è un addome sodo, prominente, rotondeggiante. L’addominiplastica, infine, può essere associata a un trattamento di liposuzione anche in altre zone del corpo come cosce e fianchi. 

NUOVI TRATTAMENTI

Altre soluzioni contro i cuscinetti adiposi sono la criolipolisi, la carbossiterapia, l’emulsiolipolisi. La prima è un trattamento poco invasivo che utilizza la luce laser, agendo sul grasso localizzato dell’addome o del girovita.

La carbossiterapia, che utilizza anidride carbonica medicale, è, invece, indicata in caso di ventre rilassato: “Sfruttando le proprietà benefiche dell’anidride carbonica, un potente vasodilatatore capace di attivare il microcircolo in alcune particolari zone del corpo” spiega, ad esempio, la dottoressa Patrizia Gilardino, specialista di chirurgia plastica ricostruttiva “attraverso dei microaghi si va a stimolare la riossigenazione dei tessuti e, potendone variare dose, volume, velocità e profondità di iniezione, consente di intervenire anche in profondità nel rimodellamento della silhouette del corpo”.

Infine, l’emulsiolipolisi, trattamento per la frantumazione dei grassi indicato contro cellulite e adiposità localizzate e che prevede l’infiltrazione con piccoli aghi di un cocktail a base di fosfolipidi ipotalamici, carnitina, aminofillina, lidocaina al 2%, nonché di una soluzione fisiologica di sodio cloruro allo 0.9%. 

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