Pancia gonfia come un pallone: cause e rimedi contro gas e aria in eccesso

Poco estetica, ingombrante, dietro la pancia gonfia non c’è solo la dieta ma anche stress, farmaci, malattie, allergie alimentari e cattive abitudini

Il girovita diventa spesso un salvagente, gli abiti non si abbottonano più e anche le zip faticano, tutta colpa del meteorismo, un disturbo, spiega ISSalute, accompagnato da dolori, crampi o spasmi addominali, emissioni di gas dalla bocca (eruttazione) o dall’ano (flatulenza), nonché da un aumento della circonferenza dell’addome (distensione addominale). Le cause possono essere i processi di fermentazione di alcuni alimenti nel tratto digerente: “Alcuni zuccheri e proteine contenuti in alcuni cibi” spiega la casa farmaceutica Angelini “vengono fermentati esclusivamente dalla flora batterica presente nel colon e l’azione di questi batteri viene accompagnata dalla produzione di una grande quantità di gas, soprattutto anidride carbonica e idrogeno insieme ad una piccola quantità di altri gas”. Tre le cause del meteorismo Angelini ricorda anche l’abitudine di coricarsi dopo i pasti e la sedenterietà. L’accumulo di gas, spiega, invece, ISSalute, può essere causato anche dal consumo di birra, ricca di anidride carbonica, di integratori di fibre, ad esempio psillio e crusca integrale, contro la stipsi, di dolcificanti artificiali come sorbitolo, mannitolo e xilitolo contenuti in alcuni cibi e bevande dietetiche. Causa del gonfiore, ricorda ISSalute, è anche l’ingestione involontaria di aria, aerofagia, che può dipendere, dal mangiare in fretta e in preda all’ansia, dal bere con la cannuccia, dal fumo, dal succhiare caramelle e dal masticare gomme, con sigarette, caramelle e gomme che aumentano la produzione e l’ingestione di saliva, a sua volta contenente aria.

METEORISMO E CONDIZIONI MEDICHE

Meteorismo e gonfiore intestinale, spiega ISSalute, possono essere anche la spia di condizioni mediche come malattie croniche intestinali, ad esempio colite ulcerosa e malattia di Crohn; della sindrome dell’intestino irritabile; dell’eccessiva crescita dei batteri intestinali o alterazioni dell’equilibrio fra i diversi tipi o disbiosi intestinale; di intolleranze alimentari, ad esempio verso il lattosio, lo zucchero contenuto nel latte e nei latticini o verso proteine come il glutine, presente nel grano, nell’orzo e nella segale; di stitichezza, con difficoltà a evacuare l’intestino, ciò che può impedire l’espulsione del gas attraverso l’ano, gas che aumenta come risultato dell’aumento del tempo di ristagno delle feci nell’intestino; infine, di ostruzione intestinale e ileo, con arresto temporaneo della peristalsi intestinale che può essere causata da un’alterazione degli elettroliti nel sangue con riduzione della concentrazione di potassio e aumento di quella di calcio, nonché da diabete, interventi chirurgici all’addome, ipotiroidismo, uso di farmaci come gli oppiacei, da malattie già diagnosticate e per cui si è sotto controllo medico.

METEORISMO E DIETA

Nel caso in cui il meteorismo sia causato dalla dieta ISSalute consiglia di compilare un diario giornaliero dove segnare cibi e bevande con gli eventuali disturbi associati al loro consumo. In questo modo sarà facile capire cosa eliminare o consumare in quantità ridotte. Cosa eliminare o ridurre, ad esempio? I cibi ricchi di fibre insolubili come fagioli e legumi in genere, cipolle, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavolfiore, carciofi, asparagi, pere, mele, pesche, prugne, farina integrale, segale; cibi con lattosio, incluso il gelato, consumando, in alternativa, prodotti senza lattosio (delatossati) o addizionati con l’enzima lattasi per facilitarne la digestione; prodotti con dolcificanti artificiali come gomme da masticare, bevande o alimenti dietetici senza zucchero; alimenti e bevande che possono rallentare il processo digestivo come cibi fritti o ad alto contenuto di grassi; alimenti e bevande che incorporano aria come cibi molto lievitati, panna montata, frappè e frullati di frutta; infine, bevande gassate e integratori di fibre.  In caso di flatulenza dall’odore sgradevole ISSalute consiglia, invece, di limitare i cibi ad alto contenuto di zolfo come broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavolfiore, birra e cibi altamente proteici. 

Aumentare, invece, il consumo di acqua, dal momento che i liquidi, facilitando il transito intestinale, contrastano la stitichezza, e di tisane alle erbe carminative.

METEORISMO E LEGUMI: CONSIGLI IN CUCINA

Per chi, invece, ama i legumi e non vuole rinunciarvi, la Fondazione Campagna Amica di Coldiretti consiglia come accelerarne la cottura e renderli più digeribili, non prima di aver ricordato che il meteorismo dovuto al loro consumo è causato da alcuni zuccheri indigeribili, cioè, raffinosio, stachiosio e verbascosio, che giungono “inalterati” nell’intestino crasso dove vengono fermentati dalla flora batterica: “Mettere a mollo i legumi secchi eliminando quelli che vengono a galla e vi rimangono; cambiare frequentemente l’acqua di ammollo e buttare la prima acqua di ebollizione (favorisce l’eliminazione di purine, sostanze tossiche e antinutrienti); aggiungere sale o sostanze acide (come limone o aceto) soltanto quando la cottura è ormai ultimata; l’aggiunta di bicarbonato (in genere non superiore ad un grammo per litro di acqua) accelera la cottura ed evita la formazione di composti insolubili tra le proteine ed i sali di calcio presenti soprattutto nelle acque dure; il bicarbonato è tuttavia dannoso in quanto impoverisce l’alimento di vitamina B1 o tiamina. Per prevenire problemi digestivi: aggiungere all’acqua di cottura una cipolla, una carota e un gambo di sedano pressando i legumi; a cottura ultimata si ottiene una purea che riduce meteorismo e fermentazione intestinale, migliorando digeribilità e assorbimento dei nutrienti”.

Per abituare l’intestino Educazione Nutrizionale Grana Padano consiglia, invece, il consumo iniziale di prodotti decorticati o setacciati con il passaverdure o di aggiungere in alternativa alghe all’acqua di cottura, ciò che aiuterà a ridurre la formazione di gas intestinali durante la digestione della fibra.

CARBONE VEGETALE

Tra i rimedi contro la pancia gonfia c’è il carbone vegetale, da usare, tuttavia, con precauzione: “Il carbone vegetale” spiega, infatti, la casa farmaceutica Angelini “è una polvere molto fina che si ottiene dalla combustione di vari tipi di legno dolce (tiglio, pioppo e salice) e che ha la proprietà di legarsi fisicamente (adsorbimento) ai gas intestinali ed a numerose sostanze chimiche, inclusi i farmaci. Di conseguenza per le sue proprietà adsorbenti il carbone vegetale può ridurre l’assorbimento dei medicinali soprattutto se vengono ingeriti nello stesso momento per cui, nel caso in cui si stia seguendo una terapia, è opportuno consultarsi preventivamente con il proprio medico”.

INTEGRATORI CON ENZIMI E FARMACI ANTISCHIUMA

ISSalute consiglia due integratori a base degli enzimi alfa-galattosidasi e beta-galattosidasi. Il primo, assente nell’organismo, per la digestione di carboidrati complessi di legumi, cereali, frutta e verdura e che, assunto prima dei pasti, contrasta la fermentazione batterica di tali alimenti, mentre il suo uso è sconsigliato sotto i 12 anni. Il secondo è l’enzima lattasi e che, assunto prima dei pasti, aiuta a digerire il lattosio. Consultare, invece, il medico durante la gravidanza o l’allattamento. ISSalute segnala anche il simeticone, un farmaco antischiuma senza obbligo di prescrizione che rompe le bolle gassose, rendendole eliminabili con facilità.

I CONSIGLI DI BONOMELLI

Contro il meteorismo e problemi digestivi il libro sulle erbe officinali di Bonomelli, storica azienda di camomille, infusi e tisane, consiglia, ad esempio, l’anice verde: “Bere una tazza d’infuso dopo i pasti principali, oppure 10 gocce di tintura disciolte in un po’ di acqua tiepida. In alternativa, prendere un bicchierino di liquore a stomaco pieno. In caso di flatulenza, di meteorismo oppure di acidità, preparare un carbone digestivo seguendo questa ricetta: ridurre in polvere 50 g di semi, metterli in un recipiente e aggiungere 50 g di carbone di tiglio e 50 g di zucchero; miscelare con cura e prenderne un cucchiaino in un’ostia dopo i pasti principali. In ogni caso, dopo aver mangiato cibi grassi oppure pesanti si consiglia di masticare qualche seme leggermente tostato”.

Il finocchio: “Bere una tazza d’infuso di semi dopo ogni pasto principale, dolcificando con un po’ di zucchero, o, sempre dopo i pasti, prendere 3 g di polvere di semi in un cucchiaino di miele o 4 gocce di olio essenziale su una zolletta di zucchero grezzo”.

I carvi: “Assumere all’occorrenza una tazza di decotto caldo dopo ogni pasto principale; se si desidera, addolcire con un cucchiaino di miele d’acacia che contribuisce a eliminare i gas intestinali; oppure prendere, a stomaco pieno, 20 gocce di tintura disciolte in un poco di acqua tiepida o sopra una zolletta di zucchero. Infine, se piace il vino, bere un bicchierino di vino medicinale dopo i pasti”.

Il coriandolo: “Assumere all’occorrenza, nel corso della giornata, preferibilmente dopo i pasti, due o tre tazze di infuso di semi, oppure 25 gocce di tintura su una zolletta di zucchero da sciogliere lentamente in bocca. Inoltre, per coloro a cui piace il vino, prendere come digestivo, dopo mangiato, uno o due bicchierini di vino medicinale. Infine, per stimolare la secrezione dei succhi gastrici e le funzioni epatiche, masticare durante il giorno qualche seme di coriandolo. Se i disturbi non passano consultare il medico”.

Il guaranà: “Con azione digestiva, astringente e disinfettante, assumere all’occorrenza, dopo i pasti principali, 2 capsule al giorno di guaranà; oppure prendere, dopo aver mangiato, un cucchiaino di polvere di semi in poca acqua o in una tazza di infuso di acacia o di calendula”.

Infine, la menta, consumandone 2-3 tazze di infuso o 20-50 g di sciroppo o 3-4 cucchiai di liquore al giorno, quindi il decotto di radice essiccata di zenzero, famoso per il suo potere carminativo contro i crampi addominali.

I CONSIGLI DELL'ANTICA FARMACIA DI GENOVA

Contro il meteorismo l’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi di Genova consiglia, ad esempio, un decotto di foglie di cachi dolcificato con miele di tiglio: “Fare bollire in un litro di acqua 20-30 g di foglie (preferibilmente i calici) essiccate e sminuzzate grossolanamente. Dopo 15 minuti dall’inizio dell’ebollizione, togliere dal fuoco, lasciare riposare ancora per 10 minuti, quindi colare. Se ne bevono 2-3 tazze al giorno, se il gusto è troppo sgradevole, dolcificare con miele”.

Il dragoncello: “Con azione digestiva, stomachica e carminativa, assumere all’occorrenza una tazza d’infuso dopo i pasti principali, oppure prendere, sempre dopo aver mangiato, un cucchiaino di polvere in un’ostia o mescolata a un poco di miele. In alternativa per aiutare la digestione e per facilitare l’eliminazione dei gas intestinali, assumere dopo i pasti 20-30 gocce di tintura su una zolletta di zucchero o diluite in poca acqua, oppure prendere 3-5 gocce di olio essenziale tre volte al giorno dopo i pasti”.

La robinia o falsa acacia: “Con azione digestiva e carminativa, assumere all’occorrenza dopo i pasti 4-5 tazzine al giorno d’infuso, oppure prendere venti gocce di tintura il giorno, diluite in un poco di 3/5 di acqua o in una tazza d’infuso di Alloro. Come digestivo e tonico, bere inoltre un bicchierino di vino medicinale prima e dopo i pasti”.

Il sassofrasso: “Con azione carminativa e digestiva, prendere quando necessario 2-3 tazze al giorno di decotto di radice, oppure due cucchiaini al giorno di polvere, in un’ostia. In alternativa, assumere 20-25 gocce di tintura tre volte al giorno, un’ora prima dei pasti principali”.

Contro il meteorismo, infine, aiuterà anche l’origano, aggiungendone una goccia di olio essenziale a tisane alla camomilla, menta o finocchio.

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