Un'insolita pianta tropicale conquista l’Italia, scopriamo insieme la pitaya e i suoi incredibili frutti del drago

L’intervista ad Antonio Paladino, un giovane calabrese che, per pura passione, si è avvicinato alla specie esotica e che ora vanta una collezione quasi unica. Oggi viene considerato un punto di riferimento e migliaia di utenti si appoggiano a lui per chiedere consigli

di Roberto Zonca

Si chiama Pitaya la pianta esotica che anno dopo anno, prima timidamente e ora con ampia diffusione, sta rapidamente conquistando il favore di una moltitudine di utenti italiani. La pianta grassa, una specie esotica inizialmente coltivata a scopo ornamentale, si adatta a vivere in semplici vasi, ma dà il meglio di sé quando viene trapiantata in giardino, regalando ai proprietari non soltanto splendidi fiori ma anche dei gustosi frutti noti anche con il nome di dragon fruits (o frutti del drago). Vista la sempre più ampia diffusione della specie in Italia abbiamo intervistato Antonio Paladino, un giovane calabrese che, per pura passione, anni fa si avvicinò alla specie finendo per collezionarne una moltitudine di varietà. Oggi sui Social viene considerato un riferimento affidabile, sia su Pitaya italiana che su The Exotic Farm e migliaia di utenti si appoggiano a lui per chiedere consigli pratici.

Qual è stata la tua motivazione principale per iniziare a coltivare piante di pitaya e creare questa collezione? 
“La mia motivazione principale è stata la mia passione per la natura e la curiosità di sperimentare con piante esotiche. La pitaya mi ha affascinato per la sua bellezza e i suoi frutti unici, e ho voluto creare una collezione per esplorare le diverse varietà disponibili e apprezzarne la loro diversità”.

Quante diverse cultivar di pitaya hai nella tua collezione? Puoi darci qualche dettaglio sulle caratteristiche uniche di alcune di esse? 
“Attualmente nella mia collezione ho oltre 90 diverse cultivar di pitaya. Una delle mie preferite è la "Pitaya Golden", che ha una polpa bianca, croccante e con leggero retrogusto di limonata.. Ogni cultivar ha un suo aspetto (estetico e/o qualitativo) e sperimentare con queste varietà mi permette di apprezzare le differenze”.

Quali sono state le sfide più grandi che hai affrontato nella coltivazione delle piante di pitaya? Come le hai superate? 
“Una delle sfide principali è stata fornire alle piante un ambiente adatto alle loro esigenze, quando ho iniziato (era circa il 2011 – 2012), le informazioni su questa pianta erano molto poche ed i coltivatori con cui confrontarsi erano tutti esteri, cosi la maggior parte delle mie conoscenze le ho fatte con l’esperienza”. 

Come gestisci la cura delle piante di pitaya, ad esempio l'irrigazione, la potatura e la protezione dalle malattie? 
“L'irrigazione è uno degli aspetti più importanti nella cura delle piante di pitaya. Mantengo un adeguato controllo dell’umidità nel terreno e monitoro attentamente il livello di idratazione delle piante. La potatura viene effettuata per mantenere una struttura sana e favorire una corretta crescita. Per quanto riguarda la protezione dalle malattie, adotto un approccio preventivo, garantendo una buona circolazione dell'aria nelle serre e prestando attenzione alla pulizia delle piante”.  

Quali condizioni richiede la pitaya e in che condizioni le coltivi? 
“La pitaya richiede una temperatura mite e un'adeguata esposizione al sole, all’esterno non sopporta le gelate mentre è più tollerante se coltivata protetta in serra, e le altissime temperature. In particolare devo controllare le serre per regolarne l’areazione, attuare i giusti interventi in estate per far sì che le piante non si ustionino con il sole cocente e allo stesso tempo non creare molta ombra altrimenti non fruttificherebbero. Inoltre, anche le irrigazioni devono essere gestite correttamente, soprattutto dall’autunno poiché sono piante suscettibili ai marciumi”. 

Quale è la reazione delle persone ai frutti di pitaya? Come si possono utilizzare? 
“Molti sono rimasti affascinati dal sapore unico e dalla vivacità dei colori delle pitaye. I frutti sono molto rinfrescanti nelle giornate estive. Con dei maestri gelatieri abbiamo anche provato la trasformazione del frutto in gelato, rimanendo sbalorditi dall’effetto ottenuto, abbiamo notato che solo alcune sono però le cultivar che meglio si prestano a tale lavorazione e che conferiscono un gradevole sapore”. 

Quali sono i benefici della Pitaya? 

Ricchezza di Vitamine e Minerali
La pitaya è una buona fonte di vitamine e minerali, tra cui vitamina C, vitamina B, ferro, calcio e magnesio.

Fibra Alimentare
Contiene fibre che possono contribuire a una buona digestione e a un senso di sazietà.

Antiossidanti
La pitaya contiene antiossidanti come il betacarotene, che possono aiutare a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi. 

Idratazione
È un frutto ad alto contenuto d'acqua, il che può aiutare a mantenere l'idratazione.

Controllo del peso
Le fibre possono contribuire al controllo del peso poiché promuovono la sensazione di sazietà, limitando il consumo eccessivo di calorie.

Benefici per la salute del cuore
Alcuni studi suggeriscono che i composti antiossidanti nella pitaya possono avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare.

Controllo del diabete
La pitaya ha un indice glicemico relativamente basso e può essere una scelta adatta per le persone con diabete se consumata con moderazione.

Sistema immunitario
La vitamina C contenuta nella pitaya può sostenere il sistema immunitario.

Salute della pelle
Alcuni sostengono che i nutrienti presenti nella pitaya possano contribuire a mantenere la pelle sana. 

Quali sono i tuoi piani futuri per la tua collezione di piante di pitaya? Hai intenzione di espanderla o intraprendere nuove sperimentazioni? 
“Al momento sto valutando l'espansione della mia collezione di piante di pitaya, e sto considerando l'opportunità di intraprendere nuove sperimentazioni, compresa la creazione di ibridi mirati tra le migliori varietà attualmente in collezione. Questo progetto rappresenta una sfida affascinante e un'opportunità di scoprire nuove varietà con caratteristiche uniche. Resto entusiasta di continuare a esplorare il mondo affascinante delle piante di pitaya e di condividere eventuali risultati interessanti con la comunità”.