Quando i nostri sensi hanno un blocco e diventa difficile raggiungere il piacere sessuale

Quando i nostri sensi hanno un blocco e diventa difficile raggiungere il piacere sessuale
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In questo periodo Covid, le coppie mi chiedono cosa fare dato che hanno verificato un calo del desiderio e dell’eccitazione e vorrebbero ricevere indicazioni su cosa fare e come fare. Prima delle prescrizioni sessuali è necessario fare una riflessione sull’ansia, lo stress e il cattivo umore, sono stati d’animo che si devono conoscere e condividere con il/la partner per ricominciare una buona sessualità.

La paura

Quando la nostra mente è occupata da pensieri paurosi e il nostro corpo reagisce con le contrazioni muscolari possiamo essere sicuri che anche il sesso ha maggiori ostacoli non solo nell’atto sessuale, ma anche, più semplicemente, nel contatto corporeo. La risposta è imparare forme semplici di rilassamento come l’abbraccio, il massaggio reciproco, e attività che producono benessere come il bagno caldo, l’attività fisica, la respirazione, la fantasia guidata. Invitiamo la coppia a farsi individualmente delle domande su che rapporto si ha con la propria nudità, coi genitali e con la  nudità dell’altro/a. Si chiede se la persona prova vergogna a muoversi nella stanza dove è presente il/la partner essendo nuda/o, se prima di iniziare l’incontro sessuale chiede che la luce sia spenta,  se si riveste in fretta, se mette la biancheria intima restando sotto le lenzuola, se tutti e due o uno dei due corra a lavarsi appena finito il rapporto. Queste domande permettono di evidenziare eventuali fobie e disagi e di scoprire i pensieri evitanti che possono instaurarsi durante l’atto sessuale o durante i preliminari.

Le esperienze delle coppie

Abbiamo costatato nel colloquio clinico che le persone non amano essere toccate su parti del corpo che ritengono brutte, evitando capelli, seno, ventre, fianchi. Alcune persone raccontano di provare un forte disagio riguardo ai liquidi genitali e agli odori che si producono durante l’atto sessuale. Le vergogne, gli imbarazzi, i fastidi più difficili da sconfiggere sono quelli appresi quando eravamo piccoli e che istintivamente, come un meccanismo automatico, tendono a creare in modo immediato, una resistenza al fatto di essere esposti e toccati. Le deprivazioni sensoriali sono spesso legate a traumi infantili, a divieti di opinione, come quelli che sostengono che la sessualità e il piacere devono solo “accadere” e non possono essere “ricercati e costruiti”.

L'aiuto della sessuologa

La sessualità fatta con calma richiede una diversa esposizione corporea, una disponibilità ad essere toccati e a toccare, a guardare, annusare, muoversi, mordere, leccare. A volte si suggerisce di usare un olio da massaggio per toccare il corpo dell’altra persona, con una scusa, come spalmare la crema, o idratare la pelle. Questi accorgimenti servono per creare una distrazione, per abbassare le difese.

Nel colloquio individuale e di coppia si cerca di capire se alcune modalità di fare sesso siano da collegare al bisogno di dedicare poco tempo all’incontro sessuale, di farlo solo in un modo stereotipato o veloce, proprio per andare più in fretta dei divieti e dei disagi e riuscire a concludere l’atto sessuale che altrimenti sarebbe interrotto dalle proibizioni apprese rispetto all’intimità e alla corporeità. Nel  colloquio è importante capire come la sessualità è considerata a livello cognitivo ed etico, dato che la stratificazione delle informazioni e delle esperienze possono avere determinato la disfunzione sessuale. La possibilità di disporre di una autorizzazione ad ascoltare il corpo, il diritto ad allontanare prestazione e competizione, il fatto di permettersi solo di sentire e ascoltare il corpo rappresentano un cambiamento magico. Il sessuologo clinico cerca di sottolineare gli elementi positivi e di evidenziare le sensazioni piacevoli che sono state provate, chiedendo ogni volta all’altro/a di confermare e/o smentire. In questo modo si riesce a confermare le sensazioni di piacere che si è immaginato provate dal partner . Se il partner conferma nasce la comunicazione positiva.