Reflusso gastroesofageo, cause e rimedi

Per eliminare la sensazione fastidiosa di reflusso gastrico bisogna agire a tuttotondo puntando su alimentazione, stile di vita sano, poco stress e riposo adeguato.

Reflusso gastroesofageo, cause e rimedi

 

Bruciore e acidità di stomaco: sono questi i sintomi principali del reflusso gastroesofageo, una patologia molto diffusa che tende a peggiorare durante la stagione fredda.
Colpisce circa il 10/20% della popolazione europea, spesso con un peggioramento della qualità della vita. La buona notizia è che può essere tenuto sotto controllo con stili di vita sani, alimenti adeguati e cure ad hoc.

Che cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell'esofago, creando una sensazione di bruciore e acidità dietro lo sterno. Una problematica che colpisce uomini e donne, che tende a manifestarsi superati i trent’anni e la cui la probabilità di comparsa aumenta con l’avanzare dell’età. A volte è associato a sintomi “atipici”, tra cui difficoltà a deglutire, tosse secca, mal di gola, asma, fino al dolore toracico, spesso scambiato dal paziente per un dolore cardiaco.
La maggior parte delle persone può avere occasionalmente episodi di reflusso dopo pasti abbondanti, mentre se si presentano almeno due volte alla settimana e minano il benessere psico-fisico si parla di malattia da reflusso gastroesofageo.

Peggioramento del reflusso gastroesofageo

La stagione fredda non giova a questa patologia, anzi l’acutizza. In inverno l’appetito aumenta e si tendono a consumare cibi più grassi ed elaborati, di conseguenza la mucosa dello stomaco produce più acidi gastrici, necessari per la digestione, ma che fanno salire il livello di acidità dello stomaco.
Quando fuori fa freddo si diventa più pigri. L’assenza di attività fisica non favorisce il consumo di calorie e di grassi e aumenta anche lo stress, che l’organismo combatte producendo livelli più alti di adrenalina e cortisolo, ormoni che però aumentano la secrezione acida dello stomaco. 

A ciò si aggiunge la minore quantità di luce della stagione fredda, che altera i meccanismi di produzione di serotonina, dopamina, endorfine, neurotrasmettitori che hanno anche la funzione di regolare la digestione. Quest’ultima diventa più lenta e quindi il cibo rimanendo più a lungo nello stomaco risale con più facilità lungo l’esofago.

Come contrastare il reflusso gastroesofageo

Il primo consiglio è prevenire, puntando su uno stile di vita sano. Quindi no a pasti o cene abbondanti, no al riposino subito dopo aver mangiato, no al sovrappeso, no al fumo e no allo stress.
L’alimentazione va regolata, riducendo i cibi che favoriscono la secrezione acida: liquirizia, menta, cioccolato, pane fresco, focacce, brioche, tè caldo, brodo di dado, acqua gassata, lattuga, scarola, kiwi, agrumi, pesce fritto e alcol sono da evitare. Inoltre è meglio fare pasti piccoli e frequenti nell’arco della giornata, piuttosto che abbuffate.

Altri accorgimenti semplici da seguire vanno dal vestiario e cioè non indossare abiti o cinture troppo stretti, all’escamotage di rialzare la testata del letto di 10-15 cm inserendo uno spessore sotto le gambe del letto così da dormire con la testa leggermente sollevata, fino all’evergreen di evitare fonti di stress, magari ricorrendo a tecniche di rilassamento.

Rimedi naturali

Tra i rimedi naturali efficaci spiccano: il corallo fossile, una fonte naturale di bicarbonato di calcio, che abbassa il livello di acidità durante la digestione; l’Aloe Vera, che grazie alle sue proprietà lenitive è un ottimo rimedio contro le irritazioni dell’apparato digerente, la nausea e i gonfiori addominali; la camomilla, ricca di proprietà antinfiammatorie e antispasmodiche; la malva, che grazie alle sue mucillagini aiuta a proteggere la mucosa gastrica dall’iperacidità e l’esofago dal reflusso; il Ficus carica, che agisce sulle tensioni dello stomaco, soprattutto se la causa è di origine emotiva.

Farmaci

I farmaci devono essere prescritti dal medico e assunti seguendo la dose consigliata. Può essere indicata una terapia a base di farmaci gastroprotettori che agiscono tamponando l’acidità gastrica o riducendo la produzione di acido da parte dello stomaco. Ad ogni modo, la terapia farmacologica deve essere sempre associata alle modifiche dello stile di vita e delle abitudini.