Ritorno a scuola in sicurezza ai tempi del virus: le risposte ai dubbi dei genitori

A scuola va indossata la mascherina? Si può andare a scuola con febbre o altri sintomi? L’app IMMUNI è obbligatoria? Si possono portare i giochi da casa?

Che ritorno a scuola sarà dopo la lunga assenza dalle aule a causa del virus e le vacanze estive? Tradizionalmente in questo periodo il ritorno alla quotidianità è fonte di ansia, in particolare per i genitori, un’ansia, quest’anno, dilatatasi pensando alla scuola: mascherina sì o no? Come saranno organizzate le aule? E se a scuola ci si ammala?

RITORNO A SCUOLA: L’OPINIONE DEI PEDIATRI 

Molti si chiedono se bambini e adolescenti riusciranno, dopo l’esperienza del lockdown, a ritrovare il piacere di stare a scuola. Per il dottor Rino Agostiniani, vicepresidente della Società Italiana di Pediatria, quest’anno il ritorno a scuola sarà diverso, non una “semplice ripresa delle attività didattiche in presenza, ”questo perché il rientro dovrà piuttosto essere l’occasione per aiutare bambini e adolescenti “ad elaborare l’esperienza vissuta nei mesi di sospensione e realizzare il ritorno a una normalità, comunque diversa da prima”. 

Potrebbero tuttavia esserci piacevoli sorprese, spiega ancora il pediatra, grazie alla capacità di “bambini e ragazzi” di riuscire a fronteggiare gli “eventi negativi”. Compito degli adulti sarà allora di “aiutarli a gestire le emozioni connesse a questa esperienza ed il senso di incertezza che ne consegue, facilitando una lettura adeguata della situazione, per evitare sia aspettative esagerate (tutto tornerà presto come prima) che scenari catastrofici”. Potrebbero, tuttavia, registrarsi situazioni in cui “i bambini, specie i più piccoli, incapaci di esprimere diversamente il loro disagio, potranno manifestare sintomi clinici di insofferenza, come insonnia, iperattività, inappetenza, scontentezza, pianti e scenate”. Il ritorno alla routine non dovrà allora essere brusco e dovrà ruotare, spiega Rino Agostiniani, intorno alla gradualità, alla diversificazione della quotidianità, alla ripresa dei rapporti con i coetanei, alla cura del sonno e dell’alimentazione.

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Era proprio necessario, è stato il tormentone dell’estate, riaprire le scuole e tornare alla didattica in presenza? Favorevole, ad esempio, il professor Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria: “Per evitare il contagio” ha spiegato durante la trasmissione Dentro i fatti del Tgcom24 “si deve fare riferimento a tre cardini: distanziamento, barriera delle vie respiratorie e lavaggio delle mani. Se si rispettano bene queste norme, il rischio è veramente basso.” “Quello che adesso c’è da stabilire” ha, quindi, osservato “è che essendo il diritto all’istruzione un diritto costituzionale, dobbiamo fare di tutto per rendere possibile la frequenza scolastica in presenza in base a quella che sarà la condizione reale e locale. Deve essere un lavoro partecipativo che deve vedere impegnati famiglie, studenti, chi lavora nella scuola, enti locali. Dobbiamo lavorare tutti insieme”.

RITORNO A SCUOLA E SVILUPPO PSICOEDUCATIVO

Antonio Cerasa, ricercatore dell’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica del Cnr, parlando dell’importanza della scuola per lo sviluppo psicoeducativo, ha spiegato: “Un dato su tutti deve far riflettere: le principali psicopatologie dell’età evolutiva insorgono tra i 12-14 anni. È proprio a cavallo tra gli ultimi anni delle medie e l’inizio delle superiori che i ragazzi sono più fragili e necessitano di maggiore supporto”. Poiché dal punto di vista neurobiologico lo sviluppo si conclude in questa fascia di età, allorquando s’inaugura “un nuovo e complesso processo”, quello, cioè, dell’adattamento all’ambiente esterno, la scuola diventa allora “una palestra di vita insostituibile: le conflittualità, le regole, le relazioni che si creano tra professori e alunni, così come tra coetanei” spiega ancora il ricercatore “sono fondamentali per modellare quell’enorme infrastruttura che è la personalità. Quello che accade in questi anni – nel bene e nel male – è fondamentale e ce lo portiamo dietro per il resto della vita”.

RITORNO A SCUOLA: STRUMENTI PER I GENITORI

Se la scuola in presenza ha la sua importanza, quali strumenti tecnici hanno a disposizione i genitori per decifrare il suo nuovo volto? Sicuramente il rapporto Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-Co-V2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia, un documento a più mani stilato in previsione della riapertura in sicurezza delle scuole, che ha visto la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Regione Veneto. Tra le sezioni del documento quelle sui casi di alunni e operatori con sintomatologia a scuola e a casa associabile a Covid-19 o con temperatura corporea superiore ai 37,5° C. Aiuta a districarsi in allegato al documento uno schema riassuntivo non prima di aver spiegato in un glossario a parte il significato delle sigle citate: DdP, cioè, dipartimento di prevenzione, MMG, cioè, medico di medicina generale, PLS, cioè, pediatra di libera scelta.  

Allegato 1 © Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia

Un altro strumento utile per i genitori è la guida, consultabile online, del Ministero dell’Istruzione. La guida, con radici nel rapporto sul ritorno a scuola in sicurezza, è in tre sezioni: piano scuola per la ripartenza, gestione di casi sospetti e focolai, app IMMUNI. Le tre sezioni sono a loro volta articolate in domande e altrettante risposte. Qualche esempio: chi fornirà le mascherine agli alunni e al personale scolastico? Risposta: la scuola, con la promessa di 11 milioni di mascherine al giorno che saranno messe a disposizione dal commissario straordinario per l’emergenza. In aula serviranno le mascherine? Risposta: sì e come consigliato dal Comitato Tecnico Scientifico per bambini di età superiore ai 6 anni e adolescenti, in particolare se non si riusciranno a garantire spazi adeguati di distanziamento fisico. Gli alunni disabili dovranno indossare la mascherina? Risposta: no qualora la disabilità sia incompatibile con il suo uso continuativo.

Se un alunno o un operatore scolastico hanno la febbre possono andare a scuola? Risposta: no e con l’obbligo di rimanere a casa con temperatura corporea superiore ai 37,5°C e altri sintomi simil influenzali. Perché, una domanda, questa, che ha suscitato non poche perplessità, far misurare la temperatura a casa e non a scuola, cosa cambia? Risposta: “La misurazione a casa della temperatura corporea è una regola importante a tutela della salute propria e altrui, un gesto di responsabilità a vantaggio della sicurezza di tutti. Questa semplice misura di buon senso previene, infatti, la possibile diffusione del contagio che potrebbe avvenire nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto, quando si attende di entrare a scuola o in classe”. Nel caso un alunno, mentre è  a casa, presenti una temperatura superiore ai 37,5° C o altri sintomi compatibili con Covid-19, dovrà rimanere nel proprio domicilio mentre i genitori dovranno comunicare “l’assenza scolastica per motivi di salute” e informare il pediatra o il medico curante che in caso di sospetto di Covid-19 dovranno richiedere “tempestivamente il test diagnostico”, comunicandolo al dipartimento di prevenzione per l’esecuzione del test.

Come bisogna fare se febbre e sintomi associabili a Covid-19 compaiono, invece, a scuola? In questo caso toccherà al personale scolastico avvisare il referente, anche questo scolastico, responsabile in materia di Covid-19 e che a sua volta dovrà immediatamente avvertire i genitori o il tutore legale. Nell’attesa l’alunno, se maggiore di 6 anni, dovrà indossare una mascherina chirurgica e venire ospitato in una stanza ad hoc per la rivelazione della temperatura corporea attraverso speciali termometri che non prevedono il contatto. Il minore, inoltre, non dovrà essere lasciato solo e dovrà attendere l’arrivo dei genitori o del tutore legale “in compagnia di un adulto”, purché costui sia privo di “fattori di rischio”, nonché obbligato a sua volta a rispettare un distanziamento di almeno un metro e a indossare una mascherina chirurgica. Dopo il loro arrivo genitori o tutore legale dovranno a loro volta contattare il pediatra o il medico di base per la “valutaziuone clinica” con triage telefonico del caso.

È vero che la mensa non ci sarà più? Assolutamente no, le mense continueranno a funzionare anche se con qualche accorgimento in più, ad esempio con turni tra le classi, con l’opportunità nel caso i locali di una mensa scolastica vengano riconvertiti in spazi per la didattica ordinaria, di consumare i pasti in aula “garantendo l’opportuna aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto”. 

Sarà possibile portare i giocattoli da casa? No, non sarà possibile per motivi di igiene e in ottica di prevenzione di diffusione del virus. Tale materiale sarà, invece, distribuito a scuola.

A scuola si dovrà usare l’app IMMUNI? Una app, ricorda la guida, pensata per aiutare gli utenti a “isolarsi per evitare di contagiare altri”, nonché chiamare il proprio medico, contribuendo, così, ad arginare la diffusione del virus. L’uso della app a scuola è stato “fortemente consigliato” dal Comitato Tecnico Scientifico per studenti oltre i 14 anni, genitori, personale scolastico docente e non docente, questo perché il comitato ha giudicato la app “uno dei punti chiave della strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio del mondo della scuola”. Lo strumento, spiega il Ministero dell’Istruzione, ha, infatti, il compito di “avvertire gli utenti potenzialmente contagiati il prima possibile, anche quando sono asintomatici”.

Sono alcune delle risposte ai tanti dubbi dei genitori.

GENITORI DI FIGLI DIABETICI  

Come devono, invece, comportarsi i genitori di figli diabetici? Lo spiega, ad esempio, in un documento la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. In attesa di un vaccino sicuro ed efficace la raccomandazione è di “mantenere tutte le possibili misure di protezione individuale, indipendentemente da qualsiasi provvedimento che le dovesse abolire, in particolare distanziamento personale, mascherina, adeguata igiene delle mani e sanificazione di ambienti e oggetti di uso personale”. In caso di temperatura corporea superiore a 37,5°C per due o più giorni, è, invece, necessario contattare il medico curante, che sia pediatria o medico di famiglia, per “attivare le procedure vigenti in ciascuna regione per l’esecuzione del tampone nasofaringeo per COVID-19”. 

A scuola, in caso di necessità e in deroga alla regola sul distanziamento, la raccomandazione è che “il personale individuato dalla scuola e/o dai genitori possa avere contatti con il minore con diabete, per la misurazione della glicemia, l’eventuale trattamento di episodi ipoglicemici e la somministrazione dell’insulina ai pasti”. La raccomandazione è, infatti, quella di tenere, anche in questo periodo, la glicemia “sotto stretto controllo” con monitoraggio continuo in real time o intermittente e di non interrompere la somministrazione di insulina, cosa che può avvanire attraverso un microinfusore o ripetute iniezioni giornaliere.

GENITORI DI FIGLI CON INSUFFICIENZA SURRENALICA

La Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica ha anche affrontato in un altro documento il caso dei pazienti con insufficienza surrenalica. Anche se il rientro a scuola e, quindi, in presenza, non è controindicato, trattandosi di una categoria “potenzialmente più a rischio” la raccomandazione è di non sottovalutare nessuna sintomatologia di tipo influenzale riconducibile al Covid-19, cosa di cui va informato subito il medico curante. Questo, ad esempio, il trattamento d’emergenza: “In caso insorgano sintomi sospetti per infezione COVID-19 (febbre >38° C, tosse secca, mal di gola, perdita dell’olfatto o del gusto, dolori, affaticamento) gli adolescenti assumano idrocortisone 20 mg ogni 6 ore e i bambini triplichino la dose totale di idrocortisone in atto suddividendola in 4 somministrazioni da assumere ogni 6 ore. Il paziente deve proseguire la terapia con mineralcorticoidi alla dose in atto, assumere liquidi regolarmente e stare a riposo”.

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DOCUMENTAZIONE

Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-Co-V2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia Rapporto

Rientriamo a scuola – Ministero dell’Istruzione Guida

Raccomandazioni per il rientro a scuola di pazienti con diabete Documento

Raccomandazioni per il rientro a scuola di pazienti con insufficienza surrenalica Documento