Ritrovare gusto e olfatto dopo il Covid-19: le terapie che possono aiutare

I due sensi, quando colpiti dal virus, possono essere recuperati grazie a speciali training, ricordando momenti felici della vita legati a odori e sapori

Tra i sintomi del Covid-19 c’è la perdita dell’olfatto, anosmia, e del gusto, augesia, con il primo che può anche solo diminuire, è il caso dell’iposmia. Fra coloro che soffrono in particolare di Long Covid si possono manifestare anche parosmia, la percezione, cioè, alterata degi odori, con odori gradevoli che all’improvviso diventano ripugnanti; disgeusia, con distorsione e indebolimento, del gusto; cacosmia, percezione persistente di odori cattivi e sgradevoli, in particolare immaginari. Tra gli esempi che vengono fatti di frequente ci sono il vino che sa di benzina, la carne di petrolio, l’acqua di marcio, lo shampoo che ricorda lo zolfo.

IMPATTO DEVASTANTE

Perdita, diminuzione, alterazione di gusto e olfatto possono avere un impatto devastante. Una testimonianza, diventata famosa, è quella dell’attore inglese Hugh Grant che, ospite di The Late Show, talk show di Stephen Colbert in onda sulla Cbs, racconterà: “Ho pensato d’impazzire, annusavo fiori e bidoni della spazzatura sperando di sentire qualche odore”.

C’è poi la storia di un giovane gastronomo italiano, cui il virus ha colpito gusto e olfatto e che oggi insegna agli chef in erba, anche loro colpiti dal Covid-19, come recuperare il “naso perduto”. Grazie alla collaborazione con un centro studi per assaggiatori e una società di analisi sensoriali ha ideato una sensory box con venti boccette contenenti essenze familiari come limone, tartufo, mela, liquirizia da mettere sotto il naso ogni giorno e per alcuni minuti. Un vero e proprio training olfattivo, che ricorda quello dei sommelier. Perdita, diminuzione, alterazione di gusto e olfatto possono essere invalidanti, oltre che per cuochi e sommelier, anche per enologi e preparatori di profumi.

PROTOCOLLO DI HOUSTON

Tra i primi a pensare a un metodo per recuperare l’olfatto dopo il Covid-19 sono stati gli otorinolaringoiatri del Baylor College of Medicine di Houston. Il metodo è in due step. Per eliminare eventuali tracce di antigeni ai pazienti vengono prescritti steroidi nasali o risciacqui. Se la situazione non migliora, si passa alla fisioterapia nasale, una riabilitazione olfattiva con i pazienti cui viene chiesto di annusare per una ventina di secondi e per 4-6 mesi oli essenziali di rosa, limone, eucalipto, chiodi di garofano, in alternativa erbe o profumi a piacimento, concentrandosi sui ricordi o esperienze collegati a tali profumazioni.

Training olfattivo © iStock

SNIFF-TEST ALL’ITALIANA

Ritrovare olfatto e sapori lavorando sull’aspetto emotivo, in questo caso sui ricordi, è anche alla base di un protocollo descritto in uno studio pubblicato sulla European Review for Medical and Pharmacological Sciences. Coordinato dalla professoressa Arianna Di Stadio, docente di Neuroscienze a Perugia e ricercatrice onoraria presso lo UCL Institute of Cognitive Neuroscience di Londra, lo studio è stato avviato presso l’Ospedale Santa Croce di Fano, nelle Marche. 

Il protocollo prevede una fisioterapia nasale a base di sniff-test utilizzando odori “tipicamente italiani”, nonché la somministrazione di alimenti a base dell’antineuroinfiammatorio e antiossidante PEALut capace di agire sulle alterazioni del sistema nervoso centrale e di riparare, così, il danno neuronale. Scopo dei training olfattivi è aumentare la sensibilità all’olfatto aiutando il cervello a elaborare correttamente i segnali. Da tempo si parla, infatti, delle implicazioni neurologiche da Covid-19. “Il virus” spiega la professoressa Di Stadio, parlando della correlazione fra perdita dell’olfatto e sistema nervoso centrale “determina neuroinfiammazione a livello encefalico oltre che dei nervi cranici con ripercussioni totali o parziali sull’olfatto e con il rischio che, una volta atrofizzata la struttura, l’anosmia diventi irrecuperabile, per questo è importante intervenire”. Lo studio ha, ad esempio, consentito di individuare una correlazione tra nebbia mentale, brain fog, uno dei sintomi del Covid-19 caratterizzato da confusione, perdita di memoria, deficit di attenzione, e anosmia, questo perché l’alterazione della memoria, spiega la professoressa Di Stadio, sembrerebbe avere “un impatto negativo sulla capacità olfattiva”.

Per lo sniff-test sono state utilizzate coppie di odori come agrumi e pesca, caffè e cioccolato, fontina e parmigiano: “Abbiamo scelto odori tipici della nostra terra” spiega la professoressa Di Stadio “perché la memoria ha un impatto importante in fase di riabilitazione. L’obiettivo è riabilitare l’olfatto e al tempo stesso stimolare la capacità di distinguere odori diversi (discriminazione), poiché farlo in un secondo momento potrebbe essere più difficile”. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi, entrambi sottoposti a sniff-test per stimolare il bulbo olfattivo e solo uno trattato con PEALut o palmitoiletanolamide co-ultramicronizzata con Luteolina. I risultati sono incoraggianti: “I pazienti con anosmia di grado lieve moderato, combinando la riabilitazione olfattiva con il prodotto a base di PEALut” spiega la professoressa Di Stadio “hanno recuperato l’olfatto fino quasi alla normalità, in soli 30 giorni; i pazienti con anosmia grave e con il disturbo persistente da circa 11 mesi in 30 giorni hanno iniziato a migliorare la propria capacità olfattiva, necessitando di un trattamento di 3-6 mesi per un recupero integrale della funzione”.

Altri training olfattivi consigliano, invece, di annusare due volte al giorno e per una manciata di secondi quattro odori diversi scegliendo fra lavanda, cannella, menta, origano, cannella, sugo, caffè.

MANIFESTAZIONI CLINICHE

I disturbi di gusto e olfatto sono ormai considerati manifestazioni cliniche nei pazienti con Covid-19 in quanto chiari sintomi di compromissione del sistema nervoso periferico: “Come per gli altri coronavirus” spiega il professor Carlo Ferrarese della Società Italiana di Neurologia “anche il virus Sars-CoV-2, responsabile del Covid-19, può raggiungere il sistema nervoso centrale per via ematogena, cioè attraverso le pareti dei vasi che irrorano il cervello, o attraverso alcuni nervi cranici, quali il nervo olfattorio, il trigemino, il nervo glossofaringeo e il vago, che innervano l’epitelio del naso o dei tratti respiratori e gastrointestinali, mediante un trasporto retrogrado del virus fino al cervello. Il virus, infatti, si lega con la proteina Spike, espressa sulla superficie delle particelle virali, al recettore Ace2 presente su molte cellule: negli epiteli nasali, respiratori, intestinali, nelle pareti dei vasi e anche nelle cellule cerebrali. Inoltre, è stato recentemente dimostrato che un’altra proteina, la neuropilina-1, altamente espressa nei nervi olfattivi, può favorire l’ingresso del virus in tali cellule”.

Training olfattivo © iStock

Oltre a cercare di capire il meccanismo causa dei disturbi di gusto e olfatto, i ricercatori hanno avviato sondaggi tra i pazienti colpiti da Covid-19. Uno di questi studi ha, ad esempio, analizzato l’impatto sulla vita quotidiana sia in relazione alla qualità che alla sicurezza, chiedendo agli intervistati di rispondere a domande sull’incapacità di non riuscire più a godere delle cose belle della vita, sulla riduzione del gusto, dell’appetito, del peso, sull’assenza di sapori, stati depressivi, preoccupazione per gli odori del corpo, incapacità di avvertire l’odore del fumo, l’aver bruciato le pietanze, l’aver consumato cibi guasti, non essersi accorti di una perdita di gas, non aver riconosciuto l’odore dei pannolini sporchi.

Un test di autovalutazione per il controllo di gusto e olfatto, consigliato dal Ministero della Salute, è il test sotto forma di survey del Global Consortium for Chemosensory Research. Sul versante digitale si registra l’app di rieducazione olfattiva di CovidAnosmie dell’oncologo francese Fabrice Denis, che ha pensato a uno strumento con tutorial, test di autovalutazione, esercizi di rieducazione olfattiva che prevendono di annusare oli essenziali guardando in contemporanea i frutti corrispondenti, associando, così, immagini alle stimolazione olfattive.

ABBIAMO PARLATO DI

Baylor College of Medicine Website | Twitter | Facebook | YouTube | LinkedIn

Randomized clinical trial olfactory dysfunction after COVID-19 Articolo

UCL Institute of Cognitive Neuroscience Website | Twitter | Facebook  

Società Italiana di Neurologia Website | Twitter | Facebook | Instagram | YouTube

Ministero della Salute Website | Twitter | Facebook | Instagram | YouTube | LinkedIn

Controllo di gusto e olfatto Test di autovalutazione

Global Consortium for Chemosensory Research Website

CovidAnosmie Website