Migliori alleate o peggiori nemiche, ecco perché è meglio saper riconoscere le emozioni già dalla prima infanzia

Imparando ad utilizzare la bussola delle emozioni sarà possibile orientarsi tra emotività, pulsioni istintuali e razionalità, comunicando efficacemente, vivendo in armonia con se stessi e gli altri

di Orietta Matteucci

Chiunque sa cosa sia un’emozione finché non gli si chiede di definirla. Nella storia dell’uomo le emozioni hanno spesso ricoperto un ruolo secondario, se non addirittura ostile, incontrollabile e di ostacolo alla ragione in quanto ritenuta l’unica in grado di elevare un essere umano.

Sono state osservate da filosofi, letterati, artisti, teologi, che per lo più, le ponevano in relazione con un mondo di sentimenti, appassionato, sognante, arrabbiato, geloso. Furono definite sensazioni, ma solo negli ultimi decenni sono diventate oggetto di ricerche psicologiche e scientifiche. Paul Ekman è considerato il pioniere nel riconoscerle attraverso le espressioni e micro espressioni facciali. I suoi studi hanno suscitato interesse e divulgazioni internazionali imprevedibili.

C’è ancora molta confusione tra sentimenti ed emozioni. Sentimenti, sensazioni, emozioni, possono apparire termini intercambiabili, essere utilizzati come sinonimi, mentre invece, ciascuno indica una modalità ben precisa di entrare in rapporto con il mondo. Tutti e tre riguardano la sfera emotiva quotidiana, eppure non è sempre facile comprenderli intimamente e individuarne le componenti.

Le emozioni sono oggi considerate la nuova frontiera conoscitiva dell’essere umano ancora inesplorata e da esplorare. Gli esperimenti di Paul Ekman dimostrarono che quattro emozioni, da lui definite primarie, erano universali, come se si avesse una risposta uguale e innata per la specie umana e animale: rabbia, tristezza, paura, gioia. Mentre altre quattro, noia, senso di colpa, disgusto, vergogna, definite secondarie perché scaturiscono dalla combinazione delle primarie e si sviluppano con la crescita, l’interazione sociale, con gli usi e consuetudini del contesto in cui si vive e si cresce.

La bussola che può orientare la vita

Le emozioni hanno la forza di fornire importanti informazioni su noi stessi, sugli altri e su noi insieme agli altri. Sono come una bussola che può orientare nella vita. Possono essere le migliori alleate o le peggiori nemiche. Per questo è importante saperle riconoscere, definire ed imparare ad esprimerle serenamente e nel modo giusto. Ogni giorno, infatti, le persone litigano tra loro spesso per questioni futili, in un clima di rassegnazione e indifferenza generale in cui si possono verificare atti di violenza anche gravi, perché, a volte, è più complicato individuare e comprendere perfino un comportamento naturale quale, per esempio, una semplice richiesta di attenzione. 

Imparando ad utilizzare la bussola delle emozioni sarà possibile orientarsi tra emotività, pulsioni istintuali e razionalità, comunicando efficacemente, vivendo in armonia con se stessi, gli altri, favorendo la crescita armonica della personalità e raggiungendo il benessere psico-fisico.

Le dieci abilità chiave da acquisire

Si tratta di impadronirsi delle 10 abilità chiave indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel Documento WHO’93 Life Skills Education in Schools necessarie per sviluppare l’Intelligenza Emotiva e trasformare la conoscenza in sani comportamenti. Abilità chiave che ciascun individuo adulto, a partire da genitori e insegnanti, dovrebbe acquisire e averne la padronanza per utilizzarle per sé e per trasmetterle alle giovani generazioni già dalla prima infanzia.

Ecco il nucleo delle 10 abilità:

EMOTIVE: Consapevolezza di sé, Gestione delle emozioni;

SOCIALI: Empatia, Comunicazione efficace, Relazioni efficaci;

COGNITIVE: Gestione dello stress, Risolvere problemi, Prendere decisioni, Senso critico, Creatività.