Confusione, crisi di pianto, depressione e rabbia: quello che gli uomini non potranno mai capire della sindrome premestruale

I sintomi psicofisici, comportamentali e cognitivi, vanno dalla depressione (in alcuni casi grave) alla forte irritabilità, fino alla confusione mentale e l’astenia

Confusione crisi di pianto depressione e rabbia quello che gli uomini non potranno mai capire della sindrome premestruale

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Se le mestruazioni le avessero gli uomini, avremmo già una soluzione a tutti i dolori, fastidi e impedimenti che queste causano alla vita di una persona. 

Ma anche in questo caso, come in tante situazioni spiacevoli che interessano le donne, abbiamo normalizzato il problema. In fondo lo dice la Bibbia. Alla donna tocca il compito di soffrire per la continuazione della specie. 

Se siete maschi, o fate parte di quella ristretta cerchia di donne che non hanno conseguenze fastidiose a causa del ciclo mestruale: immaginate un cortocircuito ormonale. Gli ormoni della riproduzione come il progesterone e i neurosteroidi iniziano a litigare con i neurotrasmettitori che regolano il tono dell’umore, come la famosa serotonina e l'aminoacido Gaba. Pensate che questo conflitto neurobiologico per l'8% delle donne si verifica in molto importante e invalidante per gran parte della vita, ogni 28 giorni. 

La chiamano sindrome premestruale, ma per alcune donne, 8 su dieci appunto, significa 2 giorni di inferno per se stesse e anche per le persone intorno a loro al mese per circa 40 anni di vita. 

Le conseguenze

I sintomi psicofisici, comportamentali e cognitivi, vanno dalla depressione (in alcuni casi grave) alla forte irritabilità, fino alla confusione mentale, l’astenia

Le soluzioni

La dottoressa Rossella Nappi, Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Pavia, Ginecologa presso il Policlinico San Matteo e membro del Comitato Direttivo della Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica in un articolo su Vanity Fair spiega: 

"Donne e medici ne parlano poco in ambulatorio e i disturbi della fase premestruale rappresentano un tabù che soltanto l’informazione e la consapevolezza possono contribuire a sfatare. Fortunatamente sono allo studio farmaci specifici come il sepranolone, che offre risultati incoraggianti sulla sintomatologia premestruale severa e sulla cefalea mestruale. Nell’attesa che queste nuove molecole che mirano al bersaglio del problema si rendano disponibili sul mercato, vengono spesso usati i contraccettivi ormonali per bloccare il fenomeno dell’ovulazione, e dunque la produzione di progesterone, e gli inibitori selettivi del recupero della serotonina, una classe nota di antidepressivi capaci di mitigare la sintomatologia premestruale. Soltanto in casi estremi e soprattutto quando sono presenti anche sintomi concomitanti come il flusso mestruale abbondante e il dolore, si arriva all’induzione della menopausa chimica con gli analoghi dell’ormone GnRH per evitare le fluttuazioni ormonali. Purtroppo questa importante classe di farmaci si porta dietro i sintomi della menopausa e il rischio di osteoporosi se usata per lungo periodo. In casi selezionati come quello di Lucie, si può però impiegare la nuova combinazione di GnRH con estrogeni e progestinici a basso dosaggio, con l’intento di migliorare i sintomi mestruali e al tempo stesso ridurre i disturbi premestruali associati".

"A differenza di altri Paesi, in Italia c’è poco interesse al riguardo", spiega Paola Vallarino, fondatrice dell’Associazione Nazionale Sindrome Premestruale e Disturbo Disforico Premestruale, sempre su Vanity Fair: "Non esistono banche dati, l’informazione scarseggia e stiamo tentando di colmare i vuoti anche attraverso sondaggi e tesi di laurea in alcune università. Come associazione siamo presenti ai congressi nazionali della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e il nostro Comitato Scientifico ha redatto un documento con raccomandazioni di gestione che stiamo cercando di far ufficializzare e diffondere a livello nazionale. Molte donne con questo disturbo vengono considerate bipolari, perché lo psichiatra non collega i sintomi al ciclo e prescrive psicofarmaci senza risolvere il problema», evidenzia Vallarino. «Le pazienti si sentono spesso sminuite anche dal ginecologo, che suggerisce loro di rivolgersi a uno specialista di disturbi mentali. Grazie al nostro lavoro la situazione in Italia è in parte migliorata, ma non è ancora abbastanza".

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10/11/2023
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