Smalti, solventi e lampade UV: come proteggere la salute delle unghie

di Stefania Elena Carnemolla

Tra le merci maggiormente soggette a contraffazione ci sono gli smalti per unghie. Tempo fa, nel porto di La Spezia, i doganieri hanno sequestrato un carico proveniente dall’Estremo Oriente con 87.432 confezioni di prodotti cosmetici – creme solari, phard, fondotinta, rimmel, smalti, lucida-labbra, ombretti e ciprie – con il marchio contraffatto. Prodotti scadenti, non a norma e, di conseguenza, dannosi. Episodi come questi sono ormai all’ordine del giorno, da qui l’importanza dell’acquisto di prodotti sicuri e certificati.

Il mondo nails, delle unghie, nel frattempo è diventato sempre più variegato, complice la crescente domanda. “Tutti questi prodotti” spiega il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente AIDECO, l’associazione italiana di dermatologia e cosmetologia “possono essere considerati sicuri solo quando conformi alle normative vigenti e impiegati da personale professionista”. Al contrario, “l’applicazione ripetuta di smalti di scarsa qualità o male applicati e anche l’uso di solventi irritanti, possono provocare problemi all’integrità dell’unghia, oltre che indebolire e predisporre alla comparsa di macchie gialle o di striature sulla lamina ungueale. Nel lungo periodo l’unghia potrebbe risultare pertanto indebolita, meno compatta, e con una superficie meno liscia”.

In Italia la bellezza delle unghie è molto sentita, con un trend dei servizi di manicure e pedicure, secondo recenti rilevazioni di Unioncamere- Infocamere, che ha segnato un +46% tra il 2012 e il 2017: “Per gli italiani” spiega AIDECO, che ha scelto di parlare della salute delle unghie nel suo ultimo congresso “avere le mani curate è sinonimo di ordine, pulizia e per le donne di femminilità. Le unghie, in particolare, possono aumentare l’idea di bellezza delle mani. Smalti, smalti gel, semipermanenti sono tutti una serie di prodotti che vengono applicati direttamente sulle unghie per dare quel tocco in più”.

Uno dei rischi è quello di contrarre una dermatite allergica da contatto, scatenata da composti acrilici come HEMA e Di-HEMA, più frequentemente a carico di unghie e punta delle dita. Le manifestazioni sono prurito, rossore, gonfiori, lesioni: “Quando queste resine artificiali entrano in contatto con la pelle circostante dell’unghia” spiega il professor Celleno “è possibile che determinino l’insorgenza di una dermatite allergica da contatto. Spesso questa dermatite può insorgere non soltanto nella zona di applicazione, ma anche in un’altra sede cutanea dove la persona toccandosi può trasferire la presenza di queste sostanze. Va rilevato che i composti acrilici sono frequentemente responsabili dell’insorgenza di reazioni avverse di tipo professionale a causa del loro ampio utilizzo in molteplici settori, tra cui appunto i cosmetici”. Davanti all’insorgere di una dermatite allergica da contatto è opportuno interrompere l’utilizzo dei prodotti sospettati, rivolgendosi quindi “ad un medico, meglio ad un dermatologo”.

La salute delle unghie può essere messa a repentaglio anche dall’onimocosi, che colpisce la lamina, dovuta all’azione di funghi patogeni come Trichophyton rubrum e Trichophyton mentagrophytes. Per la cura meglio ricorrere, più che a metodi naturali, a “farmaci specifici”, raccomanda il professor Celleno, “perché una volta che si è instaurata l’infezione della lamina ungueale, è molto difficile raggiungere i microrganismi che l’hanno invasa. È però necessario farsi seguire da un medico specialista perché spesso la terapia delle onicomicosi è complessa e molto lunga”.

Precauzione va prestata anche in caso di ricostruzione delle unghie, meglio se praticata, raccomanda ancora, da persone qualificate del settore, come gli estetisti (purché non abusivi).

Cautela anche qualora si decida di acquistare kit per uso domestico con lampade UV o LED per l’applicazione dello smalto: “L’esposizione agli ultravioletti” spiega il professor Celleno “dura un brevissimo periodo di tempo ed inoltre dovrebbe riguardare soltanto il gel posto sulla lamina ungueale che sotto l’azione dei raggi ultravioletti si fissa sull’unghia e si indurisce. Sarebbe quindi buona cura evitare che la pelle intorno all’unghia subisca l’azione diretta dei raggi UV. L’irradiazione, infatti, a lungo andare potrebbe causare quei danni ormai noti”.

Una nota anche sui solventi per la rimozione dello smalto, che, se “non ben formulati o male utilizzati”, possono esporre l’unghia alla loro azione aggressiva. Una buona norma è quella di “risciacquare bene dopo il loro utilizzo” raccomanda il professor Celleno.

Come devono comportarsi, invece, le donne in gravidanza o in allattamento? Possono, cioè, usare smalti permanenti o semi-permanenti? Nonostante la lamina ungueale sia “praticamente impermeabile”, la prudenza è tuttavia d’obbligo: “Fermo restando che in gravidanza l’attenzione deve essere massima” conclude il professor Celleno “va considerato che un trattamento cosmetico, in generale e specialmente in questo caso, può determinare un assorbimento trascurabile. Ciononostante se si può evitare l’uso di queste pratiche per le unghie in gravidanza ed allattamento sarebbe preferibile”.

  

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