Il sonno dei bambini: consigli per una nanna serena e sicura

L’insonnia, la pipì a letto, gli incubi notturni sono tra le cause della cattiva qualità del sonno dei più piccoli. Il rischio della morte in culla

Anche i più piccoli soffrono di disturbi del sonno. Tra le cause principali c’è l’insonnia, considerata tipica del mondo occidentale e industrializzato. Come osservato dalla Società Italiana di Pediatria rispetto a un secolo fa i bambini (e anche gli adolescenti) dormono, infatti, due ore in meno per colpa dei “ritmi frenetici”, delle luci artificiali, sempre più presenti, degli strumenti elettronici.

Fra le altre cause ci sono le parasonnie, ipersonnie, disturbi del ritmo cicardiano, respiratori, del movimento. Le parasonnie, ad esempio, comprendono sonnambulismo, risvegli confusionali, terrori notturni, incubi, paralisi del sonno, enuresi notturna (fare la pipì a letto), allucinazioni. Bambini con problemi ad addormentarsi, spiega la Società Italiana di Pediatria, possono essere in alcuni casi figli di madri con sintomi nevrotici e/o depressivi o che provano “sentimenti ambivalenti” nei loro confronti.

CONSEGUENZE

Una cattiva qualità del sonno si può ripercuotere sulla vita scolastica e l’apprendimento con i bambini che possono addormentarsi a scuola o facendo i compiti, mentre a volte possono essere troppo stanchi per fare sport. Oltre a sonnolenza, disattenzione, ridotta memoria di lavoro, le altre conseguenze, spiega la Società Italiana di Pediatria, possono essere lo scarso controllo degli impulsi, disregolazione del comportamento, ADHD o disturbo da deficit dell’attenzione ed iperattività, disturbo oppositivo-provocatorio, disturbi depressivi.

Negli adolescenti possono, invece, verificarsi abuso di alcool, cannabis o altre droghe, depressione, tendenza al suicidio.

MORTE IN CULLA

Un altro fenomeno è quello della morte in culla, più precisamente sindrome della morte improvvisa e inattesa nell’infanzia. Per contrastarla non mancano i consigli dei pediatri, ad esempio, sulla posizione del neonato, il tipo di materasso, il sacco nanna, cosa non va messo nella culla, in quale stanza e con chi non farlo dormire, i rischi del fumo, l’importanza dell’allattamento al seno, la temperatura ambiente ideale, l’impiego del succhiotto.

Per un sonno sicuro alcuni pediatri americani consigliano di comprare sempre lettini certificati, che si tratti dei classici lettini, lettini portatili, lettini da affiancare al letto. Tra gli accessori si possono, invece, acquistare, ciucci, tiralatte, lenzuola specifiche per lettino, pigiamini, sacchi nanna, marsupio frontale, materassino da gioco. Viceversa non andranno comprati trapunte, piumini, cuscini per neonati, paracolpi, cunei, posizionatori. Senza dimenticare, contro il rischio soffocamento, che un neonato non va mai lasciato dormire con il bavaglino.

DECALOGO AMICO DEL RIPOSO

Per aiutare il sonno dei bambini la Società Italiana di Pediatria ha realizzato un decalogo per i genitori. 

Prima regola è il rispetto dell’orario della nanna: “Abituare il piccolo sin dalla tenera età ad addormentarsi sempre alla stessa ora, adattando i ritmi della famiglia a quelli del bimbo e non viceversa (se si tiene sveglio il bambino perché il papà arriva tardi e vuole giocare si sposta in avanti tutto il suo sonno). Le buone abitudini vanno mantenute e consolidate nell’arco della crescita, variandole in base all’età”. 

Il bambino deve, quindi, potersi addormentare sempre nello stesso ambiente, grazie anche ad alcuni accorgimenti: “Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente (che sia la sua cameretta o nei primi mesi quella dei genitori) adeguatamente preparato, con luci soffuse senza device accesi, ed eventualmente con una musica dolce e monotona di sottofondo. Non farlo addormentare in ambienti diversi, come sul divano in sala mentre si guarda la televisione. Costruiamo e manteniamo gli stessi rituali di avvicinamento al sonno”.

La fase di alimentazione va dissociata da quella dell’addormentamento: “Nei primi due o tre mesi di vita manca la fase di addormentamento, nel senso che non è possibile riconoscere con precisione quando il bambino sta crollando. Nei mesi successivi invece appena si notano alcuni segnali (non succhia più con forza, chiude gli occhietti) si deve staccarlo dal seno e metterlo nel lettino. 

Importante il rispetto dell’orario dei pasti: “Anche se il bambino va al nido cercare di mantenere gli stessi orari del pranzo, merenda e cena, adeguando i nostri orari ai suoi”.

Occhio alla luce blu: “Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena. Spegnere tutto almeno un’ora prima dell’addormentamento. La luce dei device riduce la produzione della melatonina che favorisce l’addormentamento. Mantenere tutti gli apparecchi elettronici, inclusa la televisione, il computer e il cellulare fuori dalla stanza da letto”.

Importante mantenere lo stomaco leggero: “Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire. Evitare il latte o altri liquidi compresa la camomilla durante i risvegli, preferire piuttosto l’utilizzo di un oggetto consolatorio per riaddormentarsi, come il ciuccio per esempio”.

Considerare il ruolo della luce: “Regolare con attenzione l’esposizione alla luce. Per il sonnellino pomeridiano mantenere la luce dell’ambiente; ridurre l’esposizione il più possibile per la notte; potenziare la luce appena svegli. Il nostro ritmo sonno veglia, come quello dei nostri figli, è governato dall’alternanza della luce e del buio”.

Dopo le 4 del pomeriggio vanno evitate le sostanze eccitanti: “No a tè, solo deteinato in caso, no a bevande contenenti caffeina e no alla cioccolata”.

Per favorire un buon sonno è importante un’alimentazione equilibrata: “Con un adeguato introito di liquidi durante il giorno. Preferire cibi contenenti fibre e triptofano che è un precursore della melatonina, come carni bianche, pesce azzurro, verdure verdi, legumi e cereali”.

Dormire nel lettone? “No ai bambini nel lettone. Dopo i primi 8/10 mesi di vita, abituarli all’autonomia vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio ambiente. Nei casi di risveglio, riportarli sempre nel loro lettino. Un metodo che può funzionare è promettere un premio al bambino se non va nel letto dei genitori”.

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