Sport d’autunno e oltre, occhio al pericolo funghi: come salvarsi dal contagio

I miceti, funghi che colpiscono dalle unghie all’inguine, proliferano in luoghi al chiuso, umidi e poco igienici: strategie per respingerne gli attacchi

di Stefania Elena Carnemolla - Giornalista pubblicista   -   Twitter

In autunno e per tutto l’inverno c’è chi, in attesa della bella stagione, non rinuncia all’attività fisica, con palestre e piscine prese d’assalto. Un’ottima frequentazione - così la definisce Assosalute, l’associazione italiana di farmaci di automedicazione di Federchimica - che aiuta a tenersi in forma e a combattere lo stress contro la tentazione letargo. Luoghi, tuttavia, che nascondono un nemico, i funghi, che con acari, scarafaggi, mammiferi e allergeni occasionali sono tra i più comuni allergeni indoor: “Ambienti chiusi e riscaldati, come palestre o piscine, uniti a spogliatoi caldi e umidi” spiega, infatti, Assosalute “creano le condizioni perché si sviluppino miceti (chiamati nel linguaggio comune funghi) ovvero microrganismi patogeni in grado di diffondersi su pelle, peli e unghie dando origine a infezioni dette appunto micosi”.

Fiitness © 1zoom.net

Scudo contro i miceti

Non sempre, però, i funghi superano la resistenza del corpo umano, questo perché ci sono fattori che ne limitano la penetrazione attraverso la barriera cutanea. Li ricorda uno studio di Simonetta Della Libera e Lucia Bonadonna sui rischi correlati alla contaminazione microbica delle superfici degli ambienti acquatici pubblicato nel rapporto ISTISAN 07/11 dell’Istituto Superiore di Sanità. Questi fattori sono stati riconosciuti come la presenza dello strato corneo, le cui cellule costituiscono un limite che blocca l’accesso dei microrganismi nell’epidermide, con le condizioni di secchezza cutanea che rendono, pertanto, difficile la crescita di molte specie; i valori di pH mantenuti a bassi livelli dagli acidi grassi prodotti dalla flora cutanea residente durante il metabolismo; il sistema immunitario non debilitato; la presenza, infine, di flora interferente che “potenzialmente inibisce la colonizzazione di altri microrganismi attraverso l’occupazione dei siti, l’esaurimento dei principi nutritivi e l’elaborazione di sostanze antibatteriche”.

Funghi in palestra e in piscina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nelle sue linee guida per ambienti acquatici salutari ad uso ricreativo parlando, ad esempio, delle piscine ne ricorda i rischi che, oltre di natura fisica con traumi, lesioni, fratture e annegamento e chimica, in particolare a causa di agenti disinfettanti e loro sottoprodotti, sono anche di natura biologica, a causa, ad esempio, dei funghi. I funghi che infestano piscine e palestre appartengono ad alcuni generi dei miceti dermatofiti. Il contagio, spiega lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità, può avvenire per via diretta o indiretta o per autocontagio. Nel primo caso le lesioni colpiscono viso, avambraccio e gambe, mentre nel secondo - con i “materiali infettanti” che vengono trasportati da una parte all’altra della superficie corporea dello stesso individuo, in particolare con il grattamento - le lesioni, che a differenza delle prime sono multiple, interessano quasi sempre le “regioni coperte dagli indumenti”. 

Nuoto in piscina © The Journal.ie

Nelle piscine (e, a seconda, nelle palestre) il contagio, spiega lo studio, avviene attraverso la biancheria, teli, indumenti intimi, pavimenti degli spogliatoi, panche, pedane in legno delle docce, box doccia, scarpe e materiale contaminato (come gli attrezzi ginnici non disinfettati dopo l’uso), mentre a favorire la presenza di funghi sono le scarse condizioni igieniche e il particolare microclima degli ambienti. Nelle piscine, spiega in dettaglio lo studio, i patogeni possono trovarsi negli spazi perimetrali intorno alle vasche come pavimenti, rivestimenti murari, trampolini, corrimano e scalini, quindi nelle superfici degli spogliatoi come pavimenti, rivestimenti murari, panche e dei servizi come il piano doccia.

Piscina © 1zoom.net

Nelle piscine (e anche nelle palestre) la diffusione delle infezioni, continua lo studio, è dovuta all’uso di scarpe chiuse e/o di gomma, calzini non traspiranti che, favorendo l’aumento della temperatura locale e iperidrosi, ossia eccessiva sudorazione, creano “macerazione e innalzamento del pH cutaneo” favorendo, così, la colonizzazione e l’insediamento parassitario dei funghi. Senza dimenticare che la diffusione delle infezioni è dovuta anche dalla condivisione di scarpe da bowling, scarponi da sci, pattini da ghiaccio e a rotelle.

Scarpe da bowling © 1zoom.net

Piede d’atleta

Tra le micosi più diffuse in ambienti come piscine e palestre c’è la Tinea pedis, un’infezione cutanea del piede dovuta all’Epidomophyton flocossum o a miceti del genere Trichophyton e i cui sintomi sono macerazione, lesioni e desquamazione della pelle con forte prurito. La Tinea pedis, chiamata anche piede d’atleta, può essere trasmessa, spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità nelle sue linee guida, da persona a persona o con il contatto, ad esempio in piscine e palestre, con pavimenti di docce e spogliatoi e bordi delle piscine contaminati con cute infetta. Le persone affette da Tinea pedis o simili infezioni cutanee, ammonisce l’Organizazione Mondiale della Sanità, “non dovrebbero frequentare piscine pubbliche, invasi acquatici naturali e vasche per idromassaggio” per evitare che possano scaricare il fungo in luoghi frequentati da altre persone. Un divieto cui accompagnare anche una costante disinfezione degli ambienti.

Epidermophyton floccosum © Wikipedia

Frequentare luoghi contaminati da funghi dermatofici e lieviti, può, infatti, causare, spiega lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità, micosi superficiali ai danni di cute, capelli, unghie, con lesioni a carico della pelle e degli annessi, nonché micosi, maggiormente invasive rispetto alle prime, estese a derma e strutture sottocutanee e agevolate dalla presenza di lacerazioni della cute che consentono al fungo di “superare la barriera della pelle”.

Controllo micosi © The Healthy

Tigna e sport

La tigna, come viene comunemente chiamata la dermatofitosi, può anche colpire unghie delle mani e dei piedi e del letto ungueale (Tinea unguium), braccia, gambe e tronco (Tinea corporis), zona inguinale (Tinea cruris), mani e area del palmo (Tinea manuum), capelli e cuoio capelluto (Tinea capitis), viso (Tinea faciei) e peli del viso (Tinea barbae). Chi fa sport, è più a rischio di sviluppare un’infezione fungina “perché alle condizioni ambientali si aggiunge il sudore che, inevitabilmente, si produce quando si consuma energia correndo, nuotando o pedalando” spiega Assosalute, che ricorda come “il cambiamento di colore della pelle, un arrossamento localizzato nelle parti più a rischio (come le pieghe inguinali o gli spazi interdigitali), insieme ad un’inusuale umidità della zona interessata e a una desquamazione della pelle spesso accompagnata da prurito” siano “campanelli d’allarme che dovrebbero far pensare a una infezione fungina”.

Mountain bike © 1zoom.net

Farmaci contro la micosi

Contro l’infezione fungina, spiega Assosalute, aiuteranno farmaci di automedicazione ad azione antimicotica come creme e pomate da applicare localmente senza sospendere il trattamento, a differenza di quanto raccomandato dal foglietto illustrativo, davanti a una scomparsa rapida dei sintomi – in caso di dubbi andranno chiesti consigli al medico o al farmcista. I rischi di una terapia discontinua come la sospensione della cura, spiega, infatti, Assosalute, può causare il ritorno delle lesioni cutanee e l’insorgere di resistenze nei confronti dei farmaci usati per contrastare l’infezione. Se il trattamento topico, viceversa, non è sufficiente a debellare l’infezione o il fungo nel frattempo è diventato resistente ai principi attivi di creme o pomate, solo il medico, conclude Assosalute, potrà prescrivere trattamenti sistemici, in particolare per via orale, per sconfiggere definitivamente la micosi.

Decaloghi contro la micosi   

Se disinfezione e sanificazione degli ambienti come palestre e piscine sono importanti per la prevenzione delle infezioni fungine, anche i comportamenti del singolo possono aiutare. Dopo ogni attività fisica, raccomanda, ad esempio, lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità, lavare accuratamente il corpo con disinfettanti per uso topico; non lavare la cute con prodotti oleosi perché antitraspiranti; preferire saponi a pH leggermente acido e con blanda azione antibatterica (saponi, ad esempio, con estratto di timo o zolfo); dopo la doccia asciugare il corpo per eliminare ogni traccia di umidità - in piscina per la stessa ragione non bisognerebbe rimanere troppo a lungo con il costume bagnato addosso; non camminare a piedi nudi sui bordi della piscina, nelle docce e negli spogliatoi e servizi comuni; indossare sempre scarpe personali; lavare e asciugare bene tutti gli indumenti usati in piscina; evitare lo scambio di scarpe, teli, accappatoi e indumenti per limitare la possibilità di trasmettere potenziali infezioni; non usare capi in fibra sintetica e/o troppo aderenti perché se la pelle non traspira, si creano macerazioni destinati a diventare “terreno fertile” per i funghi; preferire indumenti in cotone, in lino o in lana, da cambiare quotidianamente; scegliere scarpe da ginnastica traspiranti e usare solette al carbone vegetale o alla clorofilla.

Fitness © 1zoom.net

Un altro decalogo, con varianti, è quello di Assosalute, che raccomanda:  

1. Nelle docce occorre sempre indossare ciabatte e, in generale, non camminare mai a piedi nudi! I miceti, infatti, possono sopravvivere anche per diversi giorni in ambienti umidi.

2. Far traspirare a sufficienza la pelle, soprattutto nelle zone a rischio come l’inguine.

3. Prestare attenzione alla scelta del sapone e dello shampoo. La pelle si difende da funghi e batteri grazie a un invisibile strato di grasso che la ricopre ed è importante non alterarne il pH. Evitare i detergenti troppo aggressivi, che modificano l’acidità della pelle e ne distruggono lo strato lipidico. Il lavaggio deve idratare l’epidermide, oltre che levigarla e renderla elastica.

4. Non scambiarsi asciugamani e non usare accappatoi altrui per evitare la trasmissione dell’infezione.

5. Asciugarsi bene, perché gli ambienti umidi e, quindi, anche la pelle bagnata, possono favorire la proliferazione dei miceti. Ad esempio dopo aver passato molto tempo in acqua la pelle si ammorbidisce eccessivamente ed è proprio in questi momenti che risulta più facilmente attaccabile da ogni tipo di infezione, funghi compresi.

Nuoto in piscina © Le Moulin de Lande

6. Le scarpe sono un accessorio fondamentale quando si tratta di praticare sport. È bene utilizzare calzature realizzate con materiali traspiranti, per evitare accumuli di umidità. Arieggiarle dopo aver praticato attività sportiva può prevenire l’insorgenza delle micosi

7. In caso di infezione occorre lavare i vestiti e soprattutto la biancheria intima ad alte temperature.

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