Ansia e paura di morire? Da cosa sono causate, come affrontarle e vincerle

Gli eventi catastrofici, sia naturali sia causati dall'uomo, possono produrre qualcosa di profondo e destabilizzante legato all'identità delle persone

Ansia e paura di morire Da cosa sono causate come affrontarle e vincerle

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Telegiornali e mass media riportano frequentemente, tra i numerosi fatti di cronaca, disastri naturali come terremoti, alluvioni, incendi, ma anche catastrofi causate dall'uomo come le guerre. In questo  caso i fatti più recenti portano addirittura a temere un disastro nucleare al centro dell’Europa.

Fenomeni di questa portata sono in grado di suscitare, anche fra le persone più calme, un profondo senso di ansia e di preoccupazione costante che il danno possa verificarsi ancora.

Le paure profonde

L'uomo è così portato a sperimentare paure profonde e ancestrali che lo mettono nella condizione di dover fare i conti con un fenomeno assolutamente imprevedibile e che nessuna invenzione umana è in grado di controllare pienamente: quando la terra trema, quando la natura fa sentire la sua “voce”, non solo viene messa a repentaglio la propria esistenza ma tremano anche i personali punti di riferimento e tutte le proprie certezze.

La paura dell'ignoto e la paura della morte possono provocare molteplici conseguenze a livello psicologico. I cataclismi, pertanto, rappresentano per l'uomo eventi eccezionali rispetto ai quali reagisce con ansia e stress.

La casa rappresenta il simbolo di protezione e di sicurezza per ogni persona. Quando interviene una catastrofe a distruggerla davanti ai propri occhi, la psiche subisce un duro colpo.

Le conseguenze materiali di un terremoto o di una guerra si associano facilmente alle conseguenze psichiche: le macerie, le case polverizzate o le crepe sugli edifici hanno moltissime similitudini con le distruzioni e le crepe che si creano all'interno di chi subisce i danni di un evento catastrofico.

Questi eventi catastrofici sia naturali sia causati dall'uomo producono qualcosa di più profondo, di destabilizzante, legato all'identità delle persone, alle certezze di una vita e alla quotidianità che di colpo viene interrotta. Nella maggior parte dei casi sono le perdite affettive e materiali insieme allo sgretolamento della sicurezza e del proprio futuro a far emergere e sviluppare il trauma in chi viene colpito direttamente.

L'unica differenza tra conseguenze materiali e psichiche è che le prime è possibile quantificarle, a differenza delle seconde: l'elaborazione di un trauma è un processo diverso in base alle caratteristiche psicologiche della persona colpita e della perdita che ha subito. Di certo, l'esposizione ad un episodio violento, catastrofico e traumatico nel quale hanno perso la vita centinaia di persone tra cui i propri familiari, compromette le fondamenta dell'equilibrio psicologico e può determinare crolli emotivi intensi o disturbi che si verificano anche molto tempo dopo l'evento traumatico.

In generale l'attivazione fisiologica della paura e lo stress generato da situazioni pericolose possono far emergere:

  • attacchi di panico: ritrovarsi in situazioni potenzialmente rischiose può scatenare un vero e proprio attacco di panico che si manifesta con sintomi come tachicardia, sudorazione, tremore alle gambe, mancanza di aria, paura di morire. La durata di un attacco di panico può variare da alcuni secondi fino ad arrivare a qualche ora. In linea di massima, comunque, si stima che gli attacchi di panico abbiano una durata media di circa venti minuti-mezz'ora. L'attacco di panico in caso di disastri naturali può colpire sia chi ne soffre già, sia chi non ne ha mai sofferto.
  • disturbo post-traumatico da stress (post traumatic stress disorder, PTSD): il disturbo si caratterizza per la presenza di una serie di sintomi come: flashback, incubi, pensieri, immagini intrusive che portano la persona a rivivere l'evento traumatico vissuto; evitamento di situazioni e stimoli che possono avere a che fare o ricordare alla persona il trauma subito; elevati livelli di attivazione psicofisiologica come irritabilità, disturbi del sonno, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione, ecc.; sintomi fisici tra i quali tachicardia, mancanza di appetito, emicranie, ecc

Come affrontare le paure

Per affrontare in maniera efficace la paura, l'ansia generata dal terremoto e in generale dai disastri naturali, è importante prima di tutto mettere in evidenza un aspetto: provare paura, avvertire uno stato di attivazione psicofisiologica, è del tutto normale, dal momento che rappresenta la modalità di risposta adatta ad affrontare un evento così pericoloso. La paura, ci protegge e ci spinge a mettere in atto, solitamente, il comportamento più adeguato per garantire la sopravvivenza.

Può essere di grande aiuto, per le persone colpite dal trauma, rivolgersi ad un professionista affinché possano indirizzare le proprie emozioni in maniera costruttiva. In una prima fase è importante condividere il proprio vissuto così da poterlo elaborare. Spesso si tende a non voler verbalizzare l'accaduto quando invece è importante per poterlo affrontare.

Una delle frasi più ricorrenti riferite da chi vive un trauma come il terremoto è quella del “desiderio di tornare alla normalità” che nasconde il bisogno di voler tornare ad essere sereni come prima dell'evento traumatico.

Per questo è necessario incanalare il proprio stato d'animo verso obiettivi concreti e realizzabili nel futuro alla ricerca di una nuova normalità.

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