Usi e benefici dell’olio di tea tree antico rimedio degli aborigeni australiani

Ha odore intenso, proprietà antibiotiche, antinfiammatorie, antiparassitarie, mucolitiche, ma non cura, come si pensa, il Covid-19

È ancora oggi conosciuto come tea tree, albero del tè, ma non è la Camelia sinensis, il vero albero del tè, dalle cui foglie da secoli si ricava la famosa bevanda. Il primo è, invece, la Melaleuca alternifolia, un albero della famiglia delle Mirtacee originario dell’Australia orientale e diffuso in altre zone del paese. A chiamarlo tea tree fu, nel Settecento, James Cook, esploratore, navigatore e cartografo britannico, dopo che alcuni indigeni Bundjalung, aborigeni dell’Australia orientale, gli offrirono un infuso dal sapore speziato e rinfrescante ricavato dall’estratto delle foglie di un albero fino ad allora sconosciuto in Occidente.

I Bundjalung ne avevano, infatti, scoperto le virtù, inalando l’olio essenziale delle foglie per curare tosse e raffreddore, applicando le foglie sulle ferite, preparando infusi contro mal di gola, punture di insetti, abrasioni, piccole ferite tanto che ancora negli anni Venti del secolo scorso i medici australiani usavano l’olio essenziale del tea tree per pulire le ferite e prevenire, così, le infezioni.

POTENZIALE ECONOMICO

Per molto tempo l’olio essenziale di tea tree fu un rimedio della medicina popolare, eredità della medicina tradizionale aborigena australiana, fino a quando il chimico australiano Arthur de Ramon Penfold, allora direttore del Technological Museum di Sydney, non ne descrisse le caratteristiche in una comunicazione dal titolo The essential oils of Malaleuca linariifolia (Smith) and M. alternifolia (Cheel) tenuta alla Royal Society of New South Wales il 4 novembre del 1925, quindi pubblicata sul Journal and Proceedings of the Royal Society of New South Wales (LIX, 1925-1926). La descrizione delle caratteristiche dell’olio essenziale del tea tree, i cui più importanti principi attivi sono il terpinene e il cineolo, aprì la strada alla sua industrializzazione e commercializzazione in un’epoca in cui si studiavano gli oli essenziali australiani dal potenziale economico.

Per ricavare l’olio essenziale dalle foglie e dai rami terminali della Melaleuca alternifolia nei primi tempi venne utilizzata una tecnica rudimentale, tagliando a mano il materiale vegetale e distillandolo sul posto utilizzando alambicchi improvvisati, mobili e alimentati a legna. La produzione dell’olio essenziale di tea tree calò negli anni Quaranta per la comparsa della penicillina e di potenti antibiotici, nonché per il calo d’immagine dei prodotti naturali, che conobbero un revival a partire dagli anni Settanta. Contestualmente nacquero diverse piantagioni commerciali mentre l’industria pensò a come meccanizzare, velocizzando il processo, la produzione di olio essenziale del tea tree. La distillazione dell’olio dalle foglie e dai rami terminali della Melaleuca alternifolia avviene ancora oggi in corrente di vapore, mentre, una volta condensato, l’olio essenziale viene separato dal distillato acquoso. Poco successo su larga scala hanno, invece, avuto metodi di distillazione alternativi, come, ad esempio, la tecnologia a microonde.

USO E CONTROINDICAZIONI

Il successo dell’olio essenziale di tea tree, di cui sono ormai riconosciute le proprietà antibatteriche, antivirali e antimicotiche, continua ancora oggi grazie anche alle sue vaste applicazioni. Quest’olio viene, infatti, utilizzato contro acne, afte, angina, ascaridi, ascesso dentario, bronchite, bruciature cutanee da radioterapia, brufoli, croste del latte, dermatiti, duroni, eczemi, edemi linfatici, emorroidi, enteriti, enterocoliti, eritemi solari, eruzioni cutanee, faringite, ferite, follicolite da rasatura o epilazione, forfora, gambe pesanti, gengivite, herpes labiale, infezioni, lamblia, larigingite, lividi, mal di gola, micosi cutanee, otite, paradontide, parassiti degli animali, pediculosi, piede d’atleta, pieghe cutanee, pidocchi, pitiriasi, porri, psoriasi, pustole, raffreddore, rinite, scabbia, shock emotivi, sinusite, stomatite, tigna, vaginite, varici, verruche, tracheite. L’olio essenziale di tea tree aiuta anche il sistema nervoso contro stanchezza, fatica mentale, inerzia, stati depressivi. Igienizza, inoltre, la pelle, rinfresca i piedi, mantiene forti e sane le unghie, mentre da qualche anno  la ricerca biomedica lo studia per lo sviluppo di terapie oncologiche.

L’olio essenziale di tea tree ha, tuttavia, alcune controindicazioni. Non vanno mai superate le giuste dosi, viceversa può provocare disturbi digestivi accompagnati da nausea e vomito, nonché reazioni allergiche cutanee. Non va usato durante la gravidanza e l’allattamento. È altresì controindicato per chi soffre di insufficienza epatica e renale. Né va somministrato per via orale ai bambini al di sotto dei 5 anni.  

IDEE DI UTILIZZO

In commercio l’olio essenziale di tea tree si trova in gocce da diluire in acqua o su zollette di zucchero o cucchiaino di miele, capsule, tavolette o come ingrediente di detergenti intimi, shampoo, bagnoschiuma, colluttori, lozioni, pomate, spray nasale, balsamo per le labbra, roll-on. Un classico sono gli integratori con olio essenziale di tea tree e semi di pompelmo o estratto di pompelmo, ad esempio per aiutare le difese immunitarie con l’arrivo dei primi freddi mentre contro le malattie da raffreddamento l’olio di tea tree può essere aggiunto alle vaschette degli umidificatori dei termosifoni per purificare l’aria. Mescolato, invece, a sapone nero o di Marsiglia, olio di Neem o di oliva, olio essenziale di cannella e di eucalipto può essere nebulizzato sulle piante per combattere afidi, cocciniglie, mosca bianca.

Una guida sugli oli essenziali consiglia, ad esempio, di mescolare una goccia di olio di tea tree con aloe vera per ricavarne un gel lenitivo, antimicrobico, purificante della pelle. 2 gocce aggiunte a un bagnoschiuma neutro aiuteranno, invece, contro i funghi della pelle; 1 goccia sul dentifricio contro la placca; 2 gocce nel detergente intimo contro infiammazioni e infezioni delle vie urogenitali; 2 gocce nello shampoo contro pidocchi, capell grassi, forfora. Mescolando, spiega ancora la guida, 5 gocce di olio di tea tree a 50 ml di burro di karité s’ottiene un unguento balsamico contro tosse, raffreddore, herpes labiale, nonché per lenire le labbra screpolate dal freddo. Aggiungendo 7 gocce di olio essensenziale di tea tree in una bacinella di acqua bollente si possono, invece, fare suffumigi contro bronchite, sinusite, congestioni delle vie respiratorie, coprendo la testa con un’asciugamano e inspirando a bocca chiusa col naso.

TRUFFE E PANDEMIA

In epoca di pandemia anche l’olio di tea tree è finito nella rete dei truffatori della salute, che hanno cercato di spacciarlo come rimedio contro il Covid-19. A marzo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni di alcune consumatrici, ha, ad esempio, aperto un’istruttoria contro un professionista italiano che, attraverso il proprio sito, nonché il profilo Instagram della società e di quello dell’influencer associato alla prima, ha tentato di vendere prodotti detergenti e cosmetici all’olio essenziale di tea tree australiano e di manuka utilizzando l’hashtag #coronavirus e pubblicizzandoli come rimedi antivirali per contrastare il Covid-19, con ciò violando il Codice del Consumo. “Risulta” si legge, infatti, nel documento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul caso “che il professionista adotta modalità di vendita del prodotto che appaiono ingannevoli e aggressive, in spregio ai diritti dei consumatori, i quali sarebbero sensibilmente influenzati nella loro capacità decisionale e indotti all’acquisto, anche alla luce dell’attuale emergenza sanitaria”.

E più avanti: “Le affermazioni diffuse attraverso Instagram e il sito web sulle capacità antivirali, disinfettanti, di prevenzione di infezioni respiratorie e del contagio da coronavirus, possedute da prodotti cosmetici ed integratori, appaiono suscettibili di fuorviare il consumatore, inducendolo a credere che essi, contrariamente al vero, possano avere efficacia preventiva contro la COVID-19”. Una pratica commerciale, come si vede, grave che ha tentato di sfruttare la tragedia della pandemia per orientare i consumatori verso prodotti le cui proprietà, usando l’inganno, erano state piegate agli interessi economici del truffatore. 

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