Addio alle creme per il viso: è boom di maschere in tessuto e cerotti hitech

È il trend beauty 2019: stoffe, fogli e veline in maschere concentrate pronti all’uso

Addio alle creme per il viso: è boom di maschere in tessuto e cerotti hitech
TiscaliNews

Non c’è più bisogno di spalmare crema di bellezza oggi ci sono i patch, i tessuti e le maschere di ogni tipologia, materiale e forma. Fanno tutto loro perché sono già pronti e tagliati a misura di ogni singola area da trattare. Si va dai cerotti a forma di labbra, contorno labbra e zigomi a scopo rimpolpante alle fibre tessili a forma di occhiaie per sgonfiarle, dalle veline da tamponare sul viso per levare l’untuosità e ritrovare luminosità senza doversi truccare, alle maschere hi-tech ringiovanenti e a quelle a sacchetto liquido anche da tenere in freezer. Ultima nata, la “cosmesi tessile” che sforna maschere asciutte contenenti preparazioni di sostanze attive, pure e concentrate, insieme a sistemi di trasporto “carriers” tipo liposomi, che permettono di superare la barriera della pelle e agire meglio di una semplice crema spalmata con il dito.

Cosa contengono?

All’interno si trovano microparticelle di lipidi nutrienti, come acidi grassi, fitosteroli e trigliceridi e composti naturali che, con il calore della pelle e il movimento del tessuto cutaneo sottostante, si diffondono negli strati cutanei svolgendo anche una leggera pressione e un mini massaggio. L’azione si potenzia anche grazie a nuovi sistemi tecnologici applicati ai materiali con cui sono composti cerotti e mascherine, come l'applicazione di micro aghi nel tessuto che rilasciano antiossidanti e vitamine oppure l'associazione fra maschere di silicone e micropolveri di tormalina ad azione infrarossa che agiscono ringiovanendo la pelle, brevetto made in Taiwan (della Mub Bio technology) premiato recentemente al Cosmoprof di Hong Kong, la fiera mondiale della cosmesi in Asia.

I materiali

Molto popolari nei paesi dell’est dove hanno registrato un enorme successo a partire dal 2015, le nuove maschere e patch sono fatte di carta, cotone, cellulosa, pellicole, perfino fogli di polpa di cocco e sono bagnate di sieri per lo skincare ad alta concentrazione, spesso singoli ingredienti ma puri come l’acido ialuronico.

Enzimi, lieviti, funghi e persino broccoli

Le beauty masks, confezionate singolarmente e in genere monouso, piacciono sempre di più anche in Europa. All’ultima edizione italiana del Cosmoprof di marzo, svolto alla fiera di Bologna, le maschere in tessuto e i patch facevano la parte del leone. L’amore per la nuova cosmesi-patch contagia la generazione Z e i Millenials tanto da affollare gli scaffali delle profumerie di lusso e delle farmacie.

La grossa differenza con le classiche emulsioni idratanti è dovuta alla forma dei nuovi rimedi ma è anche dovuta al fatto che questi cerotti beauty contengono sieri con singoli ingredienti o al massimo con due o tre sostanze fresche e prive di additivi e il filone minimalista e puro corre parallelo al boom delle maschere. Innovative, ad esempio, anche le linee di infusi di tè bianchi, verdi, neri, blu (tè Olong) e matcha per la cura della pelle (brevetto italiano, Teaology, visto al Cosmoprof). Formule prive di acqua, sostituita dai tè e dalle loro foglie lasciate macerare all'interno dei flaconi. Tra i materiali anche la biocellulosa, il materiale altamente sostenibile in cui sono realizzate le maschere di Comfort Zone, ottenute attraverso la fermentazione del latte di cocco e 100% biodegradabile.

Maggiore personalizzazione

Contro le occhiaie, le borse, il colorito spento, le macchie della pelle, i brufoli, la cute oleosa, le rughe e la perdita di tonicità cutanea useremo sempre più maschere e patch, già pronti o da ritagliare con le forbici a misura di zona da trattare perché la cosmesi sta evolvendo profondamente verso il massimo della personalizzazione.