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Emma Lipman: “finalmente non siamo più delle dilettanti: così ci è cambiata la vita"

"Ora abbiamo garanzie per gravidanza e infortuni, e il salario minimo garantito": la calciatrice che è un pilastro della difesa del Como commenta la svolta storica del professionismo nel calcio femminile

Dopo esser approdata in Italia nell'estate del 2018 tra le fila dell'A.S. Roma, Emma Lipman, difensore britannico naturalizzato maltese classe '89, ha vestito anche le maglie del Florentia, della Lazio ed oggi è un pilastro della difesa del Como, squadra neo promossa in serie A.

Difensore esperto e dotata di un'ottima tecnica, molto abile nell'uno contro uno, Emma ha vinto lo scorso anno il campionato di Serie B con la compagine lariana, e si appresta a vivere la sua prima stagione da "professionista", anche se a suo dire "tutto è cambiato ma ce ne accorgeremo solo in seguito". In effetti le conseguenze del professionismo sono visibili soltanto a lungo termine e poco cambia per chi finora, pur avendo sempre giocato con lo status di "calciatrice dilettante", ha sempre vissuto il calcio in modo professionale.

"La svolta storica del professionismo ha cambiato radicalmente il nostro mondo - racconta Emma - ma i vantaggi sono quasi tutti a lungo termine: abbiamo più garanzie a livello assicurativo, in caso di infortuni e di gravidanza, ma soprattutto possiamo contare sui contributi ai fini pensionistici di cui beneficeremo tra molti anni. Il più grande vantaggio, soprattutto per le giovani, è nella certezza che tutte le calciatrici potranno godere di un salario minimo garantito, mentre fino allo scorso anno c'era qualcuna che al massimo prendeva il rimborso spese. Oggi tutte le ragazze che amano il calcio possono osare e sognare di diventare una calciatrice professionista, e questo farà molto bene al movimento perché sempre più calciatrici straniere saranno tentate dal campionato italiano, con la consapevolezza che saranno trattate contrattualmente come professioniste. Questo è un momento fondamentale della crescita del calcio femminile italiano, che secondo me migliorerà sempre più anche sotto il punto di vista del livello del gioco; inoltre grazie ad azioni mirate di marketing, il movimento crescerà a tutti i livelli."

Esperienze di questo genere Emma le ha già vissute, soprattutto durante la scorsa estate quando nella "sua" Inghilterra si sono disputati i campionati Europei di calcio femminile: "È stato fantastico passeggiare per la mia città natale e vedere nelle vetrine dei negozi, nelle banche e sui cartelloni pubblicitari così tanta pubblicità per il gioco della donna. Il numero ed il record di tifosi in tutte le partite mostra che c'è un enorme interesse per il calcio femminile, quindi ora è il momento di investire non solo nelle carriere delle calciatrici ma anche nell'immagine del gioco!”.

La stagione per Emma e per tutte le altre calciatrici di serie A è già iniziata, e per il Como il primo avversario è stata la Juventus, che ha battuto le lariane con un tennistico 6 a 0: "Nonostante il risultato, è stata una giornata indimenticabile: ovviamente non ci aspettavamo di subire 6 reti ma sapevamo di giocare contro una delle squadre più forti d'Europa. Di sicuro è stato emozionante giocare nel nostro stadio (Il “Ferruccio”) dinanzi a tanta gente che non ha mai smesso di sostenerci.

L’obiettivo stagionale del Como è ovviamente la salvezza, un traguardo duro ma possibile da raggiungere:

“Abbiamo mantenuto l’ossatura dello scorso anno e sono arrivate diverse calciatrici, alcune con esperienza in questo campionato ed altre con talento e potenziale incredibili che sono pronte a vivere questa sfida. In questo momento stiamo ancora cercando di scoprire cosa funziona e cosa non funziona per noi. Siamo una squadra giovane, quindi è importante essere pazienti e quelli come me e gli altri giocatori più anziani si assumono la responsabilità, nei momenti difficili, di cercare di mantenere tutti in equilibrio.”

 A cura di Mariano Ventrella e Artemio Scardicchio