Martina Pizzolato, calciatrice del Cittadella: ”Gioco a calcio ma non lo seguo. Vi spiego perché'

'Puntiamo a fare bene e a toglierci diverse soddisfazioni; adoro il calcio giocato ma non lo seguo tanto perché preferisco rimanere distante da un mondo di alto livello e professionistico, diverso dal nostro ambiente'

Martina Pizzolato calciatrice del Cittadella Gioco a calcio ma non lo seguo Vi spiego perché

Leggi più veloce

Esterno dotata di velocità ed abile nell’uno contro uno, Martina Pizzolato, classe 2004, ricopre il ruolo di ala, sfruttando al meglio la corsa. Cresciuta nel Vittorio Veneto nelle cui fila ha vinto il campionato under 17, ha trovato la maturazione nel Cittadella, vantando inoltre importanti presenze con le selezioni nazionali under 16 e 19.

Umile ma determinata, in campo e fuori, Martina ci racconta com’è iniziata la sua avventura nel mondo del calcio e come prosegue oggi, che gioca in Serie B nel Cittadella con il quale sta affrontando un campionato difficile, impegnativo ma ricco di emozioni e soddisfazioni.

Ciao Martina, come è nata la tua passione per il calcio?

“Da piccola, quando frequentavo la seconda elementare mi era capitato di iscrivermi a un torneo estivo di calcio con i miei amici che mi aveva particolarmente entusiasmato portandomi a proseguire tale percorso in una squadra locale con i maschietti; sono stati anni piacevoli e spensierati nei quali ricoprivo il ruolo di difensore centrale fino al passaggio nella squadra femminile del Vittorio Veneto. Poi l’approdo quattro anni fa al Cittadella”.

Quali sono i tuoi ed i vostri obiettivi stagionali?

“Puntiamo a fare bene e a toglierci diverse soddisfazioni, arrivando il piu’ in alto possibile; adoro il calcio giocato ma non lo seguo tanto in quanto preferisco rimanere distante da un mondo di alto livello e professionistico, diverso dal nostro ambiente”.

Qual è stata la scelta più importante della tua carriera calcistica?

“Il passaggio dal Vittorio Veneto al Cittadella è stato fondamentale nel percorso di crescita e maturazione, scelta condivisa pur nella consapevolezza di dover abbandonare un ambiente ovattato in cui mi ero già integrata da tempo”.

Qual è la differenza nel giocare con i maschi o le femmine?

“Confrontarsi con gli uomini comporta un maggior dispendio di energie fisiche, vista la diversa struttura muscolare mentre con le pari sesso spesso è importante l’aspetto emotivo specie quando occorre trovare un equilibrio nello spogliatoio; consiglio comunque a tutte le ragazze che si avvicinano al movimento di iniziare il percorso con i maschi perché ti aiuta molto a farti le ossa, insegnandoti a farti rispettare e farti valere, non buttandosi giù nei momenti di difficoltà”.

Leggi anche:

Sara Isabel Pisoni: “Guardavo i maschi giocare a bordo campo. Finché un giorno il mister si è incuriosito”

Dai campetti dell’asilo alla Serie B, Gloria Magni: 'Così ho superato l'attimo di sbandamento'

Como Women, Matilde Pavan: “Voglio restare professionista il più a lungo possibile, senza trascurare lo studio”

La calciatrice Nice Matiz: “Così concilio il lavoro in fabbrica, lo studio e gli impegni calcistici'

Antonella Milella: 'La mia passione per il calcio è stata più forte dei pregiudizi'

Yesica Menin, dall'Argentina a San Marino: “Sono diventata calciatrice ispirandomi a mio fratello. La mia ricetta per il successo'

La portiera laureata con 110 che a un mese dal parto era già in campo

“Inseguo i miei sogni, allontanando i ricordi di un lontano passato da incompresa”, l’intervista a Gaia Rizzioli

L’allenatore in carrozzina: “In Italia il 'diverso' fa paura'. E svela la grave umiliazione che ha subito 

 

07/12/2022
logo tiscali tv