Martina Dellatte, da calciatrice ad allenatrice in coppia con il fratello: “Perché ho messo il calcio in standby”

A 24 anni ha appeso gli scarpini al chiodo: "Sono ancora giovane, mi manca il calcio giocato ma ritornerei in campo solo se ci fossero offerte concrete per conciliare anche il percorso come coach"

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Calciatrice duttile dal piede mancino, dotata di visione di gioco e senso della posizione in campo, Martina Dellatte, classe 1996, ha trovato la giusta consacrazione nel diverso ruolo di allenatrice, accelerando i tempi di un percorso, evidentemente predestinato nel Dna di famiglia.

Insieme a suo fratello minore Antonio, classe 2000, compone la “strana coppia” di vice allenatore della categoria esordienti del Barletta, regalando sorrisi ed emozioni ai giovani allievi, felici nel ritrovarsi insieme semplicemente nel calciare una palla, senza sentirsi necessariamente dei fenomeni o campioni.

Ciao Martina, per iniziare una breve panoramica della tua carriera

“Ho iniziato il mio percorso nel calcio a cinque, partendo dalla squadra juniores della Salinis di Margherita di Savoia, prima di rivestire le casacche della Pink Futsal Canosa, Andria, Cerignola e Minervino, per poi proseguire la carriera agonistica nel calcio ad 11 nelle due squadre di Trani, l’Apulia e la Phoenix”.

La svolta come allenatrice

“Ho sempre avuto in mente l’dea di poter diventare un giorno allenatrice ma non mi sarei mai immaginata di accorciare i tempi, cogliendo al volo l’occasione propizia all’età di 24 anni, in un periodo in cui ero ancora nel pieno della mia attività come calciatrice”.

La proposta allettante

“La società del Barletta ha creduto nelle mie possibilità, affidandomi sin da subito la guida dei giovanissimi nel ruolo di vice, prima di assegnarmi da questa stagione il medesimo incarico con gli esordienti, in collaborazione con mio fratello Antonio”.

Com'è il rapporto con tuo fratello?

“Tra di noi c’è un ottimo rapporto, regna intesa e sintonia, se nascono divergenze sulle decisioni da prendere, si cerca sempre di trovare un giusto compromesso per il bene della squadra; ogni intuizione e proposta va ponderata e valutata, non esiste tra di noi un primo o un secondo mister, ci rispettiamo a vicenda, sentendoci entrambi sullo stesso piano senza prevaricare sull’altro”.

Il patentino

“Abbiamo conseguito il patentino Uefa C ma è in cantiere l’idea di conseguire la licenza D che ci permetterebbe di crescere e migliorare il nostro bagaglio con la Uefa B”.

La soddisfazione più grande

“Sentirsi riconoscere dai genitori i progressi maturati dai propri figli ma soprattutto vedere i nostri allievi tornare a casa felici e sorridenti per aver semplicemente tirato dei calci ad un pallone, resta la nostra soddisfazione più grande”.

Il tuo futuro

“Al momento mi sto concentrando solo sulla carriera di allenatrice, avendo messo in standby quella di calciatrice; sono ancora giovane, mi manca indubbiamente il calcio giocato ma ritornerei in campo solo se ci fossero offerte concrete e vantaggiose che mi permettessero di poter conciliare al meglio anche il percorso intrapreso come coach”.

27/04/2023
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