Calcio femminile, Valentina Roscini: "Gap con altre nazioni? Ci penalizza la cultura tendenzialmente maschile"

Una vita nel calcio. attualmente è la responsabile del calcio femminile all’interno del Comitato Regionale Umbria della Figc e da qualche mese ha anche conseguito l’abilitazione come Direttore Sportivo Professionista. L'intervista

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Ha interamente dedicato la sua vita al calcio femminile, prima come calciatrice, poi come dirigente ed in seguito Presidente della Grifo Perugia, che ha trascinato in Serie A e con cui ha vinto uno scudetto Primavera, e successivamente come responsabile del settore femminile della A.C. Perugia; attualmente è la responsabile del calcio femminile all’interno del Comitato Regionale Umbria della Figc e da qualche mese ha anche conseguito l’abilitazione come Direttore Sportivo Professionista: parliamo di Valentina Roscini, figura di spicco del mondo del calcio femminile italiano.

Perugina di nascita, laureata in Economia e Commercio, nonostante la giovane età, Valentina è considerata tra le decane del calcio in rosa ed è tra le persone più conosciute ed amate dai colleghi e dalle calciatrici che l’hanno conosciuto.

Valentina non smette mai di aggiornarsi e studiare, per ampliare il suo bagaglio di conoscenze, e l’ultimo tassello al suo importantissimo curriculum lo ha messo frequentando il corso per Direttori Sportivi a Coverciano, dove ha centrato l’ennesimo traguardo. Molto attiva nel Comitato Umbria, è un autentico fiume in piena e ha una grande missione che porta avanti da sempre con amore, passione e professionalità: sviluppare la pratica del calcio femminile e portare il movimento italiano ai livelli delle altre nazioni europee.

Ciao Valentina, partiamo dall’ultimo traguardo raggiunto come mai hai deciso di iscriverti al corso di direttore sportivo?

“Ho deciso di partecipare al corso in quanto lo ritenevo la naturale chiusura del cerchio per una sportiva come me, che ha intrapreso il percorso nel calcio femminile, rivestendo i diversi e svariati ruoli di calciatrice, presidente, dirigente e responsabile del movimento in Umbria. L’ho considerato come la classica “ciliegina sulla torta” che non poteva e non doveva mancare nell’ambito della mia formazione.”

Il tuo obiettivo a lungo termine

“Amo questo mondo e vorrei restarci per sempre anche se il futuro è sempre un’incognita; mi piace quanto sto facendo finora perché riguarda lo sviluppo dell’intero settore nella mia regione, ma adoro anche il rapporto quotidiano con il club, con le calciatrici e con lo staff che ruota attorno ad una squadra. L’adrenalina che ti trasmettono le calciatrici in occasione di ogni match è la mia linfa vitale da sempre.

Cosa hai imparato dal corso?

“Ho imparato tanto sia a livello di nozioni che a livello umano; per quanto viva in questo mondo da sempre, ci sono sempre tante cose da imparare sia sui libri che nella vita quotidiana. Ho conosciuto colleghi provenienti da realtà ben diverse da loro e da ognuno ho cercato di imparare qualcosa di nuovo. Tutti hanno sempre qualcosa da insegnare agli altri ed il segreto sta nel carpire da ognuno di loro quanto di buono stanno cercando di trasmetterti.”

Com’è cambiato il calcio femminile in questi anni?

“Se penso a quando ho iniziato io, il cambiamento è stato eccezionale; un tempo giocare a calcio per una donna era qualcosa di “strano”, eravamo viste quasi come delle extraterrestri. Oggi sono tante le bimbe che praticano questo sport e in molte zone d’Italia è una normalità. Il cambiamento ha subito un’accelerata grazie all’obbligo dato alle squadre professionistiche di inserire al proprio interno anche il settore femminile: questo ha fatto si che molti genitori dessero alle figlie la possibilità di giocare e di inseguire il sogno di diventare calciatrici. Il professionismo nella serie A è stata la ciliegina sulla torta ma in questa prima fase di crescita si è creata una spaccatura tra le grandi e le piccole squadre. Tanto è stato fatto ma tanto bisogna fare ancora: occorre lavorare molto, e meglio, sui territori per valorizzare i club dilettanti e coinvolgerli in un progetto ambizioso, creando dei bacini di utenza molto ampi, da cui partire per lo sviluppo del settore. Bisogna rafforzare le fondamenta”.

Cosa ci serve per colmare il gap con le altre nazioni?

“La strada è ancora lunghissima, purtroppo; in Italia ci penalizza la cultura tendenzialmente maschile del calcio: occorre una diversa apertura mentale, è necessario che l’italiano medio veda il mondo del calcio come qualcosa di universale, che sia di tutti, al di là del genere e del sesso. Dobbiamo investire sul marketing e sull’informazione, facendo passare il messaggio che è uno sport adatto a chiunque lo desideri praticare”.

Quali gli obiettivi avete raggiunto in Umbria e quali quelli ancora da raggiungere?

“Abbiamo lavorato molto ma tanto ancora c’è da fare; i numeri delle bambine dai 6 ai 15 anni ci sono ed aumenta il numero delle scuole calcio che hanno tesserate di sesso femminile; tutto questo ci incoraggia a credere in un roseo futuro, ma occorre un’ulteriore e decisiva spinta da parte di tutti i settori per portarle a diventare adulte e giocare nelle prime squadre; in Umbria, nel campionato Regionale, ci sono 8 squadre ed è attualmente difficile inserirne altre; tra 4-5 anni si potranno ottenere i primi importanti risultati. Dobbiamo lavorare tutti insieme e in maniera coesa: in questo modo potremo ottenere i risultati che speriamo e che il movimento merita. E’ un lavoro che necessita di tempo e di un aiuto costante d parte di tutti gli organi della Federazione a livello nazionale.”

Tra le varie iniziative del Comitato Umbria per il calcio femminile spicca il “Torneo della Pace”, che prenderà il via questo weekend e che coinvolge otto squadre della categoria Under 17…

Il “Torneo della Pace” sarà una grande vetrina per tutte le partecipanti ed un grande volano per lo sviluppo del movimento in Umbria. Parteciperanno il Perugia, la Ternana, il Bari, il Cittadella, il Bologna, l’Ascoli, l’Ancona ed il Parma, tutte con le proprie squadre Under 17. Il livello del torneo è molto alto e questo farà si che il pubblico si diverta e capisca quanto è cresciuto il movimento. Inoltre sarà una grande esperienza di vita per tutte le calciatrici che potranno confrontarsi con le loro colleghe di tutta Italia. Per questo torneo ringrazio di cuore il Comitato Regionale Umbria, ed in particolare il presidente Repace, e la Lega Nazional Dilettanti che è stata fondamentale per l’organizzazione e lo svolgimento della manifestazione.”

 

18/05/2023
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