Lady Gaga: “La legge sull’aborto è una farsa, pene più alte per medici che per stupratori”

La cantante contro la norma più restrittiva d'America in materia di aborto che lo mette fuori legge anche in caso di stupro o incesto

di C. M.

Per quanto l’Alabama sia lontana da noi, la novità legislativa made in Usa sull’aborto ha destato molto scalpore pure in Italia alimentando un dibattito sui social che coinvolge tutte le associazioni per la tutela dei diritti delle donne. Non stupisce quindi che una combattiva come Lady Gaga abbia da dire la sua in proposito. La cantante ha definito la legge sull'aborto dell'Alabama, firmata dalla governatrice Kay Ivey, uno ''scandalo''. ''La pena è più alta per i medici che per gli stupratori, una farsa'', ha twittato la star usando gli hashtag #AlabamaAbortionBan e #NoUterusNoOpinion.

La governatrice firma

Nella notte è venuta meno anche la speranza che la governatrice dell'Alabama, la conservatrice Kay Ivey, rifiutasse di apporre la sua firma su quella che è diventata la norma più restrittiva d'America sull’interruzione di gravidanza per volere del congresso dello stato. ''Ho firmato. La legge afferma con forza l'idea che ogni vita è preziosa ed è un regalo di Dio'', ha twittato Ivey. Con la firma si apre ora la battaglia legale, con le associazioni a difesa dei diritti delle donne che hanno già annunciato di voler dichiarare guerra alla misura.

Biden: l'ondata di leggi anti aborto è incostituzionale

Da registrare anche la dichiarazione del candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden: "I repubblicani in Alabama, Florida, Georgia e Ohio stanno introducendo leggi che violano chiaramente la sentenza Roe v Wade sull'aborto della Corte Suprema e dovrebbero essere dichiarate anticostituzionali". Biden ha sottolineato su Twitter come la Roe v Wade "è giurisprudenza consolidata e non deve essere rovesciata". "La scelta dell'aborto - aggiunge Biden - dovrebbe rimanere tra la donna e il suo medico".

Aborto vietato anche in caso di stupro

Una legge shock che di fatto mette fuori legge l'interruzione di gravidanza anche di fronte a uno stupro o a un incesto. L'unica eccezione contemplata è quella del rischio "serio" per la vita della futura mamma. Inevitabilmente in tutto il Paese riesplode la polemica, proiettando il tema dell'aborto al centro della campagna elettorale per la Casa Bianca. Con i candidati democratici che attaccano all'unisono la norma e assicurano che si batteranno per difendere i diritti delle donne davanti alla Corte Suprema.

Un rischio per tutti gli Stati Uniti

L'obiettivo della legge è proprio quello di arrivare di fronte ai nove saggi dell'Alta Corte e approfittare della maggioranza conservatrice con le nomine dei giudici Brett Kanavaugh e Neil Gorsuch per infliggere una spallata alla 'Roe v. Wade', la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato l'aborto negli Stati Uniti. Proprio con l'obiettivo di finire in Corte Suprema è stata messa a punto la legge, che si spinge ben oltre le misure anti-aborto approvate in altri Stati americani nell'era Trump, durante la quale si è assistito al proliferarsi di leggi anti-abortiste.

I medici rischiano fino a 99 anni di carcere

La norma dell'Alabama, oltre a vietare di fatto l'interruzione di gravidanza in ogni circostanza, stabilisce che i medici che la praticano rischiano fino a 99 anni di carcere. Mentre quelli che solo tentano di praticarla possono finire in carcere per 10 anni. La legge è stata approvata a larga maggioranza dal Senato dell'Alabama, con 25 voti a favore e sei contrari. La Camera l'aveva già approvata lo scorso mese, con 73 voti favorevoli e tre contrari. Il provvedimento è stato anche controfirmato dalla governatrice Kay Ivey.

Le donne in piazza

Il dibattito nell'aula del Senato dell'Alabama è stato durissimo ed è andato avanti fra molte proteste: le donne sono scese in piazza vestite da 'Handmaid's Tale', la serie tv ispirata al romanzo 'Il racconto dell'ancella'. Nonostante questo, e nonostante la presenza di donne vittime di violenze, i senatori sono andati dritti per la loro strada. "Dio ha creato il miracolo della vita dentro l'utero della donna e non sta a noi esseri umani uccidere la vita", ha detto il senatore Clyde Chambliss, uno degli autori della misura.

Uno stupro per le donne

I democratici, senza successo, hanno cercato di battersi: hanno spiegato che il prezzo più alto della stretta lo pagheranno le donne più disagiate e hanno definito la norma "uno stupro per le donne". Con la stretta dell'Alabama il tema aborto esplode dunque nella campagna elettorale per le presidenziali del 2020 e scatena anche l'ira delle star di Hollywood su Twitter. "Crudele", "scandaloso", "spaventoso", sono alcune delle etichette affibbiate alla legge dai candidati democratici alla Casa Bianca. "L'ondata di leggi anti-aborto negli Stati Uniti è incostituzionale", tuona l'ex vice presidente Joe Biden. Beto O' Rourke parla di "attacco radicale" e promette il suo impegno a combattere questi "pericolosi tentativi con tutte le armi a disposizione".

La protesta delle altre star

La deputata star dei democratici Alexandria Ocasio-Cortez scarica la sua rabbia in un tweet: "Si costringono le donne a rimanere incinte contro il loro volere". Anche l'attrice attivista Alyssa Milano critica la legge e rilancia lo sciopero del sesso: con l'hashtag #SexStrike invita le donne a rifiutarsi di avere rapporti con gli uomini "fino a che non ci sarà restituita l'autonomia sul nostro corpo". Chris Evans, la star di 'The Avengers: Endagame', parla di legge "assolutamente incredibile" che mette a rischio la 'Roe v. Wade'. Mentre la regista Ava DuVernay lancia l'allarme: "Questa legge è un avvertimento. Oggi è l'Alabama e l'aborto. Domani saranno i nostri diritti. Il silenzio non ci salverà. Dobbiamo parlare".

Stretta sull'aborto anche in Missouri

Dopo l'approvazione della legge in Alabama, un altro Stato Usa si appresta a varare una nuova stretta sull'interruzione di gravidanza. Il Senato del Missouri ha approvato una legge che limita a 8 settimane, rispetto alle attuali 21 settimane e sei giorni, il periodo in cui si può abortire. Uniche eccezioni i casi di "emergenze mediche", ma nemmeno in questo caso lo stupro e l'incesto. Ora serve il voto della Camera dello Stato, controllata dai Repubblicani come il Senato.