Acqua profumata, aceto e gli altri veleni per il ferro da stiro

Le acque profumate, ma non solo loro, accorciano la vita del più comune tra gli elettrodomestici

Perché i ferri da stiro e i sistemi stiranti spesso diventano inservibili? Una risposta è nel cattivo uso. Tra le cause c’è l’impiego sempre più diffuso di acque profumate, che i produttori di elettrodomestici riuniti in APPLiA Italia, già Ceced Italia, considerano un vero e proprio veleno. Queste acque, infatti, provocano una “contaminazione oleosa” che “genera un effetto di calefazione, formazione di un velo isolante sulla piastra, impedendo così il corretto funzionamento dei sistemi stiranti”. Il prodotto diventa così “inutilizzabile” e “necessita pertanto di essere riparato”, con il risultato che il consumatore è costretto a “sostenere un costo di riparazione” che si sarebbe potuto evitare “seguendo semplicemente le istruzioni d’uso riportate nel libretto”.

Marketing 

Il marketing di queste acque è ben studiato. Una marca, ad esempio, garantisce una stiratura facile e perfetta con la biancheria senza grinze che profumerà di fiori di cotone; un’altra promette un’azione anticalcare alla lavanda francese con cui impregnare la biancheria mentre si stira. In commercio ci sono anche le gocce da stiro con azione anticalcare al profumo floreale, acque demineralizzate profumate, acque da stiro, sempre profumate, per uso puro o da diluire con acqua distillata per salvaguardare il ferro dai depositi di calcare.

Errori dei consumatori 

Il comportamento dei consumatori non sempre è virtuoso. Questi consumatori, infatti, preferiscono spesso dispensare consigli sbagliati o affidarsi ai consigli, altrettanto sbagliati, di altri consumatori. C’è chi, ad esempio, consiglia di prepare in casa un’acqua profumata per il ferro da stiro a vapore versando alcune gocce del profumo preferito in una bottiglia di acqua distillata. C’è chi confessa di usare essenze profumate da aggiungere all’acqua del ferro da stiro, ed il gioco è fatto, tanto da ispirare simili comportamenti: non ci avevo mai pensato! due gocce di profumo vero in un litro d’acqua non può nuocere al ferro da stiro! per ora ho solo usato i classici profumi che vendono al reparto detersivi, ma odorano come l’ammorbidente! già pregusto un profumo talcato! grazie. C’è chi ha confessato, chiedendo aiuto, di aver usato direttamente l’ammorbidente, versandolo nella caldaia.

Tra i consumatori ci sono quelli che hanno capito l’errore, puntando, ad esempio, il dito contro le varie boccettine pseudo-profumanti e un’acqua demineralizzata al profumo di rosa che avevano al supermercato e che mio marito ha comprato pensando di farmi cosa gradita: ho dovuto buttare il ferro da stiro. Fra costoro c’è chi racconta di una cugina che usava un’acqua profumata da stiro e che non le aveva creduto quando le aveva detto che il ferro si sarebbe rovinato - ma che dici, mi stira che è una meraviglia e i capi fanno un profumo - salvo ravvedersi dopo alcuni mesi: ho dovuto buttare il ferro, avevi ragione, non la uso più.

C’è chi racconta di aver dato ascolto al commesso del negozio dove aveva acquistato un ferro a vapore: mi ha sconsigliato di usarle, a lungo andare rovinano il ferro, peccato, perché il profumo che lasciano è davvero buono e persistente. 

C’è chi, infine, non disdegna l’azzardo, consigliando di preparare uno spray alla vodka con l’aggiunta di acqua distillata e oli essenziali, il tutto da conservare in frigo per 6 settimane per preservarne la fraganza.    

Sostanze e acque vietate 

Non solo acque profumate, i produttori di APPLiA Italia mettono in guardia anche dai decalcificanti, nonché da altri tipi di acqua come quella piovana, l’acqua per le batterie e l’acqua di condensa dei deumidificatori.

Se la raccomandazione è quella di consultare sempre il libretto con le istruzioni d’uso, la domanda è: quanto sono completi? Ne abbiamo selezionati alcuni. Si va da quelli con istruzioni essenziali a quelli più prodighi di dettagli. In ogni caso il consiglio è di non usare acqua piovana, acqua con additivi – amido, anidride carbonica, profumi, sostanze aromatiche, addolcitori, detergenti, disincrostanti -, acqua di condensa di asciugatrici, frigoriferi e condizionatori. Questi tipi di acqua, spiega un manuale, contengono rifiuti organici e minerali che con il calore condensano, provocando spruzzi, macchie marroni e un’usura prematura dell’apparecchio.

Aceto, ma solo in un caso

Se non va usata nemmeno l’acqua di addolcitori e caraffe filtranti, i libretti con le istruzioni d’uso in genere concordano nel non utilizzare miscele smacchianti o aceto. L’aceto può essere, invece, impiegato a parte per decalcificare il ferro. Un manuale consiglia, ad esempio, di pulire la valvola anticalcare immergendola in una tazza colma di aceto bianco o anche di succo di limone.

 

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